Tra minacce, tentennamenti e prove di dialogo a distanza (ossia, nella confusione più generale) si prepara il rilancio della concertazione, su una base diversa e peggiorata di quanto già previsto dall'accordo del luglio '93.

Al Congresso della Cisl, Pezzotta mette in campo il suo ultimatum. In Autunno bisogna andare al tavolo con Governo e Confindustria a rinegoziare il modello contrattuale, con la Cgil o senza.
La Cgil punta a tempi più lunghi in attesa di un possibile nuovo Governo "amico" e frena, senza però negare la necessità di rimettere mano al modello contrattuale.

In tutta questa battaglia sul metodo e sulla tattica, manca però il merito. L'unica preoccupazione è quella di non rimettere in crisi l'unità sindacale ed i rapporti con Confindustria. I salari intanto continuano a ridursi, la contrattazione rimane sempre più subordinata ai vincoli della concertazione, e la Cgil torna a difendere esplicitamente la bontà dell'accordo del luglio 93 proponendone semplicemente una rivisitazione.

Proprio oggi, dove la sinistra sindacale in Cgil dovrebbe riproporre invece la scelta di un cambio di rotta della Cgil, si torna a parlare di congresso unitario, facendo così mancare un lavoro che riproponga una vera discussione sui limiti della concertazione e sulla necessità di riconquistare una maggiore autonomia contrattuale

 

 

CONGRESSO CISL -  EPIFANI: PATTO '93 NON VA SNATURATO

L'accordo del luglio '93 sulla politica dei redditi e sui livelli contrattuali va ''risistemato' ma 'non snaturato'. Ne è convinto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che nel suo intervento al 15/o congresso della Cisl ha sottolineato che quell'accordo ha 'un grandissimo significato e importanza'. 'Penso - ha detto - che non vada snaturato in profondità ma che vada solo risistemato nelle parti dove le differenze con il '93 sono piu' visibili'. Alle richieste di fare presto nel definire una proposta comune del numero uno della Cisl, Savino Pezzotta, Epifani ha risposto che la Cgil non vuole perdere tempo - ma avverte - 'non dobbiamo smarrire la pazienza reciproca. Questo - ha aggiunto - è l'architrave delle relazioni industriali sul quale o c'é accordo unitario ed è condiviso o non è'. Epifani si è detto disponibile a riprendere da subito il lavoro delle due commissioni unitarie (sui contratti e sulla democrazia sindacale). 'Si è avuta l'impressione che la Cgil si sia voluta sottrarre - ha affermato - non è così. Siamo pronti a riprendere da domani il lavoro anche con la partecipazione diretta dei segretari generali. Se trovassimo un'intesa unitaria la Cgil non si sottrarrebbe'. Una battuta anche sulla questione del rinnovo dei metalmeccanici. 'Occorre lavorare per mantenere quell'unita' costruita con la piattaforma', ha detto Epifani. 'E questo senza mai scordare- aggiunge- neppure per un minuto, le responsabilita' che Federmeccanica ha avuto nel non contrastare il governo che ci ha portato in questa situazione di crisi'.

(www.rassegna.it, 07/07/2005 

 

CONGRESSO CISL - Savino Pezzotta - Urgente la riforma del modello contrattuale


La riforma del modello contrattuale è una "priorità" per la Cisl. Savino Pezzotta rassicura sulle intenzioni: "nessuno pensa, né si sogna di pensare, a un modello che indebolisca le potenzialità della contrattazione. La Cisl è attestata su due livelli, nazionale e decentrato, vuole solo una ridistribuzione di peso che valorizzi il secondo". "Io sono convinto che le distanze tra noi e la Cgil non siano tanto profonde da non consentirci una mediazione positiva". Pezzotta prova a scandire i tempi: "E' possibile arrivare a una posizione comune nel sindacalismo confederale e far partire una grande consultazione tra i lavoratori da metà settembre a inizio ottobre?". "Deve essere comunque chiaro - sottolinea - che se non ci sarà una proposta condivisa nei tempi indicati, all'inizio di ottobre la Cisl darà avvio a una grande consultazione dei suoi iscritti, aperta a tutti i lavoratori, per illustrare e discutere le sue proposte e definire come andare avanti: non ci rassegniamo all'immobilismo". Non avere una posizione comune è un segnale di "debolezza", visto che al tavolo sulle regole governo e Confindustria ci saranno con le loro: "Puntiamo sull'unità - conclude Pezzotta - ma in mancanza di questa la nostra proposta sarà in campo, si deve sapere".

 

(www.rassegna.it, 5 luglio 2005)