RITORNO
DALLA ZASTAVA DI KRAGUJEVAC Viaggio
del 17-20 dicembre 2004 Questa
relazione e suddivisa in nove parti: 1)
Introduzione 2)
Allargamento
della struttura dell'associazione in Veneto 3)
Si
costruiscono nuovi ponti di solidarieta' 4)
Materiale
trasportato 5)
Cronaca
del viaggio 6)
Il
sostegno a un gruppo di profughi da Pec (Kosovo) 7)
Il
microprogetto artigianato 8)
Informazioni
generali sulla Serbia e particolareggiate sulla Zastava; cenni sullo stato di salute in
Serbia 9)
Conclusioni Introduzione Vi
invio un resoconto del viaggio appena concluso alla Zastava di Kragujevac per consegnare
le adozioni a distanza che fanno capo allAssociazione Non Bombe ma solo
Caramelle. Le adozioni di questo viaggio fanno capo al Gruppo Zastava di Trieste,
alla nuova sezione del Veneto di Non bombe ma solo Caramelle ed al
Coordinamento Nazionale RSU. Questo
resoconto si lega alle altre relazioni scritte con cadenza praticamente trimestrale. Sono
tutte reperibili su diversi siti, tra i quali il
sito del coordinamento RSU, allindirizzo: http://www.ecn.org/coord.rsu/ seguendo
il link: Solidarietà con i lavoratori della Jugoslavia (sotto il link Punto Focale
del menù principale), dove sono anche descritte in dettaglio tutte le iniziative in corso
e le relazioni precedenti.. Nello
stesso sito segnalo un interessante articolo di Enrico Vigna, della associazione SOS
Jugoslavia di Torino, che ha incontrato a marzo scorso Cedomir Pajevic, vice segretario
del Sindacato Samostalni della Zastava, e Ruzica Milosavljevic, che dello stesso sindacato
della Zastava è stata segreteria generale. Ne è uscita fuori una vasta intervista che
descrive in dettaglio il drammatico quadro della realtà serba post bellica. Segnalo
inoltre come molto interessante la relazione del viaggio svolto a maggio scorso
dall'associazione di Roma ABC, solidarieta' e pace all'indirizzo: Segnalo
inoltre sullo stesso sito un recente contributo di John Pilger dal titolo: "Nonostante il fallimento in Iraq, i promotori della guerra
"umanitaria" devono ancora rendere conto della loro crociata in Kosovo"
all'indirizzo: Vorrei
anche consigliarvi, per le emozioni che riesce a trasmettere, la lettura del resoconto del viaggio di dicembre
2003 scritta da Riccardo, di Zastava Brescia. Altri
siti visitabili che riportano informazioni utili e resoconti delle nostre iniziative sono: Il
sito di Zastava Brescia all'indirizzo: http://digilander.libero.it/zastavabrescia Il sito del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages che
contiene inoltre centinaia di articoli sulla situazione nei Balcani difficilmente
reperibili sulla stampa nazionale. Allargamento
della struttura dell'associazione in Veneto La
campagna di adozioni in Veneto era stata iniziata da Enzo, che ne e' rimasto il centro
motore fino a pochi mesi fa. Dopo il suo trasferimento in Piemonte, abbiamo deciso di
incaricare Barbara, Ilaria, Luisa e Mario di seguire questa regione, per evitare di
perdere questo prezioso patrimonio di solidarieta', che vede molte decine di adozioni
attive. Tutti
i sottoscrittori del Veneto sono stati avvisati per posta elettronica o per lettera; per
facilitare i versamenti delle quote abbiamo aperto un nuovo conto corrente postale che si
affianca al conto corrente bancario gia' operante da tempo. Il
nuovo conto corrente postale, per le adozioni del Veneto e': C.C.P.
000058419953 Intestato
allAssociazione Non bombe ma solo Caramelle ONLUS sul
quale potete versare anche tramite bonifico bancario usando le seguenti coordinate IT-71-E-07601-02000-000058419953 Si
affianca al conto corrente bancario per il Friuli Inezia Giulia, gia attivo da molto
tempo: c.c.
