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Vergognoso, inaccettabile, da respingere.
Ancora prima che
il congresso CGIL cominci, la maggioranza e l'ex sinistra sindacale della
CGIL si sono già incontrati ed accordati per spartirsi le platee
congressuali e per tutelare l'ex minoranza programmatica "Lavoro e
Società" nel suo percorso di scioglimento e nella sua trasformazione in
una piccola corrente della nuova maggioranza.
Ci vogliono
confezionare un congresso per finta. Infatti, nel silenzio dei corridoi di
Corso Italia a Roma, 12 segretari confederali, ormai in scadenza, tra i
quali i rappresentanti di un'area programmatica (Lavoro e Società) ormai in
scioglimento, hanno deciso come spartirsi le platee congressuali, i posti
nei Comitati Direttivi e nelle Segreterie, e come rendere ininfluente la
partecipazione degli iscritti nel percorso congressuale.
Basterebbe leggere l'accordo tra i
12 segretari confederali per comprendere la gravità di quanto questi hanno
fatto, decidendo sulle nostre teste come sarà la Cgil dopo il congresso.
(leggi il documento di intenti firmato dai 12
segretari confederali, con i commenti del Coordinamento Rsu).
Ma è utile fare qualche ulteriore
considerazione su cosa dice quell'accordo, sui comportamenti dei soggetti
contraenti e sulle conseguenze che tutto ciò ha ed avrà sullo stesso
modello sindacale e sulla vita interna della Cgil in particolare..
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Innanzi tutto l'assurdità della cosa
e la sua impugnabilità di fronte alla commissione Statuto della Cgil.
Esiste infatti una grave trasgressione operata dai 12 iscritti alla Cgil
nei confronti dei principi statutari della Cgil, per cui ogni
iscritto ha il diritto di essere elettore ed eleggibile e che nessuna
garanzia a priori può essere concessa a gruppi organizzati (correnti od
aree programmatiche) senza una verifica del consenso della base
congressuale. Trasgressione evidentemente ritenuta lecita dai
sottoscrittori dell'accordo, solo per il fatto che i 12 iscritti alla Cgil
sono anche segretari confederali (cosa per la quale, probabilmente,
questi si credono onnipotenti ... quando il potere da alla testa). La loro
autoreferenzialità è tale da portarli a ritenere che la loro esistenza ed
il loro potere debba prescindere dal loro
effettivo e verificato consenso congressuale, tanto che da una parte si
riempiono la bocca di parole come "democrazia" e "partecipazione", e
dall'altra si siedono attorno ad un tavolo, decidono che il congresso deve
andare come vogliono loro si dividono posti, spazi di potere e
tutele reciproche.
Una aperta violazione dello Statuto e
dei principi fondatori della Cgil che riteniamo
impugnabile anche a livello legale, come alcuni avvocati ci consigliano,
in quanto tesa esplicitamente a compromettere il diritto degli iscritti ad
essere soggetto libero, capace e fondante del consenso e quindi della
formazione dei gruppi dirigenti.
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In secondo luogo la evidente non
trasparenza di un accordo che viene spacciato come "documento di intenti",
quindi senza alcun valore pratico, ma che viene allegato ufficialmente al
regolamento congressuale. Regolamento congressuale che afferma e prevede
altre cose e che viene di fatto svilito e reso inutile dall'accordo
precongressuale sulla spartizione dei posti. Se di semplice lettera di
intenti si tratta, (cioè di un impegno tra due soli dei tanti pluralismi
presenti in Cgil) perchè inserirla nel regolamento congressuale come fosse
oro colato, e perchè infarcirla di toni che impongono di fatto ai centri
regolatori di non far caso al regolamento, ma di impegnarsi ad applicare
un accordo fatto da soli 12 iscritti che prevede che a loro vada garantita
la stessa percentuale di posti che avevano nel precedente congresso?.
In sostanza, al di la delle tante
parole con cui viene mascherato, l "documento di ntenti" si interpreta
facilmente come un'accordo chiaro ed esplicito per la spartizione di posti tra due cordate.
Infatti, la sostanza dell'accordo è che Lavoro e Società si impegna
a sciogliersi ed a confluire nella maggioranza (cosa che, nella sostanza e nel
merito, si è già realizzata negli anni scorsi, basti vedere
l'appiattimento in materia contrattuale). Così facendo esaurisce il
desiderio della maggioranza ad avere un congresso unitario ma in cambio
chiede ed ottiene gli stessi posti che aveva nel precedente congresso. Il
bisogno di chiare garanzie in questo senso, da parte della ex sinistra sindacale, è tale da
pretendere sfacciatamente che la maggioranza si impegnasse con un accordo
scritto, precongressuale, a garantirle il "prezzo" della sua entrata in
maggioranza.
Tale è il bisogno di garanzie (senza
le quali la cordata Pattiana si sarebbe già sfaldata vista la sua pochezza
di iniziativa politica e di originalità di idee) che non ci si fa scrupoli
ad allegare l'accordo al regolamento congressuale, il quale prevede ben
altre cose, e che quell'accordo rende di fatto inoperante.
Quell'accordo sancisce quindi la
definitiva scomparsa di Lavoro e Società come sinistra sindacale in Cgil,
ma lo fa nel peggiore dei modi, declassando quel gruppo dirigente a mera
burocrazia da corridoio, ormai incapace di iniziativa politica, e tesa
unicamente a salvaguardare se stessa come ceto
sindacale.
A
conferma di ciò vi sono altri due fatti.
