Sul
Congresso della CGIL
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Il dibattito sul XV Congresso
della CGIL non è diminuito alla fine di luglio e nel mese di agosto, e
si preannuncia intenso con la ripresa di settembre. Due sono, a mio
parere, le posizioni prevalenti che si confronteranno e si scontreranno
durante la campagna congressuale. La prima – sia che si ispiri al
Documento alternativo della Rete 28 Aprile, sia che accetti le Tesi
Alternative presentate dal Segretario Generale della FIOM - dovrà
sostenere senza possibilità di equivoci o di pasticciate operazioni
trasformistiche, una chiara linea di “alternatività”, rispetto alla
politica fatta dalla CGIL in questi anni passati, soprattutto in
materia di contrattazione concertativa, di politica dei redditi e di
democrazia sindacale. La seconda , avendo come riferimento il Documento
di Maggioranza e le affini posizioni di Lavoro e Società (di fatto
scioltasi nella maggioranza) non potrà che riproporre una linea
“continuista” e di prosecuzione della passata politica concertativa e
del “patto sociale”. Queste passate strategie non sono state cambiate
dal Documento di maggioranza, né dalle Tesi di Lavoro e Società, la
quale sostiene peraltro che la CGIL avrebbe ormai abbandonato ogni
tentazione e deriva concertativa. Negativi sono stati i rinnovi
contrattuali di numerose categorie. Per il pubblico impiego non ci sono
schiarite per i rinnovi dei contratti di comparto. Sconcertanti sono le
posizioni sul TFR; sbagliata la posizione sull’orario di lavoro
europeo. Solo una coerente posizione di “alternatività” può portare la
CGIL a una svolta. Le Tesi di Lavoro e Società sono indefinite e
reticenti. Infatti non si può affermare di voler difendere il contratto
nazionale se non si rompe la gabbia dell’autonomia contrattuale
costituita da tetti macroeconomici e da vincoli di mercato. Non si può
non dire quale sarà la politica della CGIL nei confronti di un Governo
di centro sinistra. Il rischio è di accettare la teoria del “governo
amico”. A un Governo di centro-sinistra dovremo chiedere di più di
quanto abbiamo chiesto a Berlusconi.
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Lavoro e Società parte dal
presupposto che grazie alle sue posizioni la CGIL si sarebbe spostata a
sinistra. In realtà, ad eccezione della FIOM, non ci sono state lotte
che abbiano messo in discussione le pratiche del passato. Vi è stato un
progressivo ammorbidimento dei vertici di Lavoro e Società, sempre più
appiattiti sulla maggioranza. Al moderatismo sui contenuti si è
accompagnata una soverchia preoccupazione di autotutela organizzativa.
Aderendo al Documento di maggioranza, e con le due sole Tesi, ma
soprattutto sottoscrivendo l’iniquo patto tra i 12 Segretari
confederali, i dirigenti di Lavoro e Società hanno permesso che gli
apparati di Lavoro e Società si sottraessero dal fare un “congresso
vero”.
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Le Tesi alternative presentate dal
Segretario Generale della FIOM, che per sommi capi condivido anche se
contengono una minima parte delle posizioni della Rete 28 Aprile,
costituiscono un “espediente strategico”, adottato in stato di
emergenza. Rispondono all’esigenza di evitare il maggior male,
rappresentato dalla presenza del solo Documento di maggioranza e dalle
Tesi di Lavoro e Società che ne avallano i contenuti. Il primo agosto di
quest’anno, termine ultimo per la presentazione di Tesi e Documenti
alternativi, le firme non raggiungevano il numero necessario per
depositare il Documento alternativo della Rete 28 Aprile, anche se con
le firme annunciate, cioè spedite e non pervenute in tempo utile, si
sarebbe superato il numero richiesto. Il Documento della Rete 28 Aprile
non è stato perciò presentato. Le assemblee organizzate il 25 giugno dai
compagni di Milano e l’8 luglio dai compagni della Lombardia della Rete
28 Aprile avevano all’unanimità manifestato la volontà che fosse
presentato il Documento alternativo. Ci sono tre argomentazioni a favore
delle Tesi presentare dal Segretario della FIOM. Sulla fine della
politica concertativa non si comprende perché Lavoro e Società
non condivida di presentare una Tesi alternativa come il Segretario
della FIOM. Sulla democrazia non si capisce perché Lavoro e Società
nella sua tesi non preveda l’esigibilità del referendum da parte dei
lavoratori ( come invece ha proposto il segretario della FIOM) e affermi
che alle organizzazioni sindacali compete la discrezionalità di decidere
se fare o meno il referendum. Sul collegamento fra votazione delle Tesi
alternative con i delegati da eleggere, ci si domanda come mai i
Componenti del Direttivo Nazionale CGIL di Lavoro e Società hanno votato
insieme alla maggioranza contro la richiesta del Segretario della FIOM e
di altri compagni.