010000021816
CIN
E ABI 08928 CAB 02202 presso
Banca di Credito Cooperativo del Carso, Filiale di Basovizza, Via Gruden 23
Basovizza-Trieste intestato
all'Associazione "Non Bombe ma solo Caramelle - Onlus" Per
tutte le altre operazioni e le adozioni degli altri territori si continua a fare
riferimento al Conto Corrente bancario nazionale dellassociazione che è: c.c. 601.88 Si
costruiscono nuovi ponti di solidarieta Ricorderete
che abbiamo preso in carico da marzo scorso due fratellini colpiti da una malattia assai
rara alla pelle (epidermiolisi bollosa), ai quali forniamo periodicamente le bende per
coprire le piaghe di cui sono ricoperti (vedi relazione di marzo 2004, al paragrafo
Materiale trasportato e cronaca del viaggio). Non
e purtroppo una malattia curabile, si possono solo lenire le loro sofferenze. Una
ONLUS di Catania, che ci ha gia' sostenuto in passato, ci ha aiutato anche per questo
viaggio fornendoci bende e pomate per piu' di 1000 euro. Nel
periodo settembre-dicembre abbiamo ricevuto sottoscrizioni per piu' di 3500 euro (oltre
alle quote di adozione) e una importante quantita' di medicinali. Tra le sottoscrizioni
piu' significative vorrei citare 500 euro di Venanzio da Sant'Elena (che ha gia' sei
adozioni attive a suo nome), 250 euro provenienti dal Circolo Cuba 59 di Santa
Croce-Trieste e 700 euro dal Circolo di Rifondazione Comunista di Valle Elvo (Biella) in
memoria del loro compagno Piero Falcone. Inoltre
riceviamo continuamente vestiario e scarpe, in quantita' decisamente superiori a quelle
che riusciamo a trasportare nel pullmino. Si
tratta di ingenti quantita' di denaro, medicinali e merci per le quali ringraziamo
vivamente tutte le persone e le associazioni che si sono impegnate per reperirle; il
nostro impegno a Kragujevac e' pero' cresciuto di molto nell'ultimo anno e quindi
continuiamo a invitare tutti a contribuire con generosita'. Materiale
trasportato La
delegazione era costituita da Gabriella e Gilberto da Trieste, Matej da Gorizia, Giampiero
da Monfalcone, Giuseppina da Biella, Gino da Montereale Valcellina, Filippo da Dronero,
Renato e Marco da Caraglio; questi ultimi rappresentavano la Croce Rossa di Caraglio, in
vista di un possibile intervento del loro Ente a sostegno delle nostre iniziative. Per
il viaggio abbiamo utilizzato un pullmino fornitoci gratuitamente dalla Associazione Triestina di Solidarieta'
Internazionale. Ricordo
che le spese di viaggio sono state direttamente sostenute dai partecipanti, senza alcuno
storno dai fondi ricevuti per le quote di adozione a distanza da distribuire (come del
resto in tutti i precedenti viaggi effettuati). Il viaggio e' costato complessivamente
(tra gasolio, pedaggi autostradali, pernottamenti e pasti) 1041 euro. Avevamo
circa quindici colli tra scatole e valigie di vestiario usato e piu' di una ventina di
pacchi di regali alle famiglie jugoslave da parte delle famiglie adottanti italiane. Inoltre
una valigia con i medicinali (soprattutto antibiotici) per un valore complessivo di circa
2000 euro. Infine
bende e garze per circa 1000 euro. Le
adozioni da distribuire erano 145, di cui 9 nuove, per un valore complessivo di 14330
euro. La maggior parte erano quote trimestrali da 75 euro. Avevamo
anche 1923 euro frutto della vendita dei prodotti di uncinetto di 15 donne di Kragujevac
che ci avevano consegnato i loro lavori in
conto vendita a luglio e settembre scorsi, allinterno del microprogetto artigianato. Avevamo
già acquistato a Kragujevac materiale per igiene personale (che ci era stato chiesto
dalle 45 famiglie profughe da Pec, Kosovo, che aiutiamo) e dolciumi per i ragazzi in
