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Lettera aperta ai compagni ed alle compagne di Lavoro società-cambiare rotta
Care e cari, l’assemblea regionale dello scorso 6 aprile, che ci ha visti impegnati in una discussione sulle prospettive della sinistra sindacale di fronte al XV° congresso della Cgil, ha rappresentato l’apertura di una fase di riflessione più ampia al nostro interno, al punto che buona parte degli interventi hanno chiesto, proprio per non chiudere questa riflessione, di non produrre una spaccatura attraverso il voto sul dispositivo proposto dalla maggioranza del coordinamento nazionale dell’area. In questo senso nelle conclusioni, il coordinatore Vittorio Bardi si era fatto promotore di una mediazione che consentisse ai compagni ed alle compagne che lo desideravano di esprimere il loro sostegno a quel dispositivo, evitando però la conta. E’ stato proposto cioè un documento da allegare al dispositivo nazionale sul quale raccogliere le singole adesioni. Ho appreso che, a differenza di quanto unanimemente concordato, si è preferito riprodurre il voto con una sorta di sondaggio telefonico ponendo il quesito: sei favorevole, contrario o ti astieni? Mi chiedo allora per quali motivi non si è votato in assemblea per poi farlo telefonicamente a distanza di giorni ? Non si è forse prodotta la stessa spaccatura che avremmo, tutti, voluto evitare? Ciò accade in un’area Cgil che da almeno tre anni non produce discussioni collettive sulle scelte che la Cgil dell’Emilia Romagna ha perseguito; dal consenso, attraverso i tavoli concertativi, al piano triennale sulle attività produttive, al patto per lo sviluppo, alla legge regionale sul lavoro, alle privatizzazioni del trasporto pubblico locale e di Hera. Mi risultano oscure le ragioni di tale fretta e fervore nel produrre un pronunciamento dell’area dell’Emilia Romagna , oltre tutto senza minimamente conoscere il merito del documento che il segretario generale della Cgil proporrà. Una cosa mi è chiara: l’assemblea del 6 aprile scorso non ha deliberato nessun dispositivo,documento o ordine del giorno. Sarebbe certamente più utile utilizzare risorse ed energie sulle grandi questioni che attanagliano il mondo del lavoro in questa difficile fase sul piano sociale ed economico, più che impegolarsi in operazioni di bassa leva.
Sergio Bellavita Segreteria regionale Fiom ER
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