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Ordine del giorno approvato dall’assemblea regionale dei quadri e dei delegati della Cgil Lombardia Cgil di Milano – Salone di Vittorio
8 luglio 2005
Dopo le riunioni a carattere seminariale tenutesi in vari territori della Regione, i lavoratori e i delegati della CGIL Lombardia riunitesi in assemblea venerdì 8 luglio presso la Camera del Lavoro di Milano in considerazione della fase recessiva dell’economia italiana, la perdita del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi, la dilagante precarizzazione dei rapporti di lavoro e il conseguente peggioramento delle condizioni materiali di vita e di lavoro di milioni di lavoratori e pensionati, ritengono che il XV Congresso della CGIL debba assumere, nella definizione della propria linea politica, come elementi prioritari, il rilancio del conflitto sociale e la difesa degli interessi del mondo del lavoro. La linea della CGIL, nella passata e nella recente stagione contrattuale ha evidenziato tutta la sua inadeguatezza che si continua a manifestare e riproporre anche oggi, non solo in materia di modello contrattuale e sui percorsi democratici, ma anche in merito al trasferimento del TFR nei fondi pensione e sulla nuova normativa in materia d’orario di lavoro. L’assemblea ritiene altresì inaccettabile il patto paracongressuale, e ne denuncia tutta la sua gravità democratica. Il Patto, sottoscritto dai dodici segretari confederali nazionali congela di fatto il congresso, ne predetermina gli effetti, affidando a percorsi antidemocratici e senza una verifica della rappresentanza, la costruzione dei gruppi dirigenti. Il Patto, sostenuto anche dai dirigenti nazionali dall’area Lavoro e Società (che di fatto hanno così deciso di andare allo scioglimento di questa esperienza) abolisce la dialettica per aree programmatiche e ripropone pericolosamente il ritorno all’organizzazione delle correnti. Questa nuova maggioranza non può pretendere di rappresentare tutta la CGIL ed esaurire in se tutti i pluralismi. Per questi motivi ci pare fondamentale, per la vita democratica e l’indipendenza della CGIL, anche dopo il rifiuto della commissione regole Nazionale alla possibilità di presentare singole tesi alternative direttamente collegate alla elezione di delegati, la costruzione di una vera sinistra sindacale, a carattere programmatico congressuale, che, attraverso la formalizzazione di un documento alternativo per il XV Congresso, rimetta al centro del dibattito la partecipazione e il protagonismo delle iscritte e degli iscritti nel determinare la linea della loro organizzazione e la misura del consenso per la determinazione della sua reale rappresentatività. Un documento che, assumendo come punto di partenza il rifiuto dell’accordo del luglio 1993 e la logica dei patti sociali riproponga: Ø la questione salariale come elemento centrale dell’iniziativa sindacale sia rilanciando la contrattazione senza vincoli e il ripristino di un meccanismo automatico per il recupero dell’inflazione reale; Ø la democrazia sindacale. La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori sia nella definizione dei contenuti delle piattaforme sia nella decisione finale sulle stesse e su eventuali accordi sottoscritti con voto vincolante. Ø una nuova politica industriale, fondata non solo su un rinnovato intervento dello Stato in termini d’indirizzo e programmazione ma anche, soprattutto, come intervento diretto del pubblico nei settori strategici; Ø indipendenza della CGIL, intesa come forte autonomia e protagonismo dell’organizzazione nei rapporti con Confindustria, con il Governo, con i partiti; Ø una nuova politica sociale, che aumenti le tutele delle lavoratrici, dei lavoratori, dei pensionati e degli studenti. Ø Una rinnovata lotta per i diritti a partire dall’abolizione della legge 30 e della Riforma Moratti Queste ed altre ancora le ragioni che portano l’Assemblea Regionale delle compagne e compagne, iscritti, militanti, delegati e quadri della CGIL Lombardia a sostenere la necessità di un documento alternativo.
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