Coordinamento Regionale di
Lavoro Società Cambiare Rotta del Piemonte
Questo documento vuole essere un primo
contributo allavvio della discussione interna allArea del Piemonte, su alcune
importanti tematiche politico-sindacali, rispetto alle quali vi è la necessità che si
determini in tempi brevi un preciso orientamento di Lavoro Società - Cambiare Rotta ai
vari livelli. Limpegno del Coordinamento Regionale è di organizzare, a partire da
alcuni punti dirimenti (guerra, previdenza, contrattazione), momenti specifici di
approfondimento, che saranno ulteriormente sviluppati nellambito di unassemblea
regionale dei quadri e delegati dellArea.
Documento conclusivo
Il
precipitare della guerra in Iraq, con lattacco USA alla città di Falluja, con
migliaia di morti, di cui molti civili, e la distruzione di numerose abitazioni, ripropone
con forza lesigenza che venga ulteriormente rafforzata liniziativa della CGIL
contro loccupazione militare e per il ritiro immediato delle truppe italiane. La
lotta contro la guerra preventiva e il terrorismo, liniziativa per la pace e per un
nuovo ordine mondiale devono essere al centro della proposta politica della CGIL nelle
prossime mobilitazioni e scadenze di lotta.
Le acquisizioni del Congresso di Rimini, che sono state
alla base degli orientamenti politico-sindacali della CGIL negli ultimi due anni, devono
essere non solo difese, ma rafforzate, in modo che si attui il concreto e definitivo
superamento della logica e della cultura del 23 luglio.
Difesa del contratto nazionale (salario, normativa,
produttività), reali aumenti retributivi e delle pensioni, lotta alla Legge 30 e alla
precarietà, difesa dello Stato Sociale, centralità dei percorsi democratici e voto
decisionale delle lavoratrici e dei lavoratori, sono i punti dirimenti.
Sarà sulla base della tenuta o meno
su queste priorità da parte della CGIL e la necessità che venga recuperata la dicotomia
che abbiamo dovuto registrare tra una più condivisa impostazione confederale e le scelte
negative o contraddittorie assunte da diverse Categorie nei rinnovi contrattuali - che
come Area abbiamo nelle varie strutture denunciato con prese di posizione contrarie - che
Lavoro Società deciderà il proprio autonomo orientamento (documento alternativo o
unitario), rispetto al prossimo congresso.
Scelta che in ogni caso dovrà
affrontare le modalità con cui salvaguardare la permanenza di unArea Programmatica
confederale critica organizzata dentro la CGIL, la più ampia possibile, per poter
incidere quotidianamente sulle scelte politico-organizzative e sullo scarto che ancora
esiste tra le scelte del gruppo dirigente nazionale confederale, e la pratica di gestione
concertativa di molti dirigenti nelle varie strutture dellorganizzazione.
Il cambio della Presidenza di
Confindustria, con il superamento della contrapposizione più gretta nei confronti della
CGIL, ripropone il pericolo di una nuova e più subdola politica di concertazione e di
scambio al ribasso su salari, orari e precarietà, che la CGIL deve ulterirmente rifiutare
con forza.
In questo ambito non possiamo non
rilevare con preoccupazione, che allinterno degli accordi sottoscritti con
Confindustria sul Mezzogiorno e quello firmato nel settore tessile, atti a favorire
investimenti su infrastrutture, formazione, ricerca e qualità di prodotto, vi sia lassenso
della CGIL alla riduzione dellIrap per alcuni settori e alla fiscalizzazione degli
oneri contributivi per alcune figure professionali. Vi è il reale pericolo che quanto
sottoscritto determini nei fatti una ulteriore e negativa riduzione delle risorse per
Sanità e Previdenza, già fortemente in sofferenza, con conseguente rafforzamento dellopzione
per le assicurazioni integrative private.
Sul tema Previdenza bisogna che la CGIL sviluppi non
solo linformazione, ma anche una forte iniziativa contro la Legge Delega del
centrodestra approvata dal Parlamento, che deve essere al centro dello sciopero generale
unitario del 30 novembre, indetto contro la politica del Governo Berlusconi.
Sciopero che deve saper unificare le lotte che in molte
categorie e territori si stanno portando avanti contro le leggi di riforma del
centrodestra, la crisi produttiva del Paese e per i rinnovi contrattuali.
Vi è la necessità che venga recuperata una forte
critica rispetto alla logica dei fondi complementari e rilanciata la centralità della
previdenza pubblica, a partire dallesigenza di garantire una soglia accettabile di
pensione per tutti, in particolare per i lavoratori precari ed atipici, oggi esclusi.
Dobbiamo sviluppare come Lavoro Società
Cambiare Rotta unazione che sappia mettere in luce i pericoli rispetto alla
salvaguardia dei versamenti contributivi e dei rendimenti dei fondi complementari, ed i
rischi del trasferimento del TFR alla previdenza complementare. Versamenti integrativi
rispetto ai quali devono essere trovate coerenti soluzioni di tutela.
Così come dobbiamo saper rilanciare, a partire dai
posti di lavoro dove siamo più presenti e possiamo maggiormente pesare, una forte
iniziativa contro lapplicazione della Legge 30 e per una contrattazione aziendale
che sappia incidere su organizzazione del lavoro, professionalità, salute e sicurezza e
percorsi democratici che vedano la partecipazione decisionale delle lavoratrici e dei
lavoratori.
Come Coordinamento Regionale di Lavoro Società
Cambiare Rotta del Piemonte, riteniamo essenziale il rafforzamento dellArea ed il
rilancio della sua iniziativa nelle varie strutture della CGIL, la difesa della sua
autonomia di orientamento e di rappresentanza, la salvaguardia della scelta dellArea
Programmatica.
La dialettica politica interna alla CGIL riteniamo si
debba sviluppare nellambito del confronto tra diverse aree programmatiche
confederali con la loro articolazione nelle varie categorie, e non tra strutture.
Il rischio, in caso contrario, è la riproposizione
nellorganizzazione della costituzione delle aree di partito, con conseguente messa
in forse dellautonomia e della capacità di proposta della CGIL.
Siamo convinti che le decisioni rispetto agli
orientamenti, obiettivi e alla rappresentanza dellArea nelle varie strutture, a
partire dalle Categorie, anche nella Fiom, seppur dopo lultimo congresso non è
stata costituita lArea, spettino ai compagni e alle compagne aderenti a Lavoro
Società che fanno parte dei Direttivi di riferimento.
Scelta che non può essere assunta da altri livelli
dellorganizzazione.
Pertanto liniziativa dei compagni/e dellArea
nei centri regolatori e gli eventuali accordi di gestione nelle varie strutture, devono
essere coerenti con gli orientamenti espressi dai compagni/e aventi diritto.
Torino 17/11/2004
Documento approvato allunanimità con unastensione
|