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FINANZIARIA 2005:
SACRIFICI PER I LAVORATORI -
REGALI ALLE IMPRESE
A fondo il potere di acquisto dei salari e delle pensioni!
La Finanziaria targata Tremonti si conferma brutale e feroce come
nelle
previsioni: al bando la creatività e i giochi di prestigio, questa
volta il
governo non prova neanche a confondere le acque, e vara una manovra
che
scarica direttamente sui lavoratori e i ceti sociali meno abbienti il
peso
della crisi sociale.
Le cifre dei tagli (unica certezza della manovra) nella loro aridità
lasciano poco spazio ad equivoci:
Oltre 1 miliardo di tagli al pubblico impiego, mettono in serio
pericolo i
tempi di corresponsione non solo dell'ultimo biennio economico del
contratto
2004 e 2005 ma anche i nuovi contratti quadriennali (che partiranno da
gennaio 2006) e il nuovo biennio economico 2006 e 2007 nonostante l'insufficienza degli aumenti stessi; ed inoltre si perpetua il blocco
del
turn-over e soprattutto oltre 300.000 lavoratori precari della P.A.
attendono la stabilizzazione della loro posizione contrattuale.
Ripercussioni sui contratti integrativi che non dovranno comportare
spesa
superiore a quella del 2004. Per il personale degli enti locali, a
detta
dell'Istat in assoluto tra i più penalizzati del comparto pubblico e
privato, si spenderà l'1% in meno del 2004.
Limiti alle assunzioni a tempo determinato (entro il 60% della spesa
del
2003) e riduzione del 10% degli straordinari assegnati nel 2004.
3 miliardi di tagli agli enti locali: riduzione dei servizi essenziali
erogati ai cittadini e aumenti dei tributi a livello locale per far
fronte
ai tagli delle risorse; per il 2006 la riduzione delle
spese correnti rispetto al 2004 è del 6.7% (Province e Comuni), del
3,8% per
le Regioni, ulteriori tagli nel 2007.
Meno organici, meno soldi, più sfruttamento e servizi al cittadino a
rischio
questa è la ricetta del Governo Berlusconi per gli enti locali e più
in
generale per la Pubblica Amministrazione.
Non siamo noi, ma illustri economisti a dire che l'allargamento delle
competenze e la crescita dei bisogni hanno aumentato il fabbisogno dei
Comuni senza ricevere in cambio un adeguato aumento delle entrate
tributarie. Le amministrazioni locali, del Polo o dell'Unione, tendono
ormai
a fare cassa sfruttando l'aumento dell'ICI, il raddoppio delle tariffe
dei
servizi pubblici in generale e degli oneri di concessione e di
urbanizzazione (con la inevitabile svendita/cementificazione del
territorio).
Se poi la spesa del 2004 viene attualizzata all'anno 2006, la
riduzione
della spesa corrente imposta dalla manovra si aggira intorno al
12-13%.
Quali effetti produce il taglio della spesa corrente sulle funzioni
dei
Comuni?
Effetto taglio 7,5% sulla spesa corrente delle amministrazioni
comunali per
funzioni (anno 2003 - ultimo dato disponibile fonte ISTAT. Calcolo
effettuato scorporando una quota media di investimenti del 40% dal
totale
della spesa)
polizia locale - 117 milioni di euro
scuole materne e istruzione - 300 milioni di euro
cultura e beni culturali - 120 milioni di euro
turismo - 25 milioni di euro
sport e ricreativo - 80 milioni di euro
viabilità e trasporti - 525 milioni di euro
territorio e ambiente - 686 milioni di euro
Gli effetti negativi maggiori saranno quindi prodotti su settori
fondamentali per gli Enti Locali quali: scuole materne e istruzione
primaria e secondaria (servizi trasporti alunni, contributi per il
diritto
allo studio, mense), inquinamento, trasporto pubblico locale, pulizia
delle
città, illuminazione pubblica, manutenzione stradale, interventi a
favore di
biblioteche, musei, eventi culturali, sicurezza delle città,
protezione
civile, servizi connessi alla distribuzione dell'acqua potabile, di
fognatura e depurazione oltre ad altri servizi.
Insomma un ridimensionamento forte dei servizi erogati e, quindi, l'abbattimento delle politiche di sviluppo economico, sociale e
culturale con
la conseguente diminuzione delle politiche di occupazione.
2,5 miliardi di tagli alla sanità, attentano, ancora una volta al
diritto
alla salute di lavoratori, cittadini e delle loro famiglie.
