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Intervento, a nome del gruppo ZASTAVA Trieste, dell’Associazione”Non bombe ma solo Caramelle” –ONLUS e del coordinamento RSU-CGIL, svolto da Gilberto Vlaic all’assemblea dei lavoratori della Zastava di Kragujevac il 19 marzo 2005 in occasione della consegna delle adozioni a distanza
Carissime ragazze, carissimi ragazzi, care lavoratrici e cari lavoratori, care compagne e cari compagni, vi porto il piu’ fraterno saluto delle associazioni che qui rappresentiamo: il gruppo Zastava Trieste il coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie della CGIL l’associazione Non bombe ma solo Caramelle le Cooperative del nord-est. e dei lavoratori e delle famiglie italiane che partecipano a questa campagna di solidarieta’ materiale e politica con voi. Per quanto riguarda me, lo sapete bene, sono felice di poter essere ancora una volta tra di voi. E oggi lo sono ancora di piu’. Vi ricorderete forse che a dicembre scorso avevo firmato di fronte a voi la richiesta di adesione al Samostanli; finalmente mi e’ stata consegnata la tessera e cosi’ mi sento ancora piu’ legato a voi. In questa occasione abbiamo con noi circa 70 quote di adozioni; di cui 8 nuove. La settimana prossima saro’ di nuovo a Kragujevac, con un’altra delegazione e distribuiremo altre 80 adozioni circa. Questo viaggio si svolge in un periodo tristemente simbolico: sei anni fa la NATO aggrediva la Jugoslavia; due anni fa gli Stati Uniti ed i loro alleati invadevano l’Iraq. Ad ognuna di queste aggressioni hanno dato dei nomi diversi, per cercare di confondere i popoli; prima l’ingerenza umanitaria, poi la guerra preventiva al terrorismo. E tutto e’ sempre frutto di terribili menzogne: dapprima si demonizza un popolo e il suo sistema politico, i suoi dirigenti, si convince la maggior parte della propria opinione pubblica che si e’ in presenza di mostri assassini e poi si bombarda; a distanza di tempo emergeranno le menzogne, ma ormai lo scopo e’ stato raggiunto La realta’ e’ sotto gli occhi di tutti, basta volerla vedere: queste aggressioni servono per distruggere sistemi sociali e politici invisi all’Occidente, per determinare nuovi controlli di territori, per impadronirsi delle materie prime. In questo quadro si collocano attualmente le accuse alla Siria, i duri moniti rivolti all’Iran, le ricorrenti minacce alla Corea del Nord, ma anche la campagna di aggressione continuamente scatenata contro Cuba e contro i paesi dell’America latina, mentre il popolo palestinese vive prigioniero nella propria terra. Il 19 di marzo in tutto il mondo la parte piu’ cosciente dell’umanita’ scende in piazza contro la guerra. Il nostro NO alle guerre di aggressione dell'imperialismo deve essere senza condizioni, non solo perche' portano lutti, distruzioni, incertezza per il futuro, ma perche' i loro scopi sono assolutamente opposti ai nostri interessi come classe. E l'arma piu’ forte che abbiamo e' la solidarieta’ internazionalista tra i lavoratori. I popoli del mondo devono essere in questo momento grati alla Resistenza irakena, perche’ ha costretto gli Stati Uniti ad impantanarsi in una guerra che non vinceranno mai. Se cosi’ non fosse stato, gia’ oggi altri popoli sarebbero stati aggrediti e sappiamo bene che gli Stati Uniti hanno sempre pronta la lista di chi aggredire per primo. Dopo la farsa delle elezioni in Irak, due mesi fa, ci sono stati annunci trionfali per aver portato liberta’ e democrazia al popolo iracheno. La liberta’ di morire per mancanza di cibo, di acqua, di medicine, di lavoro. Questa e’ la liberta’ e la democrazia di chi si e’ dichiarato padrone dei destini del mondo. Ma c’e’ anche un altro anniversario di cui dobbiamo invece andare orgogliosi. Sessanta anni fa i nostri nonni e i nostri padri si liberavano dall’oppressione nazifascista, aprendo la speranza ad un mondo nuovo. Specialmente voi dovete andarne fieri, visto che il vostro Paese si e’ liberato da solo, a costo di grandissimi sacrifici. Dobbiamo insegnare la storia della Resistenza al nazifascismo alle giovani generazioni, perche’ non se ne perda memoria e per combattere il revisionismo storico che sta prendendo piede in tanti paesi europei e che tende a mettere sullo stesso piano i nazifascisti, i loro collaborazionisti e i partigiani. In Italia ad esempio e’ in discussione una legge per dare la pensione a chi combatte’ dalla parte dei fascisti e dei nazisti durante l’occupazione tedesca dopo il 1943. In questa maniera si vogliono mettere sullo stesso piano le vittime e i carnefici. Se perdiamo la memoria della nostra Storia perdiamo la capacita’ di costruire il nostro futuro. Termino con un saluto a tutti i ragazzi presenti. So che molti di voi si scambiano lettere con i loro amici italiani. E’ una cosa molto importante perche’ oltre a rafforzare i vincoli di amicizia, permette di mantenere la conoscenza reale della vostra situazione. Infatti nel mio Paese si parla poco di voi, molti sono convinti che vi abbiamo portato democrazia, liberta’ e benessere e che comunque la vostra situazione e’ migliorata dalla fine dell’aggressione; le vostre parole a questo riguardo valgono piu’ di mille dei nostri discorsi e dibattiti. Vogliate sempre bene ai vostri amici Italiani, come noi vogliamo bene a voi.
SVE VAS VOLIM
Kragujevac, 19-3-2005
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