Centinaia fra sacerdoti, religiosi e laici scrivono ai vescovi
italiani per chiedere la condanna dell'attacco alle città irachene, una dichiarazione
comune contro la guerra e il ritiro dei cappellani militari.
Cari fratelli Vescovi,
in Iraq è stata superata la soglia della stessa guerra "preventiva".
A
Falluja si è rotto ogni argine alla barbarie. Siamo in presenza, non di una occupazione
militare, ma di una distruzione totale, programmata e sistematica: un numero
impressionante di uccisi, cimiteri a cielo aperto, impedimento di portare i soccorsi e i
rifornimenti necessari ai superstiti, rase al suolo case, luoghi sacri, edifici d'arte.
Per gli iracheni sunniti Falluja è città sacra. Urbicidio.
È possibile conoscere la realtà soltanto a
operazioni concluse e da un 'unica fonte pilotata.
È la crudeltà dei fatti che produce fondamentalismo
non le parole.
Come credenti, uniti alle sorelle e ai fratelli delle
altre confessioni cristiane, ci siamo impegnati con grande varietà di modi (veglie,
preghiere, igiuno, assemblee, manifestazioni.) prima perché la guerra non iniziasse, come
anche il Papa ha inutilmente supplicato, anche con azioni dirette di mediazione, poi
perché cessasse. Accogliendo e facendo nostro l'invito di Giovanni Paolo II abbiamo
invocato e fatto pressione, perché la Comunità internazionale rientrasse nelle regole
del diritto offeso e ripudiato, ridando autorità all'Onu.
Sull'orrore di Falluja è calato un
"tacere" impressionante, di fronte al quale la società civile che ancora sente
un fremito di coscienza, vive la grande sofferenza della vergogna e dell'impotenza.
Non possiamo rassegnarci. Non possiamo più tacere!
Il nostro Dio ascolta il grido dei bambini, delle
donne, dei civili trucidati senza distinzione. Il nostro silenzio rischia di essere
interpretato da parte di tutti i crocefissi come connivenza con i crocefissori. Questo
silenzio è peccato. Siamo chiamati ad aver fiducia nel "Regno di giustizia, di amore
e di pace" del Crocefisso e denunciare il regno di potenza, di distruzione e di
morte.
Noi vi supplichiamo di dire da pastori una parola di
pietà per i morti, di consolazione per i sopravvissuti e di condanna per il peccato di
chi continua ad uccidere, generando odio e vendetta di cui si nutre il terrorismo senza
fine. Sconfessate con una dichiarazione comune la guerra con le sue violenze, menzogne e
crudeltà. Ribadite la scelta responsabile della nonviolenza, del dialogo e del diritto
per raggiungere la riconciliazione e la pace tanto desiderate.
Vi chiediamo, come Conferenza episcopale italiana, un
segno semplice, eloquente comprensibile dalle folle di poveri, sfiniti dalla violenza
indiscriminata: ritirate i cappellani militari, che in questo momento sono assieme ai
soldati italiani di fatto parte della coalizione responsabile di quanto sta avvenendo.
"Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro
lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si
eserciteranno più nell'arte della guerra" Parola di Dio della prima domenica di
Avvento.
Sono tante le persone, anche quelle che non
appartengono alla comunità ecclesiale, che aspettano con ansia un vostro gesto di verità
e di coraggio.
Forza e pace nella fede. Vi salutiamo con grande cordialità.
PRIME ADESIONI:
don Achille Rossi
don Adriano Peracchi
don Alberto Bruzzolo
don Albino Bizzotto
don Alvidio Bisognin
don Andrea Gallo
don Angelo Dal Santo
don Antonio Ruccia
don Carlo Molari
don Claudio Borghi
don Dino D'Aloja
don Fabio Lazzaro
don Federico Bollettin
don Fernando Fiscon
don Flavio Gobbo
don Gianfranco Formenton
don Gianni Gambin
don Lidio Foffano
don Livio Destro
don Luigi Bortignon
don Luigi Ciotti
don Lucio Mozzo
don Luigi Renna
don Paolo Farinella
don Pierpaolo Peron
don Romeo Penon
don Vinicio Albanesi
don Vittorio Gnoato
fr. Claudio Parotti
fr. Nicola Bortoli
p. Angelo Cavagna
p. Claudio Gasbarro
p. Salvatore Mancino
Comunità Comboniani
p. Alex Zanotelli
p. Dario Bossi
p. Franco Nascimbene
p. Giorgio Antonino Butterini, OFMcap
p. Giorgio Poletti
p. Renzo Busana
suor Evelina Savini
Gino Strada (Emergency)
Ilaria De Angelis (ass. LibLab)
Ecc