Aumenteranno le
liste di attesa (anche se il Governo dice di volerle ridurre), ci
saranno
meno posti letto negli ospedali e numerose prestazioni fino ad oggi
erogate
nei day hospital saranno a rischio.
Di contro ben 2 miliardi vengono regalati alle imprese attraverso la
riduzione dell'Irap e del costo del lavoro, ovvero scaricando sulla
fiscalità generale gli oneri impropri (malattia e maternità).
A questo si aggiunga che indiscrezioni sempre più attendibili danno
praticamente per certo l'arrivo dell'ennesima sanatoria fiscale per le
annualità 2003 e 2004, che dovrebbe essere contenuta in un emendamento
(forse nel mese di dicembre) proseguendo l'interminabile stagione dei
condoni (altro che lotta all'evasione!).
Il Governo si prepara a vendere le proprie azioni che possiede in
aziende
che competono sui mercati internazionali (Eni, Enel, Alitalia,
Finmeccanica,
Snam rete gas.)
L'Italia continuerà a finanziarie imprese di guerra internazionali per
le
quali ha destinato 1 miliardo di euro
Lo scippo del TFR non sarà pagato solo "devolvendo" il tfr in fondo
pensione
ma le aziende avranno pagato dai lavoratori un fondo di garanzia che
con la
Finanziaria sarà finanziato nella misura di 2016 milioni dal 2006 al
2011
con la riduzione dei contributi sociali a carico delle aziende.
E non è certamente un caso che la manovra incassi subito il placet
degli
industriali, vero settore sociale cui, sin dall'inizio, questa
finanziaria
si rivolgeva, per recuperare la credibilità persa nel mondo delle
imprese.
Dopo la precarizzazione dilagante, la contrazione del potere
d'acquisto dei
salari, le privatizzazioni, Confindustria porta a casa l'ennesimo
provvedimento che abbassa il costo del lavoro, favorevole solo alle
imprese
ma non certo alle già martoriate buste paga e pensioni ed inoltre è il
viatico per nuove richieste padronali da presentare alla coalizione
che
vincerà le elezioni 2006 ossia: flessibilità di contratto con maggiore
ricorso alla legge Biagi, flessibilità delle retribuzioni legate alla
produttività e alla competitività, nuove restrizioni al diritto di
sciopero,
sgravio del 50% degli oneri sociali sul lavoro, eliminazione di
ogni contributo aggiuntivo sullo straordinario (le proposte di
Confindustria
22 settembre 2005).
La reazione dell'opposizione e dei sindacati maggiori è sterile e di
facciata.
Se da un lato il centro sinistra è decisamente più interessato alle
primarie
e a contrastare la riforma elettorale, dall'altro i sindacati abbaiano
contro la manovra, straparlano di sviluppo, parlano di sciopero senza
prima
discutere delle rivendicazioni da avanzare e non spendono una parola
su
quelle che sono le reali questioni che oggi interessano milioni di
lavoratori:
la necessità di agganciare i salari al costo reale della vita
attraverso un meccanismo periodico e automatico di rivalutazione delle
retribuzioni;
una indennità di vacanza contrattuale da calcolare su basi diverse
da quelle oggi vigenti, che serva a recuperare potere di acquisto con
un
aggancio al costo reale della vita e non un semplice acconto da
"restituire"
una volta percepiti i nuovi aumenti contrattuali;
la difesa di quel che resta dello Stato sociale contro ogni
smantellamento e privatizzazione selvaggia delle Amministrazioni
pubbliche;
la stabilizzazione delle decine di migliaia di precari della
Pubblica Amministrazione (dai contratti a termine ai lavori a progetto
fino
agli interinali), la difesa degli organici e l'aumento
dell'occupazione
stabile e a tempo indeterminato.
La difesa del contratto nazionale con una legge sulla
rappresentanza sindacale che non assegni il monopolio della
contrattazione a
chi sottoscrive accordi nazionali a perdere.
Dulcis in fundo.
E' di queste ore l'accordo sottoscritto sul biennio economico per il
personale dei Ministeri, accordo che giudichiamo tragicamente
negativo.
Aumenti salariali "medi" e "a regime" intorno ai 50 euro netti, ben al
di
sotto dell'inflazione sia reale che programmata, con lo 0,7 di
incrementi
rimandati sine die e da recuperare con la Finanziaria 2006, da
contrattare
poi successivamente.
4 ottobre 2005
Conf. Cobas Pisa - pubblico impiego
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