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Molti hanno appreso con sconcerto
e indignazione che esiste un Documento sottoscritto dai 12 Segretari
confederali, sia della vecchia maggioranza che delle vecchia minoranza,
che concorre a costituire una nuova maggioranza. Lavoro e Società entra
organicamente in questa nuova maggioranza, non si capisce se restando o
no Area programmatica, e con quale programma, e con quali differenze.
Nel Documento si concorda inoltre che prima del Congresso le percentuali
e i posti nei futuri direttivi e segreterie vengano congelati in misura
uguale al Congresso precedente, compromettendo lo stesso principio
congressuale e lo Statuto della CGIL. In cambio dello scioglimento di
Lavoro e Società, che sembra debba avvenire immediatamente dopo il
Congresso, quell’Area ha la garanzia di avere gli stessi posti. Il
documento di intenti tra maggioranza e Lavoro e Società diventa allora
un accordo tra due correnti per impedire ad altri di contare nel
Congresso. E’ una grossa operazione trasformistica ma è anche una
violazione dei principi di democrazia e delle regole che sono alla base
della vita della CGIL. Occorre anzitutto contrastare e combattere quel
Patto e il processo che ne è alla base. Quel Documento va annullato e
ritirato.
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Le caratteristiche anomale e di
discutibile natura democratica di questo Congresso sono il frutto del
lavoro svolto da una parte dei partecipanti per predeterminare i
risultati finali a favore di un accordo fra le burocrazie sindacali.
Restano in ogni caso aperti spazi per realizzare la democrazia e per
imprimere una svolta decisiva alla politica della CGIL. Nel Congresso si
deve riuscire ad affermare, nella dialettica delle posizioni,una
impostazione di linea “altra”, un insieme di proposte strategiche e di
pratiche rivendicative che si differenziano nettamente dal Documento
della maggioranza e dalle Tesi affini di Lavoro e Società, una posizione
insomma di complessiva “alternatività” che era contenuta nel Documento
alternativo della Rete 28 Aprile. Sostenere le due Tesi alternative
presentate dal Segretario della FIOM, può essere una prima, anche se
provvisoria e parziale, positiva presa di posizione, certamente non
soddisfacente e definitiva, ma necessaria in questo momento per ribadire
e valorizzare quella “alternatività” di posizioni che molti di noi hanno
fin dall’inizio affermato. Dobbiamo lavorare perché già prima di questo
Congresso maturi e si realizzi la possibilità di costruire una “ nuova
sinistra sindacale”, democraticamente costituita secondo una condivisa
struttura o forma organizzativa (Rete, Area o altro), non esposta
all’involuzione politica del gruppo dirigente di Lavoro e Società, ormai
scioltosi nella maggioranza, ma munita di cultura critica e capace di
confrontarsi con la maggioranza della CGIL e con la rimanente Area di
Lavoro e Società e soprattutto decisa a battersi con i lavoratori nel
conflitto sociale che ci sarà dopo il Congresso.
Achille Zasso
Direttivo Regionale
Funzione Pubblica CGIL Lombardia
26 agosto 2005
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