Autoferrotranvieri

un contratto nazionale all’insegna della legge 30

 

Con l’introduzione dei contratti a termine, del lavoro a tempo parziale, del contratto di inserimento/reinserimento, l’apprendistato professionalizzante, il lavoro somministrato, il tele lavoro ed il lavoro ripartito nel contratto nazionale dei tranvieri, firmato il 18 novembre 2004, il rinnovo è stato caratterizzato dall’applicazione nel settore della legge per la precarietà (legge 30, cd legge Biagi), tenacemente voluta dal governo.

 Completa il risultato il quadro quanto ottenuto dai padroni di ASSTRA e ANAV:

ü       la previsione normativa della “volontarietà” dei lavoratori a prestare lavoro supplementare e straordinario (che, per alcune tipologie di rapporto di lavoro diventa, di fatto, un aumento coatto dell’orario);

ü       la parte economica che prevede 500 € di una tantum fino al mese di novembre 2004 (lorda e comprensiva dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita dalla categoria), e 105 € mensili dei quali 40 dallo 1.12.04, 30 dall’1.6.05 e 35 dall’1.9.05 (cioè la maggior quantità della somma viene erogata a 6 e 3 mesi dalla scadenza del biennio economico).

ü       I lavoratori precari avranno per anni uno stipendio inferiore del 20/25%.

ü       Non vanno dimenticati i tagli alla finanziaria che di fatto riducono le risorse per un settore decisivo per la mobilità nelle città e ne fa pagare il costo ai lavoratori in termini di precarietà e maggior stress.

Questo risultato contrattuale risulta oltretutto contrassegnato anche dalla negatività del contrasto con ciò che le stesse organizzazioni firmatarie avevano dichiarato in piattaforma, come la contrarietà alla introduzione delle maggiori flessibilità previste dalla legge 30 della quale, del resto, è lo stesso segretario generale della Cgil Epifani che ne chiede, in ogni occasione, l’abolizione.

Si è andati alla firma in fretta e furia, fuori da ogni coinvolgimento e verifica con i lavorator, guidati più da valutazioni tattiche che di merito contrattuale, quasi nel timore di dare tempo alliniziativa dei lavoratori di ripetere l'esperienza di lotta e di contrasto del dicembre 2003.

Stupisce l'assenza di una presa di posizione sul merito del brutto accordo da parte della sinistra sindacale in Cgil, sopratutto da parte della Filt Cgil, di cui ancora non si conoscono pubblicamente le posizioni.

Rimane il fatto che è quanto mai necessario sostenere ora che l'intesa raggiunta sia sottoposta a REFERENDUM vincolante ed esigibile nel suo risultato; un REFERENDUM, quindi, organizzato ai sensi dell’art. 21 della legge 300/70 (statuto dei lavoratori) e non, come è successo nelle ferrovie ed in alitalia, una consultazione organizzata solo dai sindacati firmatari del contratto.

 

22 novembre 2004