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Dopo il pasticciaccio del Ccnl del Pubblico
impiego, dove si è fatta entrare dalla finestra (in cambio della firma
del contratto) l'impegno a mettere mano al modello contrattuale, il
Governo convoca le parti per un primo incontro da tenersi entro
luglio. Alla lettera di Letta ai
sindacati, il primo a risoondere i maniera entusiasta è stato Luigi Angeletti, segretario generale
della Uil, e lo fa con una esplicita apertura: «Il sistema
contrattuale in Italia è inadeguato alle esigenze dei tempi e occorre
rinnovarlo». In particolare «occorre avvicinare il sistema
contrattuale ai posti di lavoro».
Ma anche la Cgil, attraverso un articolo della segretaria
confederale Carla Cantone, scende in campo in questa partita
affermando ... «Non siamo così
distratti da non sapere che il nodo sul modello contrattuale andrà
prima o poi sciolto. E non ci siamo nascosti dietro dei semplici no,
come strumentalmente sentiamo spesso affermare». Nel suo scritto
la Cantone spiega che «sulle materie contrattuali la Cgil ha un suo
progetto preciso e chiaro, recepito dal comitato direttivo del 30
settembre 2004, che riguarda ruolo, compiti e funzioni sia del
contratto nazionale che del secondo livello» (scarica
il documento conclusivo del direttivo Cgil del settembre 2004 -
formato word zippato)
La Cantone non nasconde i difficili rapporti con gli altri sindacati:
«Con Cisl e Uil si discute, consapevoli che ci dividono alcune scelte
di fondo che riguardano appunto il ruolo e le funzioni del sindacato.
Non sono difficoltà dell'oggi». Infine un invito: «Le due commissioni
su contrattazione e democrazia devono riprendere il loro lavoro e
sentirsi impegnate a una capacità di sintesi unitaria». In proposito
potete vedere una sintesi delle posizioni Cgil Cisl Uil allo stato
attuale del confronto nella commissione unitaria scaricando
la tabella (formato word zippato)
E' chiaro comunque che ormai qualcosa si muove,
ed anche la Cgil, nonostante il suo precisazioni altro non fa che
accettare l'avvio di un percorso che comunque arriverà a mettere
mano ed a modificare il modello contrattuale. Il grave è poi che a
questo confronto, la Cgil che è l'unica organizzazione a manifestare
poco entusiasmo in proposito, si presenta senza una propria
proposta vera. Le dichiarazioni sostenute infatti sono di una
genericità paurosa la cui unica cosa chiara è la riproposizione di un
modello che comunque rimanga ancorato alla precedente esperienza
concertativa prodotta dal modello contrattuale del 23 luglio. Quello
che ha portato alla pesante riduzione dei salari di questi anni ecc.
ecc.
L'unico che per ora si è espresso contro
l'apertura metodoligica della Cgil e' Giorgio Cremaschi, segretario
nazionale della Fiom che ammonisce: «Sono assolutamente contrario al fatto
che la Cgil vada a quel tavolo e lo dirò al prossimo direttivo».
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