affido e per i 65 bambini presenti nel campo profughi. Si
trattava di 135
saponette 90
spazzolini da denti 90
confezioni di dentifricio 225
confezioni da 5 rasoi 45
flaconi di schiuma da barba 45
pacchi di assorbenti 45
flaconi di gel doccia 45
deodoranti maschili 90
deodoranti femminili 45
flaconi da un litro di shampoo 45
confezioni di fazzoletti di carta 45
confezioni di bastoncini per orecchie 45
confezioni di detersivo per pavimenti 45
confezioni da 3 chili di detersivo per biancheria per
una spesa complessiva di 934.20 euro. Con
questo materiale sono stati preparati 45 pacchi, uno per famiglia. Abbiamo
inoltre acquistato 130
pacchi di biscotti da 1 Kg 65
barre di cioccolata da 300 grammi 65
giochi per
una spesa di 325.65 euro; sono stati confezionati 65 pacchetti da distribuire ai 65
bambini di Pec. Per
quanto riguarda i ragazzi in affido, abbiamo acquistato 180
pacchi di biscotti da 1 Kg 180
barre di cioccolata da 300 grammi 180
sacchetti di caramelle per
una spesa di 487.80 euro; sono stati confezionati 180 pacchetti da distribuire
nell'assemblea di consegna delle quote di adozione, i pochi pacchetti restanti sono stato consegnati all'Ufficio Adozioni
per una successiva distribuzione alle famiglie con piu' bisogno. Si tratta di una ben poca
cosa rispetto alle reali necessita' dei lavoratori e delle loro famiglie, ma e' stato il
massimo che potevamo fare in questa occasione. Cronaca del
viaggio Siamo
partiti da Trieste alle 9 del mattino e siamo arrivati a Kragujevac alle 8 di sera, senza
alcun problema durante il viaggio. Niente neve, solo un po' di pioggia a tratti e
temperature decisamente superiori alla media stagionale. Traffico scarsissimo. Dopo
lo scarico del furgone, abbiamo verificato le liste delle adozioni e preparato le buste
per l'assemblea del sabato mattina; cena veramente allegra con musica e canti con Rajka e
Milja dell'ufficio adozioni del Sindacato Samostanli, e con Delko e Rajko, rispettivamente
segretario e vicesegretario dello stesso Sindacato; era presente anche la Segretaria del
Sindacato degli operai in cassa integrazione (ZZO, sigla di Zastava Zaposljvanje i
Obrazovanje). Vorrei
sottolineare che questi viaggi di dicembre sono assai diversi dagli altri tre che compiamo
ogni anno; e' in questa stagione che riusciamo di piu' a percepire le grandi difficolta' a
sopravvivere di questi lavoratori e delle loro famiglie; il clima rigido, spesso la
mancanza di riscaldamento nelle abitazioni, gli spostamenti resi piu' complicati dal fango
o dalla neve o dal ghiaccio rendono tutto piu' precario e difficile. Il
mattino di sabato abbiamo distribuito le quote delle adozioni delle nostre associazioni;
la grande sala della direzione dove avvengono questi incontri era al suo limite di
capienza (alcune centinaia di persone). L'atmosfera era piu'
festosa del solito, siamo stati sommersi di bottiglie di rakja fatta in
casa, di marmellate, di miele, di prodotti tessili, doni che riporteremo con noi in Italia
e che, pur con qualche difficolta' di tipo geografico, consegneremo alle famiglie italiane
a cui sono indirizzati i doni. Alla
fine dellassemblea abbiamo consegnato il ricavato della vendita dei prodotti di
artigianato e prelevato ulteriore materiale che le donne avevano preparato; come sempre ci
e' stato consegnato in conto vendita. La
sera la televisione regionale ha trasmesso un lungo pezzo sull'incontro, insieme ad una
intervista a Gilberto, a cui il Sindacato ha fatto la bella sorpresa di consegnargli la
tessera di membro onorario. Pomeriggio
dedicato alla visita di varie famiglie con figli adottati dai membri della delegazione; le
