Con un po'
d'anticipo sul calendario, Cgil-Cisl-Uil hanno aperto la nuova agenda del 2005. Quella del
dialogo e della mobilitazione unitaria. Oggi le segreterie confederali hanno insediato due
commissioni congiunte, quelle sulla revisione del modello contrattuale e sulla democrazia
sindacale. All'inizio di gennaio verrà il turno della terza commissione, che si occuperà
di politiche sociali e mercato del lavoro. Erano impegni assunti da tempo, già in
autunno. Addirittura dalla primavera, prima della rottura di luglio. Oggi i segretari
generali li hanno presentati ufficialmente. Ma il calendario delle confederazioni prevede
molti altri appuntamenti, e due emergenze identificate da tempo: il Mezzogiorno e la crisi
industriale. Per il rilancio dell'economia meridionale, in particolare, lo sforzo di
mobilitazione dei sindacati avrà il suo epicentro in quella che Guglielmo Epifani ha
definito "una grande manifestazione di mobilitazione e di lotta" che porterà a
Roma, il 20 gennaio, 5.000 delegati.
Prosegue dunque l'attività ai vertici di Cgil-Cisl-Uil. Dal confronto aperto oggi
dovrebbero nascere i presupposti per quell'accordo su larga scala con Confindustria
auspicato da Epifani nei giorni scorsi. Le tre organizzazioni avranno di che discutere,
soprattutto sulla riforma del modello contrattuale, dove le parti sono più distanti. Ma,
come ha sottolineato sempre Epifani, "si tratta di un passaggio importante, che
sottolinea la volontà unitaria". "Le due commissioni che abbiamo insediato oggi
- ha spiegato il leader della Cgil - hanno il compito di mettere a fuoco le posizioni
rispettive delle tre organizzazioni per verificare le eventuali convergenze". Per
quanto riguarda il lavoro della commissione sui contratti, Epifani ha spiegato che andrà
svolto "nel tempo più congruo possibile. Se dovessimo vedere che superata la fase
istruttoria c'é materiale per andare avanti nel confronto, ci prenderemo i tempi
necessari per farlo", e poi "tireremo le conclusioni".
"Tutti avvertiamo che qualche ragionamento sul sistema contrattuale bisogna farlo.
Tutti e tre diciamo che c'é un problema da affrontare e aver posto la necessità di
avviare una riflessione è un passo avanti". Questo, invece, il commento del
segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. Per Luigi Angeletti "le differenze
fra noi sono risolvibili. Credo che nel giro di poco tempo si potrà definire un modello
contrattuale". Il leader della Uil ha però posto anche l'accento sulla necessità di
"regole", che devono "essere condivise". Perché, "senza regole
c'é una contrattualistica che va avanti come capita".
Molto peserà su questo confronto l'esito della vicenda metalmeccanica. Fiom, Fim e Uilm
sembrerebbero più vicine all'accordo per una piattaforma contrattuale unitaria, ma il
condizionale è d'obbligo. Le segreterie confederali, ad ogni modo, seguono con molta
attenzione la vicenda. "Quello che avviene lì ha ripercussioni nel sistema
confederale - ha detto Epifani -. Proprio per questo stiamo cercando di dare una mano, di
spingere, per una piattaforma condivisa. Sarebbe una cosa importante, dentro un percorso
unitario".
Ecco di seguito il
'calendario' delle iniziative comuni messe in cantiere per quest'inverno da Cgil, Cisl e
Uil:
22 DICEMBRE: insediamento delle 2 commissioni unitarie che affronteranno i temi della
revisione del modello contrattuale e della democrazia sindacale.
PRIMI GIORNI DI GENNAIO: insediamento della terza commissione unitaria che dibatterà di
politiche sociali, welfare e mercato del lavoro.
11 GENNAIO: riunione unitaria delle 3 segreterie sul tema dell'autonomia sindacale e del
rapporto del sindacato con la politica nel mutato panorama bipolare.
19 GENNAIO: riunione a Roma di 1.000 quadri sindacali sul Mezzogiorno. L'incontro sarà
esteso ai rappresentati delle associazioni datoriali firmatarie dell'accordo per il
rilancio dell'economia del Sud.
20 GENNAIO: manifestazione a Roma sul Mezzogiorno di 5.000 delegati sindacali.
15 FEBBRAIO: a Milano, conferenza dei quadri e dei delegati sulle crisi industriali.
Questo appuntamento, hanno annunciato i segretari generali, potrebbe essere preceduto da
un incontro, sempre sul tema delle crisi industriali, con le associazioni delle imprese,
il mondo accademico e della ricerca, le amministrazioni locali. |