Il documento presentato lo scorso 9 marzo dal coordinamento nazionale di LSCR si proponeva, almeno formalmente, di avviare una discussione nell'area sia per verificare la bontà del percorso proposto, sia per raccogliere ulteriori contributi di merito sul documento stesso.

Il Coordinamento Nazionale dell'area è intenzionato a portare fino in fondo la scelta di sciogliere l'esperienza precedente di Lavoro e Società come area programmatica congressuale, puntando ad accreditarsi all'interno della maggioranza Cgil pur cercando di mantenere una propria distinta autonomia di corrente organizzata. Non è detto che questo progetto riesca o che riesca del tutto, sia per possibili problemi posti dalle dinamiche proprie della maggioranza Cgil (non a tutti può far piacere la nascita di una corrente Pattiana interna alla maggioranza), sia per difficoltà di merito (si potrebbe scoprire difficile traghettare tutta Lavoro e Società nella maggioranza a fronte di un documento congressuale troppo generico e/o scarsamente convincente in materia di emancipazione dalla logica concertativa), sia per le resistenze che anche dall'interno dell'area possono esprimersi ed organizzarsi criticamente verso l'ipotesi di una liquidazione di questa esperienza.

Comunque, pur essendo evidente ormai a tutti che il Coordinamento nazionale dell'area, sta già trattando da mesi per il suo traghettamento nella maggioranza Cgil, questa operazione richiedeva almeno un passaggio formale che permettesse di presentare l'operazione come espressione di una discussione e di una scelta democratica nata dall'interno dell'area tutta. Da qui la preparazione del documento nazionale e la decisione di aprire una discussione pubblica.

Sospendiamo qui la valutazione, assolutamente negativa, sulla gestione del percorso di consultazione (telefonica nella maggioranza dei casi) e sul suo utilizzo essenzialmente speculativo fatto dal coordinamento nazionale dell'area, per provare invece a verificare i verbali ed i contributi usciti dagli incontri territoriali e categoriali. Si tratta di una lettura parziale poichè inficiata dal fatto che in molti casi i verbali non sono stati discussi nel corso delle riunioni e perchè, a quanto ci risulta, non tutti i verbali, in qualche modo collegati alle riunioni tenutesi, sono stati pubblicati sulla rivista nazionale dell'area. Mancano inoltre i resoconti delle riunioni più problematiche e delle molte altre volutamente non citate sul sito dell'area poichè espressione di posizioni e perplessità non compatibili con le aspettative del coordinamento nazionale dell'area.

E' comunque interessante ed importante notare come, nonostante i limiti sopra richiamati, e la comicità di alcuni di questi (intrisi di espressioni di vero entusiasmo verso la scelta del documento unitario) da alcuni di questi verbali siano comunque emersi elementi che funzionano più da freno che da stimolo per la strategia che il Coordinamento nazionale dell'area sta cercando di portare in porto. E questo da due punti di vista:

Dal lato dell'acquisizione del mandato a concludere il confronto con la maggioranza Cgil. In molti verbali si sottolinea infatti come la vera consultazione tra i compagni dell'area può aprirsi solo dopo che si siano conosciute le proposte della maggioranza in materia di documento congressuale, rimanendo ancora forti le preoccupazioni verso una linea Cgil che (al di la dell'entusiasmo di alcuni) viene indicata ancora come problematica, non chiara e sbilanciata verso le ipotesi di un ritorno concertativo. Riportiamo ad esempio i passaggi presenti in alcuni di questi verbali:

Coordinamento regionale LSCR Lazio - ..... Ritengono che tale contributo, da portare come Area nelle Commissioni (Politica e Regole), debba essere arricchito ed implementato attraverso ulteriori approfondimenti e sulla base di un ampio coinvolgimento dei compagni e delle compagne che aderiscono a “Lavoro Società”. E’, pertanto, indispensabile prevedere, nel breve periodo, l’Assemblea nazionale confederale dell’Area (da preparare attraverso una preventiva ampia consultazione) e alla quale far seguire assemblee nei territori e nelle categorie. E’, altresì, evidente come soltanto al termine del lavoro delle commissioni sarà possibile – sulla base di contenuti compiutamente definiti – chiamare i compagni e le compagne di L.S. a pronunciarsi sulle scelte da compiere rispetto alle modalità con le quali affrontare il Congresso. 

Coordinamento nazionale FP Cgil - ..... Più in generale ritengono che, al termine del lavoro delle commissioni sulle regole e sul documento politico, vadano coinvolti l’insieme dei compagni e delle compagne aderenti all’area programmatica di Lavoro Società – Cambiare Rotta,  per decidere e pronunciarsi sulle scelte da compiere rispetto alle modalità con le quali affrontare il  XV Congresso.

Dal lato del merito, da molti dei verbali conosciuti si evince chiara la contraddizione tra l'adesione all'ipotesi di lavorare per un documento unitario e l'intransigenza dei paletti che si propone di assumere come riferimento. Si va infatti dalle richiesta di abolizione dell'accordo del 23 luglio, alla reintroduzione della scala mobile per salari e pensioni, all'obbligatorietà del voto vincolante dei lavoratori per la convalida di piattaforme ed accordi, ecc. ecc. Tutti punti che difficilmente, stando le cose, la maggioranza della Cgil accetterà di fare proprie.

Da notare inoltre che in quasi tutti questi verbali viene formalmente sollevata (con più o meno cautela) l'erroneità delle valutazioni negative che il Coordinamento nazionale dell'area esprime verso la vicenda Fiom. Una questione, questa, di non poco conto, se consideriamo come il Coordinamento nazionale dell'area sia impegnato ormai da mesi in una apparentemente inspiegabile battaglia contro le posizioni della Fiom mentre non sembra volersi accorgere di quanto stia succedendo sul piano della linea contrattuale nelle altre categorie della Cgil e nella stessa Confederazione. Se consideriamo che l'attacco alla Fiom è la cosa che più ha impegnato il Coordinamento nazionale dell'area in tutti questi mesi, il fatto che molti verbali delle riunioni dell'area territoriale e categoriale abbiano preso le distanze da queste posizioni, dimostra (e non è poco) quanto poco rappresentativo sia l'attuale Coordinamento confederale dell'area, rispetto al sentire generale del corpo dell'area stessa.

Abbiamo fatto queste osservazioni sulla base dei soli verbali pubblicati sul sito nazionale dell'area, riferiti a riunioni dei soli membri dei direttivi (nella maggior parte formati dagli apparati sindacali). Mancano e non sono disponibili i resoconti delle tante riunioni territoriali e categoriali dove sappiamo invece come la posizione del Coordinamento Nazionale non abbia trovato affatto tutto quel consenso che i trionfali bollettini della rivista nazionale dell'area sforna periodicamente.

Ma comunque parliamo di una discussione che, essendo limitata ai pochi presenti nelle strutture, non può considerarsi conclusiva della stessa, nè tanto meno rappresentativa dell'insieme dell'area che ancora aspetta di essere consultata, se mai lo sarà .....

 

Coordinamento RSU (Nota del 4 maggio 2005)

allegati - alcuni dei verbali ad oggi disponibili delle riunioni di LSCR:

Abruzzo - Campania - Emilia - Lazio - Piemonte

Torino - Milano -