condizioni di queste famiglie sono sempre difficili, e non si vedono prospettive per il
futuro, ma questi incontri si svolgono sempre in un clima di grande dignita', di festa e
di vera amicizia. Dobbiamo sempre stare attenti a non esagerare con gli squisiti dolci che
ci offrono. Negli
spostamenti tra una famiglia e l'altra abbiamo attraversato il suggestivo Parco della
Rimembranza di Kragujevac, dove il 21 ottobre 1941 furono sterminate per rappresaglia dai
nazisti 7300 persone, tra le quali 2500 operai della Zastava e gli studenti del locale
liceo, insieme ai loro professori. Molti monumenti costruiti con pietre provenienti dalle
varie Repubbliche che costituivano la Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia
ricordano quell'eccidio. Abbiamo deposto sul monumento centrale i fiori che Gabriele e
Giuseppina avevano ricevuto in dono durante l'assemblea del mattino. La
sera abbiamo discusso con i rappresentanti del sindacato i possibili progetti di
solidarieta' futuri e abbiamo definito la data del prossimo viaggio che si svolgera' dal
18 al 21 marzo 2005. La
mattina di domenica abbiamo incontrato i profughi di Pec (vedi sotto); anche a questo
incontro la televisione regionale ha dedicato un pezzo del proprio telegiornale. Al
pomeriggio visite ad altre famiglie. La
sera abbiamo salutato i nostri amici del Sindacato con la promessa di rivederci a marzo. E
stata una cena piena di malinconia, per la lettura delle riflessioni che Giampiero aveva
scritto sulle impressioni tratte da questi due densissimi giorni, e conclusa con un forte
discorso di Delko. Lunedi',durante
il viaggio di ritorno, ci siamo fermati alcune ore a Belgrado. Abbiamo
attraversato il viale delle ambasciate, che ospita tutta una serie di edifici pubblici
completamente distrutti dai bombardamenti del 1999, e poi visitato il parco di Tasmajdan,
dove sorgono due monumenti simbolo: quello ai giornalisti morti nel bombardamento della
sede della televisione e quello, struggente, dedicato ai bambini uccisi dalle bombe della
NATO, che su due semplicissimi ovali in marmo nero riporta in Serbo e in Inglese la
scritta "Eravamo
solo bambini. Dopo
una brevissima visita al centro della citta', siamo ripartiti verso Trieste, dove siamo
arrivati verso le 11 di sera di lunedi' 20 dicembre. L'incontro con profughi di Pec Dobbiamo
ricordare che in Serbia vivono circa un milione di profughi provenienti dalle varie
repubbliche (nate dopo la dissoluzione della RFSJ) e dal Kosovo; la loro è una situazione
disperata, senza aiuti, senza prospettive. Sono invisibili a tutto il mondo. Gia'
a luglio scorso avevamo incontrato un gruppo di famiglie profughe da Pec e Pristina. Sono
ammassate nella periferia di Kragujevac in un piccolo centro commerciale dismesso; con
tramezzi di legno sono state ricavate "stanze" di circa 20 metri quadrati dove
sopravvivono 45 famiglie, in totale circa 200 persone tra cui 65 bambini; ciascuna stanza
è occupata da una famiglia, spesso allargata a nonni e zii. Un
solo bagno a disposizione di tutti, senza riscaldamento, in condizioni alimentari
igieniche e sanitarie tragiche. Manca
tutto, ma proprio tutto quello che dovrebbe salvaguardare almeno i diritti minimi,
l'essenziale per la sopravvivenza. Grazie
soprattutto alle insistenze di Barbara, che aveva partecipato al viaggio di luglio, e a un
inatteso finanziamento, avevamo deciso di mantenere in piedi questo rapporto,
incontrandoli anche a settembre. Questa
volta abbiamo distribuito il materiale che avevamo acquistato su loro specifica richiesta. L'incontro
