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a commento ed in risposta della lettera con cui G.Paolo Patta (Coordinatore nazionale di Lavoro e Società) dichiara l'espulsione dall'area di quanti partecipano a percorsi di discussione anche fuori dall'area Il fascino discreto della burocrazia Il compagno Gian Paolo Patta ci scuserà se parliamo direttamente di Lui, ma non può essere altrimenti avendo Lui messo in circolazione una lettera da Lui personalmente firmata (e di cui quindi se ne assume la responsabilità) la cui conclusione afferma ...... " ..... i compagni che seguiranno il percorso attorno al quale stanno lavorando “eccoci” e la “rete 28 aprile” hanno scelto di essere fuori da “Lavoro Società cambiare rotta” e come tali ovviamente verranno d’ora in poi considerati nel lavoro di gestione dell’attività di preparazione del congresso e per tutti gli aspetti relativi alla vita interna della Cgil.". Praticamente Patta comunica la decisione di "espellere" da Lavoro e Società tutti quei compagni (e non sono pochi) di Lavoro e Società che in questi mesi hanno partecipato alle iniziative della "Rete 28 aprile". Una decisione di cui non ha alcuna titolarità, del tutto arbitraria e oltretutto solo sua personale non risultandoci che nei precedenti coordinamenti nazionali dell'area, tale decisione sia mai stata discussa e decisa, e non essendo mai stata sollevata da nessuno dei coordinatori categoriali e regionali dell'area una qualsiasi forma di ostracismo verso quei compagni che nei mesi scorsi hanno aderito e partecipato alle iniziative della Rete. D'altronde lo
stesso Patta sembra fare confusione.
Si fa cioè quella cosa che da mesi chiediamo fosse organizzata da Lavoro e Società per mettere a confronto le diverse posizioni che pure all'interno dell'area esistono. Una discussione che non si è mai voluto veramente aprire e che si è camuffata nella ridicola "consultazione" telefonica dei mesi scorsi. D'altra parte non è stato forse lo stesso Patta, nei mesi scorsi, a promuovere una "rete" con pezzi della maggioranza Cgil per discutere (senza averne mai avuto il mandato e senza averne mai discusso con la sua base congressuale) di come andare ad un congresso unitario? Ad applicare rigidamente lo schema mentale di Patta (da come risulta nella sua lettera) già oggi Patta dovrebbe considerarsi espulso dall'area avendo egli partecipato ad un percorso che di fatto disconosceva il mandato per cui Lui era stato nominato coordinatore dell'area (ossia sostenere gli obiettivi del nostro documento congressuale alternativo) La lettera di Patta prende spunto dalla decisione di Cremaschi e di altri di ufficializzare la loro uscita dall'area. Una uscita che non condividiamo e che non abbiamo emulato, ma che è basata su ragioni di fondo che non si possono non condividere ed alle quali Patta (nella sua lettera) perde ancora una volta l'occasione di dare risposta. Invece di
agitarsi per la nascita di questo luogo di incontro e di discussione (Rete
28 aprile), Patta, in quanto coordinatore
Patta, nella sua lettera afferma che Lavoro e società è impegnata in un "..... lavoro che stiamo facendo affinché la Cgil affronti le prossime tremende scadenze dei prossimi mesi unitariamente, con la stessa linea politica degli ultimi anni." Crediamo, e
speriamo, che per "tremende scadenze" Patta si riferisca alle questioni
del furto del TFR, agli sbandamenti della Cgil (e suoi personali) in
materia di normativa europea sugli orari, agli sbandamenti in materia
contrattuale, ai ritardi ed alle ambiguità in materia di contrasto ed
abbrogazione della legge 30 e della riforma Moratti, ai rischi legati alla
debole posizione Cgil per quanto riguarda la verifica del modello
contrattuale, alla disastrosa condizione in cui versano le condizioni dei
lavoratori, sempre meno tutelati in materia salariale e normativa, senza
contare la caduta sul terreno delle tutele e dei diritti.
