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Appello in difesa del diritto di Sciopero
Rispetto alla protesta in atto da parte del SULT, il Sindacato Unitario
dei Lavoratori dei Trasporti, richiediamo che si interrompa lo sciopero
della fame iniziato da alcuni rappresentanti di questo sindacato e ci
rendiamo disponibili a partecipare alle annunciate iniziative in difesa
del diritto di sciopero.
Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale e come tale deve essere
tutelato.
Il diritto di sciopero non può essere considerato e trattato
esclusivamente come un principio: non esiste diritto di sciopero se non
esiste la libertà di esercitarlo.
Le leggi che regolano lo sciopero, l'applicazione sempre più restrittiva e
spregiudicata di interpretazioni e normative della Commissione di Garanzia
e gli interventi esclusivamente autoritari del Governo, hanno compresso
questo diritto a tal punto da rappresentare un impedimento al suo concreto
e libero esercizio.
Tutto ciò sta inoltre falsando il rapporto tra le parti sociali:
l'imprenditore pubblico o privato, nella consapevolezza che la controparte
sindacale non può mettere in campo lo strumento dello sciopero, nei tempi
e nelle modalità ritenute adeguate, si sentono infatti sempre più
autorizzati a non rispettare i contratti, le norme condivise e corrette
relazioni industriali.
Gli interventi e le interpretazioni della Commissione di Garanzia hanno
inoltre come effetto quello di dilazionare sempre più le vertenze e ciò
aumenta in modo esponenziale, in numero ed intensità, le situazioni di
conflitto, producendo conseguenze negative sia per i lavoratori, sia per
l'utenza.
Per questi motivi sempre più spesso i lavoratori e i sindacati si trovano
nelle condizioni di non poter esprimere il loro dissenso ed il conflitto
che dovrebbe regolare il metodo ed il merito delle vertenze, nei casi nei
quali il confronto tra le parti non è stato sufficiente.
In questi casi le situazioni sfuggono di mano a tutti, il conflitto
esplode nelle più svariate forme, la repressione diventa insopportabile ed
alimenta a sua volta un conflitto ancor più acceso.
Il diritto di sciopero dei lavoratori e il diritto dell'utenza e dei
cittadini devono realmente essere contemperati, e per fare ciò è
necessario prevedere una normativa ed una sua applicazione assolutamente
diverse dalle attuali che sostanzialmente, riducendo i tempi delle
vertenze, diano risposte certe ai lavoratori ed alle parti sociali e al
tempo stesso tengano conto dei bisogni dell'utenza in modo intelligente ed
appropriato.
Si ritiene quindi indispensabile un ampio e diffuso confronto nell'ambito
del Paese e tra le forze dell'Unione, anche nell'ambito della costruzione
del programma comune di governo, al fine di individuare quegli elementi
indispensabili per tutelare il diritto di sciopero ed assicurare così
l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito.
L'appello è stato già sottoscritto da:
Fausto Bertinotti (Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista),
Alfonso Pecorario Scanio (Presidente Federazione dei Verdi), Oliviero
Diliberto (Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani), Antonio Di Pietro
(Presidente Nazionale di Italia dei Valori), Cesare Salvi (Sen. DS), Nando
Dalla Chiesa (Sen. Margherita), Antonello Falomi (Sen. Gruppo il
Cantiere), Luigi Malabarba (Sen. PRC), Marco Rizzo (Capogruppo PDCI
Parlamento Europeo), Giovanni Battaglia (Sen. DS), Angelo Bonelli
(Assessore all'Ambiente Reg. Lazio), Paolo Cento (Dep. Verdi), Paolo
Corazza (Assessore al Lavoro Comune di Roma), Fiorello Cortiana (Sen.
Verdi), Loredana De Pretis (Sen. Verdi), Bruno Dettori ( Sen. Margherita),
Piero Di Siena (Sen. DS), Angelo Flammia (Sen. DS), Alfonso Gianni (Dep.
PRC), Nuccio Iovine (Sen. DS), Luigi Marino (Sen. PDCI), Alejandro Martone
(Sen. DS), Francesco Martone (Sen.PRC), Luigi Nieri (Assessore al Bilancio
Reg. Lazio), G. Franco Pagliarulo (Sen. PDCI), Gabriella Pistone (Dep.
PDCI), Natale Ripamonti (Sen. Verdi), Tommaso Sodano (Sen. PRC), Livio
Togni ( Sen.PRC), Antonio Vicini (Sen. DS), G. Paolo Zancan (Sen. Verdi).
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