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Ferrari: No ad un contratto Concertativo!
I motivi di contrarietà verso l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo Ferrari S.P.A. sono molteplici, a partire dall’introduzione sconsiderata della flessibilizzazione del lavoro.
Nutriamo forti dubbi sul capitolo mercato del lavoro: L’ introduzione di una franchigia mobile di 3 mesi ,che consente ai lavoratori a tempo determinato ed interinali di percepire il premio di risultato,è peggiorativo rispetto alle leggi attuali che prevedono l’erogazione del P.D.R. dal primo giorno lavorativo. La promessa VERBALE da parte dell’azienda di non fare contratti precari inferiori ai tre mesi non ci pare possa giustificare (come invece fanno Fim-Fiom-Uilm) gli arretramenti che tale accordo avrebbe sulla normativa a livello nazionale.
Piano degli investimenti: L’azienda non farà ulteriori investimenti oltre i 27 milioni di euro già spesi. Con questo desideriamo denunciare la quasi totale assenza nei prossimi 5 anni di un programma di investimenti per il miglioramento dell’ambiente delle aree maggiormente e gravemente disagiate (fonderia ed alcune zone della verniciatura ).
Parte salariale: Sebbene su questo argomento siano state spese da film-fiom e uilm parole di clamore, sul tema P.D.R. riteniamo doveroso apporre delle precisazioni. L’erogazione dei 1750 euro di consolidato (a fine aprile 2005 l’erogazione sarà pari a 900 euro lordi più 175) per i volumi produttivi di 4200 autovetture, non deve lasciarci ingannare. Nell’anno 2004 sono state prodotte 4900 automobili con un premio in uscita di 1950 euro. Tenendo questa cifra come punto di riferimento,all’erogazione del nuovo P.D.R.( anno 2005) di euro 825, necessariamente bisogna sottrarre le circa 200 euro assorbite all’attuale consolidato. Risultato: 825-200=625. Ecco il reale P.D.R. 2005 con un volume produttivo di 5330 automobili! Naturalmente questi conti in negativo per la retribuzione dei lavoratori si confermano e peggiorano nei prossimi anni,fino al regalo dell’anno di contrattazione 2008.
Più lavoro con un guadagno inferiore rispetto all’entrata contrattuale 2001 e il tutto sempre e comunque legato alla produttività ed all’iper-sfruttamento!
Un cocktail di flessibilità e moderazione salariale,(oltre al P.D.R., il gettone di presenza per il sabato,che annulla la maggiorazione al50%) che spingono gli industriali di tutta Italia a rivendicare il modello contrattuale che vuole adottare in Ferrari nei prossimi anni.
Il referendum resta l’ultimo baluardo per scongiurare il declassamento dei lavoratori nell’azienda più prestigiosa d’Italia, ed evitare il rischio che tutti i lavoratori dell’industria del Paese vengano penalizzati dalle scelte concertative e irresponsabili di un certo orientamento sindacale.
Al referendum del 12 e 13 aprile vota NO!!!
Firmato: Fischetti Elvis (Rsu Ferrari Fiom-Cgil), Manzini Daniele (Rsu Ferrari Fiom-Cgil), Ferri Renzo (Rsu Ferrari Fiom-Cgil), Ventrella Paolo (Lavoratore Ferrari Direttivo Provinciale Fiom-Cgil), Riccio Giuseppe (Rsu Ferrari Fiom-Cgil), Paolo Brini (Comitato Centrale Fiom-Cgil)
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