Patta ed il coordinamento nazionale dell'area si sono in realtà chiusi nel loro
giro ristretto, convocando poche riunioni del tutto blindate dalle quali
hanno acquisito mandati generici e contradditori, sulle quali si sono
inventati un consenso fatto a suon di consultazioni telefoniche (ai pochi
ma sicuri), e di verbali di riunioni quasi mai votati nelle riunioni ma scritti
successivamente a misura del messaggio che si voleva far passare. Il fatto stesso che Patta ed il coordinamento nazionale abbiano ora deciso di convocare l'assemblea nazionale dell'area (ovviamente non aperta ma blindata come si usa nelle migliori organizzazioni a cordata) per il prossimo settembre la dice lunga. Si convoca l'assemblea a giochi fatti, ad una o due settimane dall'inizio dei precongressi di fabbrica, con i documenti congressuali già definiti (questi vanno definiti entro agosto). Una assemblea (meglio dire .. una chiamata a riempire una sala) che sarà finalizzata solo a celebrare la nascita della nuova cordata e di fatto lo scioglimento dell'area programmatica congressuale essendo già stato deciso oggi (non a settembre) di passare con la maggioranza. In realtà Patta ed il coordinamento nazionale non hanno più voglia di discutere niente. Hanno già deciso di essere d'accordo con la maggioranza, ritengono di avere già in tasca un accordo che permette loro di continuare ad esistere come una corrente organizzata nella quale non varranno le regole democratiche tipiche dell'area programmatica congressuale ma prevalentemente la fedeltà al progetto della corrente. I delegati devono solo decidere se aderire alla corrente (e, come succede nelle correnti, di riconoscerne le gerarchie) gettando così alle ortiche una delle principali conquiste ottenute in questi anni con l'impegno e la lotta di tanti delegati e delegate ... l'organizzazione della dialettica in Cgil per aree programmatiche congressuali e non più per correnti. La lettera che Patta ha inviato in questi giorni suona quindi come un messaggio che così può essere letto. Noi abbiamo già deciso per il documento unitario, l'accordo sui posti con la maggioranza lo abbiamo fatto. Se volete continuare a fare il sindacalista o stare nei direttivi dovete dichiarare fiducia al sottoscritto ed alla cordata che detiene la titolarità di questo accordo con la maggioranza, altrimenti ciao ed amici come prima. La lettera che Patta, in quanto coordinatore dell'area (e non padrone dell'area) avrebbe dovuto fare, doveva invece suonare così ... Siamo alle strette della discussione congressuale, a questo punto bisogna decidere. Sappiamo che ci sono diverse posizioni e quindi è necessario attivare una discussione in tutta l'area per arrivare ad un franco confronto ed a una decisione che abbia il massimo del consenso. Inoltre, nel caso si decidesse di andare ad un documento unitario, si tratta di decidere in quali forme e se continuare la nostra esperienza organizzativa. La lettera di Patta, oggetto di questa nostra nota, va quindi respinta al mittente. Noi non usciremo da Lavoro e Società, pur continuando a partecipare a tutti i luoghi di discussione attualmente aperti (compresi quelli della Rete 28 aprile). Siamo ancora convinti che Lavoro e Società debba e possa caratterizzarsi al prossimo congresso con un documento alternativo e della necessità di questo. Siamo convinti che in Lavoro e Società debba aprirsi una discussione vera e partecipata di tutta la sua base congressuale, superando i limiti ed i ritardi di questi mesi. Patta può continuare ad affermare il contrario, ma la posizione da tenere al prossimo congresso non è stata ancora assunta dall'area nel suo insieme. Il fatto che Patta ed il coordinamento nazionale abbiano invece già deciso di andare al documento unitario e che a ragione di ciò si siano già preoccupati di definire un "accordo" con la maggioranza in cambio dei posti nelle strutture, non ha alcun valore ai fini della decisione dell'area essendo queste decisioni state condotte senza alcun mandato ed al di fuori di qualsiasi verifica democratica. Non usciamo dall'area e continuiamo invece a chiedere che l'area venga fatta finalmente funzionare, anche se in ritardo, per discutere e decidere quale posizione portare al prossimo congresso, e chiediamo questo proprio al "Coordinatore dell'area" che ha avuto il mandato di far funzionare l'area, non secondo le sue regole, ma quelle che all'area derivano dal suo carattere programmatico congressuale che fin dai tempi di Alternativa Sindacale abbiamo positivamente sperimentato. Usciremo dall'area solo se e quando l'area programmatica congressuale che abbiamo assieme a tanti costruito si dovesse sciogliere per trasformarsi in una organizzazione correntizia, ed in questo noi contestiamo legittimamente la gestione che Patta e parti consistenti dell'apparato dell'area stanno facendo, poichè chiaramente orientata i questo senso. Invitiamo quindi Patta a ritirare la lettera che ha inviato in giro per l'Italia, di recedere dalle presunzioni di proprietà dell'area e di considerare con maggiore attenzione il fatto che un'area è fatta di tanti pluralismi e sensibilità che bisogna, appunto, saper coordinare, e da cui bisogna essere capaci di produrre una sintesi condivisa attraverso percorsi chiari, partecipati e verificabili. Invitiamo Patta a recedere dalle presunzioni che la sua lettera lascia trasparire e ad occuparsi più umilmente, nella sua qualità di coordinatore nazionale, a procedere nell'organizzazione di una consultazione vera nei territori fino ad una assemblea nazionale che (Patta dovrebbe saperlo) andrebbe fatta prima che la Commissione politica licenzi i documenti congressuali (quindi) entro la fine di luglio e non a settembre. 9 luglio 1005
delegate e delegati che si riconoscono nel movimento "Per un coordinamento nazionale delle Rsu"
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