e' avvenuto in strada; sul tetto sventolava la bandiera della pace che avevamo loro
regalato a settembre. Un
breve saluto da parte nostra e loro, seguito dalla consegna dei pacchi alle famiglie e ai
bambini. Dopo
la consegna dei pacchi, la gente ha voluto che entrassimo nell'edificio, e con molta
dignità ci ha mostrato le proprie condizioni di vita, che sono decisamente peggiori di
quelle che avevamo visto nelle visite precedenti; la mancanza di riscaldamento e
l'umidita' rendono veramente malsano e tristissimo questo luogo. Le
barriere linguistiche cadono di fronte agli sguardi, e si capisce tutta l'impotenza di
questi genitori, fino a ieri operai di fabbriche in Kosovo, licenziazti e cacciati perché
Serbi, che potevano sperare in un futuro per i loro figli, ed ora senza alcuna prospettiva
per il domani. Il microprogetto artigianatoQuesto
progetto e' iniziato nel maggio 2003; il numero di donne coinvolte (operaie licenziate
della Zastava o casalinghe) e' di circa 20. Esse
ci forniscono prodotti di ricamo e di uncinetto e noi li poniamo in vendita. Si
tratta di un salto di qualita' all'interno della campagna di solidarieta'. Nel campo delle
adozioni infatti c'e' inevitabilmente la differenza tra chi da' e chi riceve; qui invece
c'e' un rapporto assolutamente paritario tra chi produce una merce e chi la compra. Purtoppo
sembra che questo progetto stia andando verso la sua fine; malgrado l'allargamento del
numero delle persone coinvolte abbiamo in pratica esaurito le nostre possibilita' di
vendita e non siamo riusciti ancora ad inventare nuovi meccanismi che ci permettano la
vendita di questi prodotti, fatto salvo il principio dell'assenza di intermediari. In
questo viaggio abbiamo consegnato alle donne la cifra di 1923 euro, Il
totale generale del denaro consegnato loro fino ad ora è giunto quindi a 5870,50 euro. Molti
membri della delegazione hanno acquistato vari prodotti di queste donne, per piu' di 200
euro. Anche
questa volta abbiamo comunque riportato in Italia una significativa quantita' di
materiali, poiche' avevamo ordinativi specifici . Informazioni
generali sulla Serbia e particolareggiate sulla Zastava; cenni
sullo stato di salute in Serbia Gli
ultimi dati statistici che vi abbiamo inviato sono contenuti nella relazione del viaggio
di luglio 2004, presente allindirizzo: http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2004/2004_0704zastava_relazione.htm I
dati che seguono sono relativi alla fine di novembre 2004. Informazioni
generali sulla Serbia Il
cambio attuale dinaro/euro e di salito a 78.5 Linflazione
nel 2004 e stata di circa il 12%. Noi
consegnamo le nostre quote in euro, e quindi mantengono pressoche inalterato il loro
potere di acquisto. Il
numero di occupati in tutta la Serbia e di 1.800.000 (su una popolazione totale di
circa 7.5 milioni); in questo numero sono pero compresi anche i lavoratori in cassa
integrazione e quelli con occupazione temporanea e precaria. A
1.384.000 lavoratori vengono versati i contributi per la sanita e la pensione, agli
altri no. Il
55% dei lavoratori e iscritto al Jedinstvena Organizacija Samostalnog Sindikata,
noto anche come Samostalni Sindikat (Sindacato Autonomo), il 45% non e
sindacalizzato o iscritto ad altri sindacati, nati soprattutto dopo lottobre 2000. Il
numero ufficiale di disoccupati e
946.000, pari al 28% della popolazione potenzialmente attiva. Il
salario medio nazionale, tutte le categorie di lavoratori comprese, e di 14444
dinari, corrispondente a circa 185 euro; nei settori industriali tale dato e di 174
euro, mentre sale a 219 euro per gli occupati nei settori pubblici (istruzione, sanita,
