Il lungo cammino della Responsabilità Sociale di Impresa in IBM

Nell’economia globalizzata del XXI secolo, tutte le aziende transnazionali
dovrebbero riconoscere che le loro decisioni incidono pesantemente(nel bene
e nel male) sulla vita della gente che vive dall’altra parte del
mondo. La realtà è che la maggioranza di esse continua a violare gli
standard messi a punto nella Dichiarazione Universale sui Diritti Umani
dell’ONU e nelle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Con la Responsabilita' Sociale di Impresa, le aziende possono
volontariamente elaborare una governance etica a livello economico-sociale
e sostenibile a livello ambientale, ossia possono assumersi responsabilità
precise sul piano comportamentale a tutela del contesto in cui sono
inserite cosi' come del luogo dove decidono di delocalizzare le proprie
attivita'.
L'implementazione della CSR e'a tutti gli effetti una sfida molto
importante nello sviluppo e nella crescita della societa' globale, e quindi
non possiamo certo pensare di ridurre la questione della Responsabilità di
impresa unicamente ad una questione di marketing per affinare l'immagine
concorrenziale dell'impresa verso il mercato.
Infatti l’interesse della comunita’ mondiale verso la CSR e’ evidente:
superato il periodo di "autoregolamentazione", presto si arrivera’ ad una
legislazione europea che richiedera’ alle aziende multinazionali il
rispetto e la certificazione di precise norme etiche e di sostenibilita’
ambientale in ogni luogo dove viene svolta la produzione.
Come ben sappiamo, il tema della Responsabilita' sociale d'impresa e' molto
vasto: dibattiti e discussioni sono sempre piu' partecipati. Ma il salto di
qualita' sta proprio nel ragionare ora sulle applicazioni pratiche  e
tentare di costruire laboratori di iniziative CSR. Ossia lo sviluppo della
CSR dipende ora dalla scesa in campo di proposte ed iniziative da parte di
tutti i soggetti sociali interessati, innanzitutto i consumatori ed i
lavoratori.
I movimenti e i sindacati rappresentano stakeholders che devono a tutti gli
effetti partecipare nella costruzione della responsabilita' sociale. Il
Forum Sociale Mondiale ha identificato la responsabilita' sociale di
impresa come un importante strumento per la costruzione di un altromondo
possibile, poiche' integra nella sua piena applicazione i concetti della
finanza etica, della sostenibilita' ambientale, del commercio equo e
solidale, del consumo critico, del diritto all'emancipazione ed alla tutela
degli interessi collettivi ed individuali.

L'ESEMPIO DI IBM
Ibm e' una delle maggiori multinazionali al mondo. Nonostante i suoi
profitti globali siano estremamente positivi, per una strategia di
riduzione dei costi sta spostando il grosso della sua produzione verso i
paesi del Sud del mondo dove il costo del lavoro e' basso e i diritti
sindacali sono ancora piu' in basso (Cina, Tailandia, Messico, ..). Le
condizioni dei lavoratori in questi paesi sono ai limiti della schiavitu'.
Come la maggior parte delle imprese transnazionali, anche Ibm in Usa ed
Europa si sta costruendo una forte immagine pubblica improntata su "etica"
e "integrita' finanziaria". Sull'onda dello scandalo generato dal rapporto
dell'associazione cattolica CAFOD, che denuncia le drammatiche condizioni
dei subfornitori delle grandi industrie informatiche, IBM ha adottato nel
2004 l’”IBM Supplier Conduct Principles”, un codice di condotta verso i
subfornitori che tiene conto di criteri etici.....un primo passo, formale,
ma non e’ ancora sufficiente...ci sono ancora troppe carenze e punti aperti
riguardo report e codici di condotta interni.
Attualmente non esiste un sistema di monitoraggio indipendente e nemmeno
una strategia di ottenimento di una certificazione eticosociale.

