MA… E IL CONTRATTO DEGLI ENTI LOCALI?

 Gran bella domanda, in un altro qualsiasi paese democratico, con governanti “normali” e con sindacati “normali” la risposta sarebbe stata: “sta scadendo”, o “è appena stato rinnovato”, o nella peggiore delle ipotesi: “è scaduto da un mese”.

Da noi no, da noi dove tutto va al contrario, dove per risanare i bilanci pubblici si triplicano le spese per dirigenza e consulenze esterne, da noi può succedere che i contratti collettivi dei vari comparti del pubblico impiego, che riguardano oltre un milione di lavoratrici e lavoratori siano scaduti ormai da 21 mesi e che non se ne sappia niente.

Che non se ne sappia proprio niente, poi, non è del tutto vero, in primavera si era fatto un gran parlare dei €100 di aumento per i pubblici dipendenti, con tanto di comunicati di CGIL, CISL, UIL e sindacati autonomi, che dicevano di aver “firmato” e davano gli aumenti per imminenti.

Falso: quella firma non era “il contratto nazionale dei dipendenti pubblici” (che, in quanto tale, non esiste: esistono i singoli contratti nazionali di ogni comparto del pubblico impiego - il nostro è quello degli “enti locali” -, e in questo caso poi si tratta del rinnovo dei “bienni economici” di ciascuno di essi), era un’intesa tra governo e sindacati. L’intesa prevedeva soltanto che le parti si impegnassero a non superare un aumento massimo del 5,01% e a iniziare le trattative in tempi “brevi”. Il 5,01%, applicato al contratto del comparto “Stato e parastato” (i ministeriali), dava appunto quasi la cifra dei €100 (lordi) tanto sbandierati, che nessuno di noi vedrà mai perché il 5,01% di incremento sugli stipendi degli enti locali dà molto di meno, ma non faceva alcun riferimento ai tempi e alle decorrenze. Niente di più, se non l’impegno delle parti a mettere le premesse per il più grosso piano di mobilità, esternalizzazioni e privatizzazioni che la nostra storia ricordi.

Il 5 agosto alcuni giornali escono con la notizia che “una parte degli aumenti per i dipendenti pubblici è rinviata al 2006”. Cosa sta succedendo, allora? Niente di anormale, per il nostro “paese al contrario”: il governo se ne frega semplicemente degli accordi firmati e ha dato mandato all’A.RA.N. - in relazione al contratto dei/delle ministeriali - di non trattare per tutta la cifra concordata nella famosa intesa firmata… ma solo per una prima tranche, pari al 4,4%! Il mancante dovrà infatti essere corrisposto non prima del 2006… per un contratto economico biennale che scade nel 2005! La conferma è venuta nel primo incontro tenuto il 7 settembre scorso per il rinnovo dei contratti di Ministeri e Agenzie Fiscali. La trattativa ha immediatamente trovato i primi prevedibili intoppi: ora il problema è diventato come trovare l’inghippo per consentire l’erogazione di quanto ancora non materialmente disponibile economicamente e che potrà trovare copertura economica solo con la prossima legge finanziaria!

Per il nostro e per molti altri comparti non si sa ancora niente: scrutiamo all’orizzonte, ma nulla appare. Le direttive del governo all’A.RA.N. riguardano infatti solo “ministeriali”, “scuola” e “agenzie fiscali”: Per  gli enti locali non c’è ancora nemmeno la direttiva del comitato di settore (comuni, province, regioni ecc). Ma possiamo facilmente immaginare che non riceveremo un trattamento di miglior favore, anzi viene da pensare che entro il 2005 le trattative non cominceranno nemmeno…

E ALLORA… IL NOSTRO CONTRATTO?

Andate a chiederlo a CGIL, CISL, UIL, che di fronte alla proposta dei metalmeccanici, anche loro con il contratto scaduto da un bel pezzo, di fare fronte comune con i lavoratori pubblici, e con tutti gli altri, per uno sciopero generale di tutte le categorie a sostegno della nostra vertenza, spaventati dalle lavoratrici e dai lavoratori che ormai sempre meno sanno e vogliono rappresentare, si affrettavano a firmare il protocollo d’intesa del 5,01%, firma che, dal punto di vista salariale, ci condanna all’ennesimo contratto in perdita, e da quello politico/sindacale stronca sul nascere l’istanza di unità tra lavoratori di categorie diverse per conquistare salari e diritti!  

 

Sincobas16 settembre 2005