Parte la verifica sul modello contrattuale
Il Governo convoca le parti entro luglio 2005
 
 
Dopo il pasticciaccio del Ccnl del Pubblico impiego, dove si è fatta entrare dalla finestra (in cambio della firma del contratto) l'impegno a mettere mano al modello contrattuale, il Governo convoca le parti per un primo incontro da tenersi entro luglio.

Alla lettera di Letta ai sindacati, il primo a risoondere i maniera entusiasta è stato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, e lo fa con una esplicita apertura: «Il sistema contrattuale in Italia è inadeguato alle esigenze dei tempi e occorre rinnovarlo». In particolare «occorre avvicinare il sistema contrattuale ai posti di lavoro». 

Ma anche la Cgil, attraverso un articolo della segretaria confederale Carla Cantone, scende in campo in questa partita affermando ... «Non siamo così distratti da non sapere che il nodo sul modello contrattuale andrà prima o poi sciolto. E non ci siamo nascosti dietro dei semplici no, come strumentalmente sentiamo spesso affermare». Nel suo scritto la Cantone spiega che «sulle materie contrattuali la Cgil ha un suo progetto preciso e chiaro, recepito dal comitato direttivo del 30 settembre 2004, che riguarda ruolo, compiti e funzioni sia del contratto nazionale che del secondo livello» (scarica il documento conclusivo del direttivo Cgil del settembre 2004 - formato word zippato)

La Cantone non nasconde i difficili rapporti con gli altri sindacati: «Con Cisl e Uil si discute, consapevoli che ci dividono alcune scelte di fondo che riguardano appunto il ruolo e le funzioni del sindacato. Non sono difficoltà dell'oggi». Infine un invito: «Le due commissioni su contrattazione e democrazia devono riprendere il loro lavoro e sentirsi impegnate a una capacità di sintesi unitaria». In proposito potete vedere una sintesi delle posizioni Cgil Cisl Uil allo stato attuale del confronto nella commissione unitaria scaricando la tabella (formato word zippato)

E' chiaro comunque che ormai qualcosa si muove, ed anche la Cgil, nonostante il suo precisazioni altro non fa che accettare l'avvio di un  percorso che comunque arriverà a mettere mano ed a modificare il modello contrattuale. Il grave è poi che a questo confronto, la Cgil che è l'unica organizzazione a manifestare poco entusiasmo in proposito,  si presenta senza una propria proposta vera. Le dichiarazioni sostenute infatti sono di una genericità paurosa la cui unica cosa chiara è la riproposizione di un modello che comunque rimanga ancorato alla precedente esperienza concertativa prodotta dal modello contrattuale del 23 luglio. Quello che ha portato alla pesante riduzione dei salari di questi anni ecc. ecc.

L'unico che per ora si è espresso contro l'apertura metodoligica della Cgil e' Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom che ammonisce: «Sono assolutamente contrario al fatto che la Cgil vada a quel tavolo e lo dirò al prossimo direttivo».