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Cgil, congresso per quote
Sarà unitario: la minoranza entrerà nella maggioranza ma con
posti garantiti
LORIS CAMPETTI - MANIFESTO DEL 22 LUGLIO 2005
Sarà un congresso plurale, per tesi. Finalmente la Cgil arriva al suo
appuntamento più importante con un impianto unitario e non più, come
tradizione, su mozioni contrattuali contrapposte che storicamente
rappresentavano componenti organizzate, se non correnti comunque aree
programmatiche. In un "documento di intenti" sottoscritto da tutti e 12 i
segretari confederali dell'organizzazione e distribuito ieri alle
strutture della Cgil si legge: "Con l'avvio del XV Congresso inizia una
fase nuova e diversa nella vita democratica della Cgil; ci sono oggi le
condizioni per superare la modalità dell'articolazione democratica,
iniziata al XII Congresso, basata sull'alternatività delle mozioni
congressuali". Si tratta di un'innovazione importante che dovrebbe
consentire un confronto libero e pluralista sui contenuti, non
ischeletrito da posizioni precostituite e dunque da contrapposizioni tra
diverse appartenenze, a cui seguiva al termine del Congresso una votazione
in base alla quale venivano attribuite quote proporzionali al consenso
raccolto, tanto dalla maggioranza quanto dalla/e opposizione/i. Su questo
principio si eleggevano i nuovi gruppi dirigenti, a tutti i livelli
dell'organizzazione. Il congresso per tesi apre perciò la porta a una
riflessione libera, in una stagione difficile per le organizzazioni
sindacali in tutto il mondo.
Ma nel "documento di intenti" si trovano alcuni passaggi che non possono
non sembrare contraddittori. Dopo aver affermato che il nuovo percorso
democratico "va affrontato e governato con grande senso di responsabilità,
garantendo che venga vissuto da tutte e da tutti come uno straordinario
momento di unità e di protagonismo di ognuno", si fissano (o meglio si
propongono, trattandosi di un documento di intenti e non di una
deliberazione della segreteria) alcune regole: "Occorre che le platee
congressuali e la stessa definizione dei gruppi dirigenti - comitati
direttivi e segreterie - in occasione dei singoli congressi, sia
assolutamente rispettosa delle proporzioni di rappresentanza definiti al
precedente Congresso e del percorso verso la costruzione di una nuova
unità deciso dall'area programmatica Lavoro e società, compresa la
conferma, in questa fase, dell'esercizio del diritto di proposta e la
continuità di esistenza come area programmatica, successivamente al
Congresso nazionale, secondo le delibere regolamentari della Cgil...
Pertanto alla selezione dei gruppi dirigenti, compreso l'incarico di
Segretario Generale ai vari livelli, parteciperanno anche le compagne e i
compagni di Lavoro e società, a pieno titolo componenti nella nuova
maggioranza congressuale".
Tradotto dal sindacalese, il concetto si potrebbe riassumere così: il
congresso è unitario, per tesi, senza contrapposizioni tra mozioni
generali. Ma siccome prima c'era una maggioranza e una minoranza che ora
si riuniscono dentro una sola maggioranza, bisognerà garantire alla
minoranza le quote di spettanza. Quali, se non si vota per mozioni
alternative? Quelle sanzionate dallo scorso congresso (rendita di
posizione). Ma allora, non è neppure previsto che la discussione
congressuale possa modificare le posizioni individuali e collettive di
provenienza? O che si formino, sulle singole questioni, nuove maggioranze
e nuove opposizioni? Anche perché al congresso saranno presentate non
mozioni ma tesi alternative su alcuni punti. Per esempio, che senso ha
che, alla luce di questo accordo, il capo della minoranza che diventerà
maggioranza (Gian Paolo Patta, leader di Lavoro e società), abbia già
annunciato la presentazione di una tesi alternativa, guarda un po' proprio
sulla democrazia?
Le conseguenze di questo impianto congressuale, nei territori e nelle
categorie, prefigurano uno scenario che di democraticamente alternativo ha
ben poco. Solo per fare un esempio, con una lettera "Alle Compagne/ai
compagni del direttivo Fiom Cgil Marche - Area congressuale programmatica
Lavoro società-cambiare rotta", la coordinatrice dell'area chiede a
ciascuno di ribadire la fedeltà alla componente: "Nel caso nei prossimi
giorni non dovessi ricevere da te alcuna comunicazione, dovrò
considerarti, mio malgrado e con grande rammarico, non più appartenente
all'area...". In parole povere, sei fuori quota. Segue un prestampato ("Il
sottoscritto/a...") per l'adesione, su cui è richiesta la firma
dell'adepto.
Il congresso della Cgil non inizia nel modo migliore.
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