Aria nuova sulla legge 30

In Lombardia si è siglato il primo aprile un protocollo d'intesa tra Cgil Cisl Uil regionali e Confindustria locale sui temi del lavoro e dello sviluppo in Lombardia. Un accordo che ora deve interloquire con la Regione perchè adotti gli elementi legislativi e normativi per renderlo attuabile negli obiettivi. (scarica il testo del protocollo ed il testo degli allegati allo stesso)

Apparentemente si tratta del solito protocollo teso essenzialmente a dimostrare la bontà dei buoni rapporti sindacali a livello locale tra sindacati ed imprese che unitariamente premono sul legislatore Regionale perchè anche questi faccia qualcosa sui temi proposti (infrastrutture, lavoro, innovazione, ricerca, formazioine ecc).

In realtà è qualcosa di più, e lo è sopratutto in materia di mercato del lavoro. Due sono le cose da considerare.

  1. La Cgil Confederale ha almeno formalmente una posizione rigida contro la legge 30 (si è anche proclamato uno sciopero della sola Cgil dopo la sua approvazione da parte del Governo) e ancora oggi (dice) ne rivendica l'abrogazione. Una posizione che sappiamo stride sul piano della pratica avendo diverse categorie della Cgil contrattualizzato parti consistenti della legge 30 nei recenti CCNL firmati ed avendo già alcune Cgil territoriali firmato accordi nello stesso senso (Vedi l'accordo sul P.Time a Bergamo). Nonostante ciò (senza che la Cgil noti alcuna contraddizione tra le enunciazioni e la prassi) l Cgil nazionale continua a rivendicarne l'abbrogazione e questo per due motivi. Contro la privatizzazione del mercato del lavoro, contro lo sviluppo di una precarietà lavorativa che diventa norma anzichè eccezione.

  2. La Confindustria di Montezemolo, a differenza di quella di D'Amato, non è più disponibile allo scontro generale con i sindacati. Si accontenta che l'introduzione per legge delle nuove norme sul mercato del lavoro abbiano smontato l'impianto normativo precedente ed abbiano aperto (grazie alla concertazionecategoriale) a pesanti manomissioni ed aperture contrattuali. Confindustria è da tempo che ha aperto una sua campagna contro la legge 30 così com'è, considerata troppo onerosa e complicata, e ne chiede una riforma parziale per renderla più elastica. Questioni che la Stessa Confindustria sostiene sia nei suoi documenti che nella pratica contrattuale dove non rivendica più l'applicazione contrattuale integrale della legge ma la sua contrattualizzazione nelle parti immediatamente utili e redditive per l'impresa. Confindustria si accontenta quindi, per ora, di intascare ciò che più gli serve, aprendo al probabile nuovo govwerno di centrosinistra al quale si chiede di riformare la legge nel senso da Lei richiesto, portando a buona dimostrazione di ciò i umerosi accordi sindacali firmati nel frattempo.

Il potocollo Lombardo rappresenta quindi una risposta, una messa in ordine di questo nuovo clima.

La Cgil continua e può continuare a dire peste e corna della legge (Cisl e Uil sono invece d'accordo, no hanno problemi di coerenza da esibire) ma firma accordi che ne emendano alcuni punti, tralasciano le parti più controverse, più facilmente criticabili e che non interessano neppure alle imprese, e si concentrano sulla così detta polpa, ossia sulle cose immediatamente utili all'e aziende.

Cosa dice in sintesi il protocollo Lombardo ?

  • Che esistono due piani di intervento del mercato del lavoro (quello pubblico e quello privato), che devono coordinarsi attraverso la borsa del lavoro. Si parla si di rilancio dei servizi per l'impiego, ma sembra solo una ciliegina messa a colorire il discorso, visto che non si dice come e per fare cosa e si accetta di fatto il nuovo e pesante ruolo che assumeranno le società private di somministrazione lavoro .

  • Che bisogna puntare sull'apprendistato, in tutte le sue forme previste dalla legge 30, come strumento di sostegno alla formazione della nuova forza lavoro qualificata.

  • Che il P.Time è uno strumento utile a rispondere ai bisogni dei lavoratori ma che deve tenere conto delle necessità di impresa.

  • e via dicendo

In sintesi non si dice molto, non si scende nel concreto su nessuna delle questioni vere, ma si produce un obiettivo da non sottovalutare. Con Confindustria si può parlare di legge 30, l'obiettivo della sua abbrogazione è belle che risucchiato dalla ritrovata concertazione. Messaggio sublimale per le forze del centro sinistra che non hanno alcuna intenzione di abrogare le leggi di Berlusconi, ma solo di rimaneggiarle.

Intanto la precarietà continua ad aumentare ed a diventare sistema, e con essa aumentano la povertà e l'instabilità sociale.

Ritorna la concertazione ..........................