trasporti, ecc.). Da
notare che su 180 distretti amministrativi (corrispondenti piu o meno alle nostre
Provincia) 26 hanno salari medi inferiori ai 100 euro. I
pensionati sono attualmente 1.244.500 con pensione media di 9108 dinari al mese, che
corrisponde a un totale complessivo di circa 145 euro al mese; solo il 40% di questa cifra
viene coperto dal fondo pensioni (ormai disastrato per la riduzione delloccupazione
e dei salari e quindi per mancanza di contributi versati), mentre il resto proviene
direttamente dal bilancio della Repubblica. Tre
categorie di pensione: Anzianita
(10902 dinari di media) Invalidita
(8476 dinari di media) Reversibilita
(6634 dinari di media) Informazioni
su Kragujevac e la Zastava A
Kragujevac citta il salario medio (tutti i settori) e di 147 euro. A
livello cittadino il rapporto lavoratori/pensionati e attualmente di 1.29 a 1. 37.500
persone sono al lavoro, e per esse vengono pagati i contributi 29.070
sono i pensionati 25.000
sono disoccupati Le
privatizzazioni hanno interessato fino ad ora 9 aziende, per circa 800 lavoratori
complessivi. Nella
relazione di luglio questa cifra era stata indicata in 10 unita per complessivi 950
lavoratori. Una
di queste privatizzazioni e stata dichiarata illegittima e lazienda
interessata e tornata in mano pubblica. Nel
frattempo a novembre e stata privatizzata la centrale del latte, per 3 milioni di
euro, acquistata da un privato serbo. Si tratta della prima privatizzazione significativa. Per
quanto riguarda la Zastava, non ci sono significative variazioni sui numeri dei
lavoratori. Circa
17.000 sono in produzione, suddivisi in 38 unita produttive indipendenti. Circa
6.500 sono in cassa integrazione. Tutti gli altri (per arrivare ai 36.000 originari sono
licenziati o si sono dimessi, spesso per emigrare altrove) La
parte piu significativa e la Zastava Holding, che raggruppa gli stabilimenti
di produzione delle auto e dei camion, piu gli uffici amministrativi, con un totale
di 8.137 occupati (4564 lavoratori nel settore auto, 1545 nel settore camion ed il resto
uffici). La
produzione del 2004 e stata di 13.500 vetture e di 523 camion, almeno 15 volte
inferiore alle potenzialita produttive e nettamente inferiore anche alle previsioni
stabilite a maggio 2004, che indicavano la produzione di 18.000 vetture e 800 camion. Gli
stabilimenti ora chiuderanno per circa due mesi, stanti le difficolta di garantire
il riscaldamento. Alla
Zastava il salario medio degli occupati e di 205 euro; questo dato e
apparentemente migliore della media cittadina poiche vi sono alcuni reparti, con
meno di 1000 addetti in totale (Zastava ALATI, costruzione di utensili e Zastava DELOVI,
pezzi di ricambio per auto) dove il salario
medio sale a circa 300 euro. Ovviamente
peggiore e la situazione degli oltre 6000 lavoratori in cassa integrazione, che
percepiscono una indennita mensile di circa il 45% del salario della categoria di
appartenenza (per la maggior parte di loro 50 - 70 euro al mese). La
cassa integrazione era iniziata nel settembre 2001, per una durata di 4 anni. Scadra
dunque nel settembre 2005, e nessuno al momento azzarda previsioni. Laccordo
prevedeva il reintegro al lavoro, ma questa non e una previsione realistica. Probabilmente
si andra verso una ondata di pensionamenti (per chi ne ha maturato le condizioni) e
di licenziamenti con una indennita di 100 euro per anno lavorato, come e
successo per i circa 10.000 licenziati nel 2001 e per i circa 2000 cassaintegrati che
hanno scelto questa strada nel corso di questi ultimi quattro anni. La
FIAT si e dichiarata disponibile ad azzerare l80% dei debiti della Zastava, ma
