“L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona…”

Siemens di Cassina de’ Pecchi: continuano le iniziative di protesta contro il terzo turno e la discussione sulle alternative.

La riunione del 27 settembre tra le RSU e i sindacati Fim, Fiom, Uilm e FLMUniti non ha sortito una proposta alternativa comune.

L’unico punto certo è che l’accordo sul terzo turno non c’è più. Inoltre è confermata la mezz’ora di sciopero giornaliera con assemblea nei reparti e lo sciopero degli straordinari e il presidio delle portinerie di sabato 2 ottobre.

La ripresa del confronto con la direzione deve avvenire dopo una discussione con lavoratori e lavoratrici a cui tocca il compito di scegliere sul comportamento e sulla posizione da portare in direzione.

Le proposte in discussione:

  • da una parte la FLMUniti ha proposto la possibilità che con maggiori investimenti in tempi brevi si realizzi la produzione necessaria senza la necessità del terzo turno.
  • dall’altra si ritiene poco credibile che si riesca a modificare le scelte della multinazionale sugli investimenti e … quindi si rischia di stare a vedere che eventuali divisioni facciano passare il piano aziendale. Salvo qualche intervento di pronto soccorso per i casi di emergenza??
  • Altri ritengono che la direzione debba rinunciare alla pretesa del terzo turno così come lo ha chiesto e debba rifare i conti con il minimo di macchine in funzione al terzo turno e dei volontari e delle volontarie disponibili.

Ma la direzione sembra avere scelto la strada dello scontro e se da lunedì 4 ottobre altre decine di uomini e donne verranno comandati allora la lotta sarà più complicata ma anche più importante per la salvaguardia dei diritti, del posto di lavoro e delle condizioni di lavoro. Il confronto potrebbe d’altronde avvenire solo a bocce ferme: niente forzature della direzione e ritiro delle lettere di comando.

Noi crediamo che il confronto aperto con la multinazionale debba trasformarsi in una vera e propria vertenza sulle prospettive dello stabilimento, per il futuro e che ciò se è strettamente connesso alla salvaguardia occupazionale non deve prevedere il terzo turno. Perché il lavoro a turni, in particolare il terzo turno pregiudica, mette in discussione la possibilità, non solo per le donne, di conservare il posto di lavoro e essere in grado di gestire i rapporti sociali, crescere i figli ecc. Peraltro continuiamo a pensare che non sia una discussione di principio quella che ritiene necessario socialmente il lavoro notturno negli ospedali, ecc. e che sia invece un compito di tutte le realtà sindacali, sociali e istituzionali trovare il modo per evitare il lavoro notturno per la produzione di apparati elettronici come in questo caso.

Per questo invitiamo tutte le altre organizzazioni sindacali ad abbandonare titubanze e perplessità e a costruire uno sbocco positivo che salvaguardando l’occupazione dia un futuro allo stabilimento di Cassina de’ Pecchi.

Lì, 29 settembre 2004

CUB Confederazione Unitaria di Base