IL LAVORO DELLA COMMISSIONE "CSR"
Su mandato del Coordinamento Nazionale RSU IBM ITALIA, nasce poco piu’ di
un anno fa la COMMISSIONE CSR aperta a tutti i lavoratori, per promuovere e
introdurre in IBM la Responsabilita' Sociale d'Impresa.
In nostri obiettivi:
1.    Avviare con urgenza una seria strategia di risoluzione delle pratiche
eticamente inopportune nei confronti di subfornitori, spesso legate alla
violazione dei diritti umani.
2.    Ottenere una certificazione sociale riconosciuta a livello
internazionale
3.    Integrare nei propri codici di condotta le direttive internazionali,
migliorando il modello di comportamento.
4.    Avviare un processo di monitoraggio indipendente sul rispetto dei
codici di condotta sottoscritti da Ibm e subfornitori.
Scopo ultimo e' incidere realmente sulle scelte aziendali, trasformando
l'etica da operazione di immagine (greenwashing) a seria politica di
gestione dell'impresa.

A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI
Dopo aver raccolto documentazione ed aver analizzato nei dettagli il
comportamento della nostra azienda, abbiamo sviluppato una campagna
informativa aziendale per sensibilizzare tutti i nostri colleghi.
La fase successiva e'stata quella di aprire canali diretti di comunicazione
con la direzione IBM a tre livelli: italiano, europeo (direttamente e
tramite il Cae) e globale. Abbiamo segnalato i punti aperti con lo scopo di
avviare una seria discussione ed un costruttivo confronto reciproco. I
segnali purtroppo sono stati negativi: dopo una iniziale disponibilita' sui
principi, IBM non ha fornito alcuna concreta e dettagliata risposta in
merito alle questioni aperte.
Allo stesso tempo pero' Ibm si vanta di progetti e iniziative di
responsabilita' sociale, ma non accetta un confronto proprio sui valori per
i quali si fa promotrice.
Come afferma ottimamente L.Sacconi, esperto di CSR, una azienda puo'
assumere un approccio volontario di tipo arbitrario, ma questo
atteggiamento rappresenta una contraddizione con il termine stesso di
responsabilta'; responsabilita' vuol dire "rispondere" o "tenere conto" e
quindi implica che qualcuno la giudichi. Ibm non vuole essere giudicata da
qualcuno che rappresenta legittimamente un suo stakeholder, un suo
portatore di interesse.
Diversamente altre aziende, come la Gea e la Gucci, hanno gia' aperto
tavoli di discussione e siglato protocolli di intesa con le rappresentanze
sindacali su tematiche relative alla Responsabilita' Sociale.

Purtroppo pero' la conoscenza della Responsabilita' Sociale nelle
rappresentanze sindacali sindacato e' ancora insufficiente e le esperienze
concrete si contano sulle dita di una mano....quindi vorremm lanciare la
proposta di creare una rete di contatti con lo scopo di scambiarci
esperienze, strategie, consigli e coordinare insieme questo importantissimo
percorso.
In particolare ci poniamo l'obiettivo di organizzare al più presto con
tutte le Rappresentanze Sindacali delle aziende che sono interessate alla
Responsabilita' Sociale, un primo incontro nazionale (in forma di workshop
partecipativo), per socializzare le esperienze aperte e le rispettive
strategie.  In ottica di studiare ed elaborare
insieme le migliori azioni proponibili e riproducibili nelle varie aziende
italiane, grandi o piccole che siano.

Chi fosse disponibile a lavorare con noi ad organizzare questo primo
incontro, o semplicemente e’ interessato a stabilire un contatto
informativo può scrivere a barillari@it.ibm.com
Il sito internet www.lomb.cgil.it/rsuibm/csr e' dedicato ai lavori della
nostra commissione: qui trovate, oltre ad una sintesi della nostra
attivita’, le proposte che stiamo elaborando, le linee guida della nostra
strategia e tutti i maggiori documenti internazionali per capire meglio in
cosa consiste la Responsabilita’ Sociale di Impresa e come si potrebbe
implementare nelle nostre aziende.


Davide Barillari
A nome della Commissione CSR
Rappresentanze Sindacali Unitarie IBM ITALIA spa