Vi informiamo di una iniziativa a carattere seminariale, quindi aperta a tutti, organizzata per il prossimo sabato 25 giugno, dale ore 9 presso la camera del lavoro di Milano, con all'ordine del giorno un approfondimento sugli scenari del prossimo congresso Cgil.
sarà presente Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale Fiom.
VEDI VOLANTINO ALLEGATO
 
L'iniziativa, organizzata da alcuni delegati Rsu della Cgil di Milano si propone come una occasione di discussione ed approfondimento sui temi che dovrebbero essere al centro delle decisioni che la Cgil dovrà affrontare al prossimo congresso nazionale (che come tutti sanno inizierà in autunno con le assemblee precongressuali di luogo di lavoro).
La necessità di questo incontro nasce anche dal fatto che la discussione oggi aperta all'interno della Cgil sui temi congressuali è oggi tutta limitata agli apparati ed alle sole strutture della Cgil ed a stento è riuscita a coinvolgere la base sindacale, come non mai oggi interessata a capire come affrontare il prossimo dibattito congressuale.
All'ordine del giorno ci sono infatti scelte importanti riguardo alla contrattazione (come ad esempio, superare la concertazione e se si come ?. Rivedere i modelli di partecipazione e le regole della democrazia sindacale, e se si come ??, solo per citarne alcuni).
Più in generale si tratta di stabilire il grado di indipendenza della Cgil dalle politiche del centro sinistra (sempre più, a quanto appare, candidato vincente alle prossime elezioni). La vittoria del centro sinistra, da molti auspicato, riproporrà inevitabilmente molti dei problemi che l'azione di lotta e la strategia Cgil di questi anni ha affrontato in risposta alle offensive liberiste del centro destra (art. 18, legge 30, nuova legislazione sugli orari ecc.), e la Cgil è chiamata a non far venire meno obiettivi, come l'abbrogazione della legge 30, il diritto al referendum sulle piattaforme e sugli accordi, il superamento della normativa sull'orario, l'incremento del potere d'acquisto dei salari ecc,. Tutti obiettivi che giustamente la Cgil ha posto al centro della sua strategia contro la politica economica del centro destra e della Confindustria di D'Amato, e che devono necessariamente essere rilanciati anche nei confronti di un eventuale nuovo governo di centrosinistra e della attuale confindustria di Montezemolo.
Bisogna purtroppo constatare (ed in molti lo abbiamo denunciato) come questa strategia ha visto un appannamento negli ultimi mesi (se non anni) sopratutto dell'azione contrattuale della Cgil (sia categoriale che confederale) che ha riportato all'ordine del giorno il rilancio della concertazione con tutte le onseguenz che sappiamo.
Più in particolare, oggi, sono all'ordine del giorno questioni importanti, di portata ongressuale, come la discussione sul modello contrattuale (il Governo ha già convocato le parti per il prossimo mese di luglio), la questione del trasferimento del TFR ai fondi pensione (una operazione contestata da molti ma condivisa dalla Cgil), la discussione con Cuisl e Uilsulle uiove regole della rappresentanza.
La Cgil è quindi di fronte ad un bivio estremamente importante. Se posizionarsi ancora attorno al modello concertativo (quello delle subordinazioni agli obiettivi di produttività ed agli obiettivi macroeconomici della politica economica dei governi) o se rilanciare, sulla base dei dati da tutti condivisi sul pesante arretramento subito dal mondo del lavoro in questi anni, una forte pratica rivendicativa e contrattuale, sul salario, per un maggiore quadro di tutele e diritti in materia di orario e prestazione, di partecipazione e democrazia nei luoghi di lavoro, contro le riforme devastanti di questi anni (legge 30, Moratti ecc.).
 
Che il prossimo congresso Cgil non sarà un appuntamento semplice è sotto gli occhi di tutti. Una cosa è certa. la Cgil non potrà non scegliere la sua strategia per i prossimi anni e le alternative sono evidenti, tra la riproposizione magari emendata del modello concertativo e la scelta rivendicativa e contrattuale.
 
Il dibattito è aperto. Il prossimo direttivo nazionale della Cgil (27 luglio) dovrà definire le modalità ed i contenuti del confronto congressuale.
Ad oggi sono aperte diverse ipotesi. Documento unitario (magari aperto alla presentazione di alcuni emendamenti), possibilità di presentare tesi alternative su alcuni punti (magari collegando queste tesi anche alla elezione dei delegati al congresso), o documento alternativo (ome è avvenuto in questi ultimi due precedenti congressi).
Ma al di là delle formule possibili con cui sarà possibile pensare di ordinare il confronto congressuale quello che conta prima di tutto è il merito del confronto.
Il segretario nazionale della Cgil Epifani ha per ora presentato, a titolo personale, un preambolo a quelle che dovranno essere le tesi congressuali che la maggioranza della Cgil intende proporre. Un preambolo che a dire il vero non soddisfa quelle aspettative di svolta e di cambiamento da molti auspicate tanto è vero che il segretario nazionale della Fiom Cgil ha già annunciato la sua intenzione di presentare tesi alternative (su contrattazione e democrazia) ad alcuni punti del documento congressuale, e tanto è vero che da una parte della sinistra sindacale Cgil non si esclude anche la possibilità di ripensare alla presentazione di un documento alternativo.
Ma peserà sul confronto di merito anche le decisioni che la Cgil dovrà assumere in breve tempo (forse già nel direttivo del 27 luglio) sulla risposta da dare al Governo ed a Confindustria, così come a Cisl e Uil, per quanto riguarda la riforma del modello contrattuale che questi pensano di rivedere in peggio, puntando ad una maggiore rivalutazione delle quote di salario variabile ed ad una maggiore destinazione di risorse alla contrattazione decentrata. Praticamente la fine del contratto nazionale.
La Cgil andrà al tavolo ? Lo sapremo presto. E con quale posizione ? quella di difendere l'attuale assetto contrattuale (quello concertativo che come abbiamo visto produce slo una riduzione delle retribuzioni ?).
 
L'iniziativa del 25 luglio in CDL di Milano vuole approfondire queste tematiche, provare a mettere a confronto i vari punti di vista, proporre un percorso di riflessione comune per fare in modo che il prossimo congresso (come abbiamo chiesto in questi anni) sia un vero cngresso di svolta.
 
Invitiamo quindi tutti a partecipare al dibattito
 
Delegate e delegati per un "Coordinamento nazionale delle RSU