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Lettera a Liberazione - 19 agosto 2005 Si parla molto e giustamente in questi giorni, anche sul giornale Liberazione, del prossimo congresso Cgil. Crediamo che due siano le questioni all’ordine del giorno per riuscire ad imporre una svolta vera rispetto alla linea della Cgil. Bloccare il nuovo patto sociale con Confindustria che cova dietro alla prossima discussione sui modelli contrattuali e capovolgere la mai abbandonata linea concertativa nel suo contrario, ossia in una linea che metta il lavoro ed i suoi bisogni materiali e di emancipazione al centro dell’iniziativa sindacale, senza se e senza ma, ossia senza prederminazioni e vincoli di sorta. A questo possiamo aggiungere la necessità di sconfiggere la rinascita delle correnti in Cgil che, come dimostrano gli accordi sottoscritti e resi pubblici, mirano a svuotare il congresso del suo ruolo di vero ed unico misuratore del consenso. Il giornale ha pubblicato ultimamente diverse lettere che sostengono la stessa cosa, con spunti ovviamente condivisibili, ma alcune di queste sembrano mirate più che altro a celebrare alcune soggettività presenti in Cgil e, come un tormentone concludono tutte sulla stessa cosa …... “come giustamente affermano Danini, Baldini, ecc….”. Un tormentone che, vista l’assiduità, ha il sospetto di essere teleguidato in qualche modo e di cui non ne comprendiamo la necessità, a meno che qualcuno non si stia candidando a diventare referente di qualcosa anche se non si vede cosa stia facendo (e cosa abbia ultimamente fatto) concretamente e più di altri per portare avanti le cose che afferma. Che in molti, nella sinistra Cgil, sosterranno le due tesi di Rinaldini non dipende da Baldini o Danini, ma da un percorso lungo almeno un’anno che ha visto centinaia di delegate e delegati costruirne le premesse, anche attraverso il lavoro della rete 28 aprile, e l’impegno di altri soggetti, altrettanto importanti come ad esempio Giorgio Cremaschi che chissà perché le lettere a cui facciamo riferimento non citano mai nell’elenco dei nomi che elencano come fondatori di una svolta. E non è cosa di poco conto visto che Cremaschi è rimasto tra i pochi del gruppo iniziale che non hanno abbandonato il lavoro della rete 28 aprile ed delegati che l’hanno resa possibile. Che Baldini e Danini (ed altri) facciano bene a sostenere le tesi di Rinaldini, è un fatto che tutti riconosciamo, ma non sono loro i portatori esclusivi di questa scelta. Come sempre dietro alle condizioni oggettive che si determinano c’è il lavoro di tanti altri soggetti, tra cui sicuramente e più di altri Cremaschi, ma soprattutto di tante delegate e delegati di luogo di lavoro che da mesi hanno individuato la deriva di Lavoro e Società ed indicato a tutti la necessità di riprendere in mano un lavoro di critica e di proposta per il prossimo congresso. Più che dire “ … come giustamente dicono Danini e Baldini …” sarebbe più corretto dire “come giustamente hanno detto le centina di delegate e delegati che si sono riuniti in tante assemblee provinciali e regionale almeno dal mese di maggio”. Quindi evitiamo i tormentoni che danno l’impressione di voler legittimare nuove correnti e nuovi capocorrente. Se veramente crediamo alle cose che diciamo è dalle delegate e delegati di luogo di lavoro (che già ora si stanno facendo un “mazzo tanto”) che dobbiamo partire. Il congresso lo faranno loro, e non certo o solo Danini e Baldini.
Grioni Maria teresa – FLAI Cgil Milano
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