| vertenza infanzia al comune di pisa il sindaco chiude ogni spazio di trattativa e l'amministrazioen di centrosinistra aprirà solo strutture esternalizzate la risposta dei cobas a cura di stefania corucci e federico giusti SUGLI ASILI NIDO: RIVOLTOSI O DIFENSORI DI SERVIZI DI QUALITA'? Stando alle dichiarazione rilasciate dall'Amministrazione Comunale sulla stampa cittadina, la questione dell'apertura degli asili nido non è andata a buon fine perché la RSU avrebbe "fatto politica anziché difendere i lavoratori" meritandosi finanche l'appellativo di "rivoltosi". Ma cosa diceva la RSU? Di aprire due nuovi asili nido di cui uno a gestione pubblica e quindi con personale pubblico adeguato. In effetti, nel quadro delle attuali politiche economiche dei governi centrali e locali di destra e di sinistra si tratta di una richiesta da "rivoltosi". Una prima considerazione di carattere generale: l'attuale ceto politico ha creato un nuovo vocabolario i cui termini sono svincolati dal contenuto ed hanno lo scopo di nascondere la realtà. Un esempio per quanto riguarda il quadro di gestione dei servizi: si chiamano moderate quelle forze politiche che operano lo smantellamento del ruolo pubblico delle istituzioni pubbliche ed estremisti coloro che rivendicano il valore pubblico e la gestione pubblica dei servizi particolarmente delicati come nel caso degli asili nido. Questa è una posizione politica? Quella dell'Amministrazione cosa è? Si dice che la RSU non difende i lavoratori e danneggia l'utenza ed il Comune. Niente di più falso! E qui torniamo al capovolgimento dei significati della parole: coloro che attuano la pratica della privatizzazione, della esternalizzazione, della diffusione capillare della precarietà, della divisione tra i lavoratori si permettono di presentarsi all'opinione pubblica nella veste di forze sensibili alle esigenze dei lavoratori e dei cittadini. Se davvero è così, vuole spiegare l'Amministrazione Comunale alla comunità come mai la gestione esternalizzata di un asilo nido costa meno della gestione pubblica? Allora scopriremmo che i diritti dei lavoratori non sono tutelati, che i salari delle insegnanti e del personale ausiliario a parità di mansioni sono nettamente inferiori perché inquadrati in profili più bassi, che in estate e nelle vacanze invernali il personale rimane senza stipendio, in poche parole che il risparmio di gestione avviene principalmente perché si riduce il costo del lavoro! E perché non dire che l'unica proposta avanzata alle insegnanti dall'Amministrazione è stata quella di un incentivo a fronte di un maggiore carico di lavoro? E nella logica degli incentivi non vi è forse l'obiettivo di non ottemperare all'obbligo di assumere personale e non attivare redditi stabili? Oltre che a svilire il ruolo educativo? In realtà quanti operano nel campo educativo sanno bene che queste operazioni sono dequalificanti, non tengono conto del ruolo sociale dell'educazione e quindi non guardano all'interesse generale. Il sindaco e l'Amministrazione diffondono quindi dati parziali e occultano l'obiettivo di fondo: ridurre i salari e il potere di acquisto, ridurre gli organici e accrescere la precarietà. Questa è la politica dell' Amministrazione Fontanelli Cobas Comune di Pisa |