La lenta metamorosi di Lavoro Società Cambiare rotta Ormai sembra proprio che si stia cambiando pelle. Aggiungiamo queste osservazioni a quanto avevamo già osservato nella nostra precedentente nota. L'iniziativa del coordinamento di Lavoro Società dell'area in Cgil di Roma e Lazio permette di mettere ancora meglio in luce i rischi seri di svuotamento dell'area programmatica. Siamo infatti di fronte alla convocazione di un incontro tra gli esponenti regionali dell'area con gli esponenti di maggioranza regionale della Cgil che ha come obiettivo esplicito quello di mettere sul piatto la condivisione della linea attuale della maggioranza Cgil in cambio di un esplicito e maggiore riconoscimento delle presenze in apparato di esponenti dell'area di minoranza. Basta leggere il comunicato di convocazione per rendersi conto di come, in sostanza, sia questo e solo questo il motivo dell'iniziativa. Nel frattempo si è firmato il brutto accordo degli autoferrotranvieri, ma di questo sembrano non preocuparsi.
LAVORO SOCIETA' Cambiare Rotta Dal XIV al XV congresso CGIL Sviluppiamo il confronto
LArea programmatica e
congressuale di Lavoro Società Cambiare Rotta ha promosso un confronto, serio
ed impegnativo, tra Dirigenti e Quadri della CGIL. Alla prima iniziativa, svoltasi il 2 Ottobre e aperta dalla relazione di G.P. Patta, sono intervenuti G. Epifani, altri e altre compagni e compagne della Segreteria confederale nazionale, molti Segretari Generali delle Categorie. E stata avviata unimportante riflessione sul presente ed il futuro della CGIL anche rispetto allapprossimarsi del XV° Congresso. La CGIL, in questi ultimi anni,
coerentemente e sulla base delle conclusioni unitarie del Congresso di Rimini, è stata
protagonista di unesaltante stagione di lotte. E stata, per un lungo periodo,
lunica Organizzazione sociale di massa a svolgere un attivo ruolo di contrasto
rispetto alle politiche del Governo Berlusconi; supplendo al vuoto e allimmobilismo
dei partiti dellopposizione. Sono stati riaffermati i valori fondanti, lautonomia, la natura programmatica e la capacità dellOrganizzazione di stare sempre al merito delle cose. La CGIL è parte importante del movimento per la Pace, ripudiando la guerra senza se e senza ma. E protagonista nellambito del Movimento NO-GLOBAL come testimonia lattiva partecipazione nel Social Forum di Firenze, Porto Alegre e Londra. La CGIL ha promosso, in questi ultimi
anni, Scioperi, Manifestazioni, mobilitazioni. La lunga battaglia contro gli attacchi
allarticolo 18 caratterizzata dalla straordinaria Manifestazione del 23 marzo. Le iniziative, per difendere ed estendere diritti fondamentali e indisponibili, che hanno portato coerentemente con questa impostazione la CGIL a sostenere il SI nel Referendum per lestensione dell articolo 18. La lotta contro la mercificazione del mercato del lavoro, contro la L. 30; in difesa del ruolo del Contratto Nazionale e della contrattazione collettiva; per riformare, riqualificare ed estendere il campo di applicazione degli ammortizzatori sociali. Leccezionale Petizione (5
milioni e mezzo di firme) finalizzata a proporre percorsi legislativi legati a 2 NO al
lavoro come merce e a 2 SI per laffermazione di diritti. La battaglia anche ideale e
culturale per contrastare il declino industriale, produttivo ed economico del
Paese. Le mobilitazioni contro gli attacchi (portati avanti dal Governo) alla democrazia; ai valori fondanti della Costituzione; alla Scuola Pubblica quale strumento fondamentale per la crescita culturale del Paese; alla libertà e al pluralismo nellinformazione. Limpegno nellaprire una seria discussione finalizzata a prefigurare nuovi modelli negoziali e contrattuali; partendo dalla centralità del CCNL e dalla necessità di dare risposte a lavoratori e pensionati che negli ultimi anni hanno visto drammaticamente indebolito il potere di acquisto di salari e pensioni. Le lotte che, negli ultimi mesi, hanno portato pur tra limiti e contraddizioni a recuperare un percorso unitario con CISL e UIL sulla base del Documento (approvato nellAssemblea del Palalottomatica) nel quale si chiede al Governo di cambiare lagenda politica, economica e sociale. La mobilitazione contro la Riforma delle Pensioni che, anche in presenza dellormai intervenuta approvazione in Parlamento, dovrà essere ripresa e sviluppata. La lotta di oggi contro:
Tale lotta dovrà andare oltre le 4 ore di Sciopero Generale Nazionale del 30 novembre attraverso ulteriori iniziative di mobilitazione. Nel Lazio, nellultimo periodo, si registrano molte analogie rispetto al quadro nazionale. Dopo le 4 ore di Sciopero aggiuntive alle 4 indette a livello nazionale e la Manifestazione regionale di marzo, la Giunta Storace si è sottratta ad ogni confronto con il Sindacato non tenendo minimamente conto delle valutazioni e delle proposte contenute nella Piattaforma di CGIL-CISL-UIL Roma e Lazio. Inoltre, oggi, siamo in presenza di un DPFR rispetto al quale unitariamente viene espresso un giudizio fortemente critico in quanto:
I tavoli di concertazione sul DPFR hanno evidenziato, per lennesima volta, una volontà politica della Giunta regionale basata su una sostanziale insensibilità e indisponibilità a misurarsi con le critiche e le proposte del Sindacato. Occorre continuare a lavorare al fine di realizzare, in tempi brevi, in maniera possibilmente unitaria, momenti di mobilitazione capaci di tradurre coerentemente la protesta e le proposte del Sindacato contro la politica della Giunta di Centro destra. Il 1° Dicembre ripeteremo, a livello regionale confederale, liniziativa del 2 ottobre. Riprendere tra i primi, come CGIL Roma e Lazio, i contenuti del confronto sviluppatosi il 2 ottobre, assume un eccezionale valore simbolico. Nel 2002 il Lazio è stata lunica regione nella quale non si sono registrate condizioni per condividere unitariamente il Documento conclusivo congressuale. I compagni e le compagne di L.S. decisero di astenersi. La mancata sintesi unitaria segnalava, anche, una condizione caratterizzata da specifici elementi di non condivisione di scelte politiche e organizzative. Dal 1996, dal Congresso che ha prodotto la scelta politico-organizzativa del Decentramento, il pluralismo politico (legato alle esperienze di Alternativa Sindacale prima e L.S. oggi) non è stato coinvolto nella direzione politica, negli esecutivi delle CdL metropolitane. Del resto anche rispetto alle altre articolazioni territoriali dellOrganizzazione (Province) si registra, attualmente, un marcato limite rispetto alla presenza del pluralismo. Sono
aspetti che vanno rapidamente corretti. La CGIL, non solo una parte, ha bisogno
della valorizzazione del pluralismo politico inteso come ricchezza ed in grado di
stimolare e rafforzare lazione complessiva dellOrganizzazione. Il ruolo
importante che la CGIL ha svolto e svolge, percepito dai Movimenti democratici e sociali
come importante punto di riferimento, è reso possibile, proprio, dalle scelte di Rimini e
dal conseguente governo unitario dellOrganizzazione.
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