LETTERA APERTA AL COORDINAMENTO NAZIONALE RSU

Abbiamo letto con attenzione il vostro documento dal titolo Nuovo modello contrattuale - Confindustria si muove .....” e condividiamo la sostanza delle affermazioni lì contenute sia per quanto riguarda gli obiettivi che Confindustria si pone con il documento del 22 settembre scorso sia per quanto riguarda il giudizio sull’atteggiamento dilatorio e “remissivo” che i sindacati confederali hanno tenuto di fronte alle gravi proposte lì avanzate.

In particolare ci hanno allarmato l’attacco al diritto di sciopero e all’autonomia delle RSU presenti nel documento oltre che le “ricette” economico-sociali che vengono “suggerite”.

La conclusione a cui pervenite è esattamente la nostra: “Roba da sciopero generale e subito ....” ma aggiungete “da parte sindacale non si muove foglia” e qui invece non concordiamo.

Sappiamo che è “convenzionale” in molti ambienti sindacali e lavorativi parlare di sindacati intendendo i sindacati confederali CGIL-CISL-UIL e ne possiamo capiamo la ragione. Tuttavia vogliamo segnalarvi, qualora la cosa non vi fosse nota, che il Patto Federativo (Cnl-Sincobas-Sult)  insieme ad altri sindacati di base ha proclamato uno sciopero generale dell’intera giornata di tutti i comparti pubblici e privati per il 21 ottobre con manifestazione a Roma. Per quanto ci riguarda abbiamo concepito questa proclamazione di sciopero come una data a disposizione di tutti quelli che vogliono, come noi, invertire la politica economica e sociale di questo paese ed in primo luogo a disposizione delle RSU dei vari luoghi di lavoro che, si sa,  non possono proclamare scioperi generali. 

Gli obiettivi centrali dello sciopero crediamo siano in larga parte gli stessi che anche voi vi ponete nei documenti che avete recentemente prodotto: 

  • dalla democrazia sindacale nei luoghi di lavoro al diritto di sciopero (di cui la vicenda del SULT in Alitalia rappresenta un caso di scuola);
  • dal tentativo di fermare lo scippo del TFR per poter rilanciare l’idea di una pensione pubblica dignitosa per tutti/e alla lotta per contrastare la privatizzazione dei servizi e dei beni comuni di cui la manifestazione del 15 ottobre a Roma rappresenta un momento centrale;
  • dalla rivendicazione di un salario che recepisca automaticamente la perdita di potere d’acquisto alla firma di contratti che rappresentino un reale miglioramento economico e normativo per il mondo del lavoro;
  • dalla lotta alla precarietà del lavoro e alle flessibilità tanto care a Confindustria e Governo all’introduzione di adeguate forme di sostegno al reddito per chi un lavoro non ce l’ha o lavora in modo “intermittente”;
  • dalla necessità di mandare a casa anticipatamente questo Governo all’affossamento di una Finanziaria come quella presentata nei giorni scorsi sui cui contenuti “antipopolari” nessuno di noi nutre alcun dubbio.

Quello che vi proponiamo quindi è un percorso di costruzione dal basso, il più ampio e coinvolgente possibile,  della giornata del 21 ottobre così come fu fatto in occasione dello sciopero del 15 febbraio 2002. Da allora molte cose sono cambiate ma non certo la comune volontà di dare voce alle istanze che dal basso si manifestano – e di cui voi stessi siete espressione come delegati RSU, a prescindere dalla sigla sindacale di riferimento -  attraverso la richiesta di una iniziativa sindacale forte, chiara ed inequivocabile che dia un segnale di intransigente difesa dei diritti del mondo del lavoro come CGIL-CISL-UIL da tempo non fanno più.

Una mobilitazione per fermare i piani antipopolari che questo governo, benchè moribondo, cerca di attuare prima di lasciare il palazzo. Ma anche per evitare che il prossimo sia una fotocopia di quelli delle scorse legislature!

In attesa di una vostra risposta, vi salutiamo cordialmente.

 

La Segreteria Nazionale del Sincobas

Milano, 1 ottobre 2005