Contratti pubblici: le ambiguità di Cgil cisl uil e gli attacchi del Governo

I contratti pubblici sono scaduti da 17 mesi, la perdita del potere di acquisto è talmente grossa che con la proposta del Governo non  riusciremmo a compensare i soli rincari dei generi di prima necessità senza  parlare poi del generale aumento delle tasse locali e delle tariffe. Nel primo quadrimestre 2005 per l’Istat le retribuzioni dei dipendenti sono cresciute del 3,1% nella Pubblica Amministrazione e del 3,3% in tutti gli altri settori ma sono dati parziali e letti con un’ottica parziale e sbagliata. Gli aumenti della Pa si riferiscono a Polizia,Carabinieri, Esercito e Marina che sono il 18,8% del monte retributivo di tutto il comparto pubblico e circa il 12% della forza lavoro in esso impiegata.

I dati relativi agli altri settori non coprono che un quarto del totale della forza lavoro, quindi l’uso dei dati è strumentale e finalizzato a far credere alla opinione pubblica che il contenimento degli aumenti salariali è giusto e motivato.

Sotto i nostri occhi vediamo i risultati degli accordi sul costo del lavoro sottoscritti da cgil cisl uil nel Luglio 1993, accordi che hanno staccato i salari  e le pensioni da ogni recupero automatico della inflazione; abbiamo perso salario  e potere di acquisto con contratti nazionali che hanno determinato una forte contrazione delle materie oggetto di contrattazione.

In questi anni Cgil Cisl Uil hanno occultato una situazione economica e sociale sempre più preoccupante e perseverando nella politica della concertazione non è stato costruito uno sciopero generale nel paese capace di rimettere in discussione una politica salariale e previdenziale che ha condotto molte famiglie italiane all’indebitamento e all’azzeramento dei risparmi. Gli scioperi di categoria sono ormai un rito al quale partecipa una minoranza dei lavoratori e delle lavoratrici che si sentono sempre più delusi e derisi .

 

Nella pubblica Amministrazione crescono disparità salariali, le materie da contrattare  non sono quelle che determinano un reale peso del sindacato nelle decisioni da prendere in materia di dotazioni organiche, gestione dei servizi, opportunità di carriera, assunzione dei precari. Sulla piattaforma di Cgil Cisl Uil nel Pubblico Impiego neppure i delegati di queste organizzazioni sono chiamati a discutere, si persevera con istituti contrattuali che indeboliscono il salario nazionale e quello accessorio, che rafforzano il poterete dei Dirigenti e permettono la esternalizzazione di servizi di primaria importanza.

 

Serve un radicale cambiamento nella politica sindacale che rimetta al centro tre obiettivi

o      Il rafforzamento dei salari e meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita

  • Istituti contrattuali che permettano alle Rsu e a tutte le organizzazioni sindacali, firmatarie e non di contratto, di discutere su dotazioni organiche, gestione dei servizi, assunzione dei precari
  • Nuovi investimenti per rilanciare il servizio pubblico perché le privatizzazioni hanno determinato ricadute negative sui servizi, sul loro costo e sulla stessa qualità, nuovo precariato

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