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servono ancora i buoni pasto??
Si riapre la guerra dei buoni pasto. E da lunedì 20\6 tutti i\le
lavoratori\trici dipendenti che di solito li usano in pausa pranzo
potrebbero sentirsi dire da baristi e ristoratori "non accettiamo più i
ticket".
La Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), che rappresenta gli
esercenti pubblici, ha annunciato una 'serrata' a oltranza e in un
comunicato dice: "Nel 2003 ci fu il no ticket day, questa volta andremo
avanti fino a quando non si troverà una soluzione in sede governativa".
In questi anni i buoni pasto hanno subito una forte perdita del potere di
acquisto (ne servono almeno due per mangiare), le amministrazioni hanno
adeguato il prezzo solo tardivamente e in ogni caso la media di 5 euro e
mezzo è troppo bassa rispetto ai prezzi di mercato.
Se i ristoratori lamentano da tempo una eccessiva penalizzazione nelle
commissioni che le società emittenti trattengono al momento dei rimborsi,
le società emittenti spiegano dal canto loro di aver aumentato le
commissioni per via dei ribassi eccessivi che sono state costrette ad
accettare nelle varie gare d'appalto con aziende pubbliche e privati e in
particolare si fa riferimento ad una gara pubblica bandita dalla Consip
nel 2003, (la Consip la società del ministero dell'Economia che gestisce
le gare d'appalto per la pubblica amministrazione).
A rimetterci saranno le lavoratrici e i lavoratori che subiscono le
conseguenze degli appalti al massimo ribasso vuoi perchè dipendenti delle
ditte appaltratrici (più lavoro e meno soldi), vuoi perchè, in qualità di
lavoratori\utenti, vedono molti esercizi indisponibili ad accettare buoni
pasto ; per mangiare si spendono cifre da capogiro (aumentano anche i
pomeriggi lavorativi grazie alla flessibilità di impiego).
Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a fare pressioni sulla Consip e
sulle amministrazioni locali (email, telefonate, richieste a voce,
proteste di ogni genere) perchè i buoni pasto non siano inferiori alla
cifra di sette euro
Perchè si rimetta in discussione tutte le convenzioni tra aziende
pubbliche ed esercizi al fine di evitare che ogni rientro costi mediamente
dai tre ai cinque euro a carico del\lla dipendente.
basta con le gare ai minimi ribassi
cobas pubblico impiego - confederazione cobas
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