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Come tutti sanno, Rinaldini,
segretario della
Fiom ha annunciato l'intenzione di presentare due tesi alternative, una
sulla contrattazione (cancellazione di ogni riferimento alla
concertazione) ed una sulla democrazia (diritto esigibile per i lavoratori
di ricorrere al referendum su piattaforme ed accordi). Due tesi dai
contenuti condivisibili, per altro in linea con quanto la stessa Lavoro e
Società ha verbalmente sostenuto fino ad ieri.
Rinaldini con le sue tesi, vuole
quindi portare nel congresso una discussione vera (anche se noi riteniamo
ancora che ciò si possa fare meglio con un documento alternativo). Per
questo Rinaldini ha chiesto, nel direttivo del 18 luglio scorso che
l'eventuale presentazione di tesi alternative fosse collegata alla
elezione dei delegati al congresso, in modo da dare continuità e
rappresentatività, anche negli organismi dirigenti, di una posizione
critica alla linea della maggioranza della Cgil. I membri de direttivo
nazionale aderenti a Lavoro e società hanno votato contro contribuendo
così, e coscentemente, ad affossare un diritto sacrosanto dei diversi
pluralismi di potersi esprimere verificando e rendendo efficace il
consenso ricevuto dagli iscritti. E' chiaro che la motivazione principale
di questo voto di Lavoro e Società trova ragione essenzialmente nella
necessità di difendere fino in fondo l'accordo firmato con la maggioranza
sulla prossima spartizione dei posti. La possibilità di tesi alternative
al documento di maggioranza di poter eleggere delegati al congresso
avrebbe compromesso la piena efficacia di quell'accordo poichè altri
pluralismi congressuali avrebbero potuto rivendicare una loro
rappresentanza negli organismi, non già in virtù di un'accordo tra
apparati ma sulla base del consenso ricevuto dagli iscritti al congresso..
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Inoltre, dopo quel
voto al direttivo nazionale del 18 luglio, Lavoro e Società
nel suo coordinamento nazionale del 20 luglio ha deciso di non sostenere
il percorso proposto da Rinaldini, riconfermando il suo appiattimento
sulla maggioranza di Epifani. Certo, a Lavoro e Società non manca la
furbizia e quindi ha annunciato che presenterà due emendamenti alle tesi
(cosa non si fa per cercare di apparire un po di sinistra), uno sulla
democrazia (dove di referendum non si pala neanche) ed uno sui beni comuni
(dove si dicono cose sostanzialmente condivisibili per ognuna delle
componenti della Cgil).
Perchè Lavoro e società non si vuole
mettersi con la Fiom su due tesi così importanti e perchè ha contribuito
ad impedire che alle tesi fosse data la possibilità di misurare il
consenso tra gli iscritti trasformando questo in rappresentatività.
Semplice. A Lavoro e società non interessa questo congresso, interessa
solo incassare i risultati dell'accordo con la maggioranza.
Preso atto di quella che è ormai
Lavoro e Società, ossia un'area programmatica in scioglimento, e
probabilmente una piccola ed esosa cordata in formazione, rimane il
problema di quell'accordo che, se rimanesse attivo, porterebbe di fatto
allo svilimento del prossimo congresso.
Quell'accordo va soppresso, non deve
aver alcun valore sulla conduzione congressuale e deve essere denunciato e
ridotto a quel che è. Un accordo tra 12 iscritti che hanno cercato di
imporre il loro progetto politico attraverso una predeterminazione degli
esiti congressuali sulla testa degli iscritti alla Cgil.
Che fare ?
E' evidente che riuscire a
presentare un documento alternativo al prossimo congresso farebbe di per
sèsaltare quell'accordo. Siamo già oltre le 250 firme (raccolte
velocemente in pochi giorni dallo scorso 20 luglio), ma ne servono 400 di
membri di direttivi territoriali e regionali confederali e nazionali di
categorie. Il tempo è poco (le firme vanno raccolte entro il 29 di luglio)
ed in molti stanno lavorando per sollecitare il maggior numero di
compagni a firmare.
Ma comunque, oltre alla richiesta
che l'accordo venga tolto dagli allegati al regolamento congressuale (cosa
centra un accordo tra 12 iscritti in un regolamento che dovrebbe tutelare
tutti ?), oltre al ricorso alla commissione Statuto della Cgil ed a un
esposto alla magistratura ordinaria perchè sia fatto quanto necessario per
garantire a tutti gli iscritti alla Cgil la possibilità ed il diritto di
essere elettori ed eleggibili dobbiamo usare la denuncia politica.
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In particolar modo si sta lavorando
per una lettera aperta agli
iscritti della Cgil da far firmare al maggior numero di iscritti possibili
per denunciare la vergogna e l'inaccettabilità di quell'accordo e per
chiederne l'immediata cancellazione. Nei prossimi giorni sarà pronta la
lettera aperta ma invitiamo sin da ora tutti gli iscritti alla Cgil a
rendersi disponibili a sottoscriverla.
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Inoltre occorre prepararsi, in tutte
le riunioni Cgil (direttivi confederali e categoriali ai vari livelli) che
si terranno dal prossimo 5 settembre in poi per l'avvio del percorso
congressuale a presentare ordini del giorno che dichiarino la richiesta di
invalidazione di quell'accordo.
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Lo stesso andrà fatto nelle
assemblee di base, che cominceranno ad ottobre. In ogni assemblea di base
bisognerà portare gli iscritti a conoscenza della vergogna di un accordo
che ha già deciso prima ancora delle assemblee congressuali, come dovranno
essere formati i futuri gruppi dirigenti
23 luglio 2005
Delegate e
delegati che si riconoscono nel movimento
Per un
coordinamento nazionale delle Rsu
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