16 settembre 2004

Lavoro e Società - cambiare rotta della Cgil gira ancora a vuoto mentre servirebbe un rilancio forte e convinto dell'iniziativa per contrastare le nuove derive concertative e riproporre la piattaforma del nostro documento congressuale.

La cosa paradossale è che nei prossimi mesi, e questo lo sanno tutti, si giocherà una partita sindacale complicatissima e decisiva proprio sulle questioni legate al modello contrattuale ma ancora non si vedono proposte precise e indicazioni da parte della sinistra sindacale in Cgil.

L'unica posizione, ripetuta ormai a guisa di "tormentone", è quella di un apparato di sinistra sindacale che ritiene essenziale (e sufficiente) tenere la Cgil ancorata sulle conclusioni (unitarrie) del suo ultimo congresso.

In effetti quel documento alcune cose le diceva (difesa ed estensione dei diritti, maggiore democrazia e partecipazione, incremento delle retribuzioni ecc) anche se il suo impianto rimaneva contradditoriamente ancorato alla difesa ed alla riproposizione dell'esperienza concertativa. Una contradditorietà che dimostrava come poco o nulla quel documento congressuale poteva essere considerato come una "svolta". D'altra parte è stata la successiva esperienza contrattuale della Cgil (Fiom a parte) a dimostrare come in realtà la logica concertativa ed il suo corrispondente realismo e pragmatismo sindacale la facciano ancora da padroni.

Tutto ciò non fa che dimostrare la necessità di tenere aperta una battaglia in Cgil e l'importanza di avere, di rilanciare e rafforzare, un'area prgrammatica che coordini ed organizzi questa battaglia.

Fino a qui tutto logico e ovvio. Già ... ma dov'è la sinistra sindacale in Cgil ?

A provocare questa nostra amara considerazione è stata la nota, fatta circolare dal compagno Patta (coordinatore nazionale dell'area) in questi giorni.

una nota che dimostra due cose:

  1. da un lato si dimostra l'assolutra mancanza di preoccupazione, a fronte dello scontro che si sta aprendo sul modello contrattuale, di attivare l'area programmatica a tutti i suoi livelli per definire, organizzare e sostenere una propria proposta ed una iniziativa di battaglia per condizionare la Cgil verso una posizione che liquidi definitivamente l'ipotesi di una riedizione concertativa. La stessa riunione (come sempre "ristretta") dell'area Lombarda, convocata il 10 settembre scorso, alla presenza di Patta, nella genericità della discussione proposta e nelle conclusioni dello stesso Patta, ha dimostrato quanto l'area nazionale pare non avere, ad oggi, nulla di dire alla sua base.
  2. dall'alro si dimostra come l'unica preoccupazione dell'apparato di sinistra sindacale sia rivolta a conquistare consensi ed alleanze dentro alle dinamiche burocratiche dell'organizzazione sindacale alle quali si rivolge presentandosi come forza tutta ordinata in difesa del documento conclusivo del congresso di Rimini (su cui ovviamente sono d'accordo tutti, Epifani compreso ... ci mancherebbe)

Così, mentre Confindustria (forte delle disponibilità già esplicitamente espresse da Cisl e Uil) si accinge a incassare formalmente tutti i cedimenti contrattuali realizzati ultimamente all'interno di un nuovo modello contrattuale peggiore del 23 luglio, e mentre la Cgil annaspa nella ricerca di una posizione che sia accettabile per Confindustria, unitariamente accettata anche da Cisl e Uil, che non contraddica troppo quanto la Cgil ha declamato e sostenuto ultimamente, la sinistra sindacale pure gira a vuoto, inconsistete ed inconcludente nella sua iniziativa tanto da ricordare il simpatico soldatino tedesco inventato e disegnato dal mitico Bonvi che, armato fino ai denti, faceva la guardia al bidone vuoto della benzina.

Che il documento di Rimini, sia ormai ed in realtà, un bidone vuoto lo sta a dimostrare la recente esperienza contrattuale, con gli accordi firmati anche dalla Cgil. Che l'apparato della sinistra sindacale in Cgil sia ormai come il soldatino di Bonvi lo sta a dimostrare, oltre a quanto già detto, anche il recente atteggiamento della sinistra sindacale della Filcams, che a parole spara contro l'accordo contrattuale appena firmato per i lavoratori del commercio perchè non in linea con le posizioni congressuali della Cgil, ma che in realtà non organizza la battaglia dentro l'assemblea nazionale dei delegati della categoria (convocata venerdì 17 settembre per dare il suo giudizio su quell'accordo) nè tanto meno organizza concretamente l'indicazione di un voto contrario a quell'accordo nelle assemblee di luogo di lavoro.

Troppi ritardi, incertezze e delusioni confermano la necessità di un cambio di rotta nella gestione e nella direzione della sinistra sindacale in Cgil, a partire dall'urgenza e dalla necessità di arrivare al più presto ad una assemblea nazionale dell'area programmatica per definire una volta per tutte e con chiarezza con quale posizione l'area sosterrà la sua battaglia per un modello contrattuale che liberi la contrattazione da ogni prederminazione, da ogni subalternità e vincolo, che garantisca oltre all'incremento dei salari anche il recupero certo ed esigibile del potere d'acquisto dei salari. Praticamente quello che abbiamo scritto nel nostro documento congressuale.

 

Delegate e delegati che si riconoscono nel movimento "per un coordinamento nazionale delle Rsu"