|
COMUNICATO STAMPA DI GIOVANNI PAGLIARINI SEGRETARIO NAZIONALE FP CGIL E FERRUCCIO NOBILI VICE PRESIDENTE COMITATO DIRETTIVO FP CGIL
ALITALIA: A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA SINDACALE In queste ore si stanno svolgendo gli ultimi incontri utili per tentare di evitare lo sciopero proclamato in ALITALIA dal SULT (il sindacato che raccoglie la maggioranza di iscritti tra gli assistenti di volo dell’ALITALIA) proclamato per il 30 e 31 agosto. A parte il giudizio sul merito dell’attività sindacale di quel sindacato in azienda, ci sentiamo di esprimere tutta la nostra solidarietà al SULT, oggetto di una unilaterale, illegittima e anticostituzionale revoca dei diritti sindacali da parte dell’azienda. I diritti e le agibilità sindacali - devono essere - rapportati esclusivamente al “peso” delle singole organizzazioni sindacali. E la rappresentatività, vale a dire il “peso”, la decidono le lavoratrici ed i lavoratori, scegliendo con il voto o con l’iscrizione il sindacato dal quale si vogliono far rappresentare. Quando invece è il padrone a decidere quale sindacato è rappresentativo e, quindi, quale sindacato ha diritto a partecipare alle trattative, a indire assemblee, utilizzare permessi, indire agitazioni, utilizzare gli spazi informativi, si introduce un pesante vulnus democratico, perchè viene messa in discussione l’ autonomia del sindacato e il suo diritto a proporre e dissentire, e, per questa via, vengono negati il diritto alla democrazia, ed alla libertà, delle lavoratrici e dei lavoratori. Negli ultimi contratti del pubblico impiego firmati dalla FP CGIL e dalle altre organizzazioni confederali, è stata modificata una norma contrattuale che avrebbe consentito alle controparti di sospendere la titolarità dei diritti sindacali ai sindacati che non avessero firmato i contratti nazionali. Un conto è prevedere che chi non è firmatario di un contratto non possa gestirne l’ applicazione (sempre che quel contratto sia stato sottoscritto da un’insieme di organizzazioni che rappresentino la maggioranza degli addetti e che sia stato validato, con referendum, dalle lavoratrici e dai lavoratori destinatari del contratto stesso), altro è concedere diritti e prerogative sindacali solo a chi firma i contratti. Il sindacato è dei lavoratori ed i diritti sindacali sono esigibili da quei sindacati che i lavoratori scelgono a rappresentarli. Questo concetto - nel pubblico impiego, dove la rappresentanza è regolamentata per legge - è chiaro e condiviso da tutte le organizzazioni sindacali e dalle controparti. Ma mentre non suscita troppa meraviglia che il padrone voglia scegliersi il sindacato che gli fa comodo - seppure in questa vicenda la logica, l’esperienza ed il fatto che si tratta di soldi della collettività consiglierebbero all’amministratore delegato della compagnia di bandiera di preoccuparsi di ricercare anche il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori per sostenere un difficile piano di salvataggio e rilancio), colpisce l’atteggiamento del mondo sindacale. Tranne poche eccezioni, non si sono registrate parole di condanna riguardanti il comportamento dell’azienda, anzi qualcuno si è disturbato per invitare l’azienda ad essere rigorosa nel far rispettare le regole. Come se rispettare le regole fosse un dovere dei soli lavoratori e dei loro sindacati, come se il problema di come e di chi misura la rappresentanza non fosse un problema di democrazia e quindi di tutto il movimento sindacale, come fosse normale che sia il padrone a scegliere quali sindacati possano esistere, come se il rischio di perdita dell’autonomia del sindacato dalle controparti non fosse un problema per tutto il sindacato, come se togliere ai lavoratori la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare non riguardasse tutti. La democrazia e la rappresentanza non possono basarsi su regole o patti “ad escludendum”, a meno che non si pensi ad un modello dove non c’è spazio per la dialettica e il confronto e tanto meno per il conflitto, anche a costo di escludere dal beneficio dei diritti costituzionali parte dei lavoratori, in questo caso, la maggioranza Sappiamo che il tema della democrazia e della rappresentanza è delicato, che non può essere affrontato con superficialità, non a caso, i documenti sui quali si svolgerà il prossimo congresso della CGIL vedono, su questo tema, confrontarsi più posizioni, tra loro differenti, ma che riconoscono la necessità di arrivare, in tempi brevi, ad una legge che certifichi la rappresentatività dei sindacati. A maggior ragione diviene incomprensibile l’assordante silenzio del mondo sindacale sull’esclusione d’imperio da parte di Alitalia di un sindacato rappresentativo dalla titolarità e dei diritti sindacali.
Roma, 25 agosto 2005
|