richiede il pagamento del restante 20% entro il 2005. Il
tasso di sindacalizzazione tra i lavoratori del gruppo Zastava arriva all80%. Di
questi il 71% sono iscritti al Samostanli. Cenni
sullo stato di salute in Serbia Studi
specifici e indagini mediche hanno rilevato che in Serbia lo stato di salute è
preoccupante ed in continuo peggioramento. Ciò è dovuto alle conseguenze della guerra,
della povertà e dalla vita poco sana che ne deriva. LEnte
serbo per la lotta ai tumori prevede nei prossimi 10 15 anni un forte aumento delle
malattie maligne. Riferendosi al periodo attuale, il numero degli ammalati è già
aumentato del 200%. A questo riguardo è stato lanciato un monito anche dallOrganizzazione
Mondiale per la Salute. I dati
mostrano che una persona su tre soffre di problemi cardiaci e cardiovascolari. Queste
malattie sono dovute spesso a problemi di stress (ne soffre il 37% della popolazione
serba), ad una alimentazione non equilibrata (il pesce è quasi assente, la frutta e
verdura è scarsa, prevale unalimentazione ricca di grassi) ed al fumo. Le
malattie renali, sempre più frequentemente presenti, sono legate soprattutto allinquinamento
delle acque di certe zone (Pancevo, Zrenjani, Kikinda, Kraljevo, Vranje, Loznica). Di
conseguenza un sempre maggior numero di persone è sottoposto a dialisi (attualmente 3500
persone, con 1200 casi nuovi allanno e con 700 morti allanno; dati dellAssociazione
dei Nefrologi). Unaltra
grave incidenza dello stato di salute della Serbia è data dai problemi psichici. Si è
riscontrata una forte impennata dei casi di depressione, dei suicidi, dei disturbi
mentali, dovuti in primis alle condizioni di vita. La ricerca scientifica di Batut
dimostra che il 44% della popolazione ha sintomi depressivi, il 24% soffre dinsonnia,
il 62% soffre di nevrosi. LEnte per i dati statistici della Serbia dichiara che lanno
scorso i suicidi erano 1381, con una media di quattro al giorno. Non sorprende laumento
del consumo dei sedativi, dellalcool e delle sostanze stupefacenti. Purtroppo
- a detta dei medici in conseguenza alla povertà, alla guerra ed ai disagi
sociali, lesplosione vera e propria delle patologie sopra elencate e di altre
malattie dovrebbe ancora venire. Conclusioni In
modo generale possiamo dire che lavoratori
jugoslavi continuano ad essere in condizioni di oggettiva debolezza e devono fare i conti
con la necessità di una ricostruzione post-bombardamenti che ha ormai da quattro anni assunto una chiara direttrice
iper-liberista. Lo
Stato, fortemente allettato e subordinato alle promesse di aiuto occidentali, ha lasciato
al libero mercato ogni decisione. Così i prezzi aumentano, le scuole e la sanità
diventano prestazioni disponibili solo per i più ricchi, le fabbriche, le zone
industriali sono allasta di profittatori occidentali che comprano tutto a prezzi
bassi e ponendo condizioni di lavoro inaccettabili. Sono evidenti e stridenti le
contraddizioni tra una estrema poverta' diffusa nella quasi totalita' della popolazione e
una ricchezza esibita attraverso i suoi tipici simboli, soprattutto le auto di lusso, dai
pochi che traggono profitto dalla presenza degli interessi occidentali. Le
famiglie che aiutiamo materialmente esprimono la loro gratitudine per questi aiuti che
sono indispensabili per la loro sopravvivenza; una delle loro grandi preoccupazioni e
di non rimanere soli, abbandonati ed invisibili al resto del mondo, il che giustifica
pienamente la frequenza dei nostri viaggi. Dobbiamo
continuare i nostri sforzi affinche giunga a loro la nostra solidarieta e
fratellanza materiale e politica. |