RITORNO DALLA ZASTAVA DI KRAGUJEVAC

Viaggio del 10-13 settembre 2004

(resoconto di viaggio a cura Gilberto Vlaic del gruppo ZASTAVA Trieste)

 

Questa relazione e’ suddivisa in cinque parti:

 

1)        Introduzione

2)        Si costruiscono nuovi ponti di solidarieta'

3)        Materiale trasportato

4)        Cronaca del viaggio

5)        Il sostegno a un gruppo di profughi da Pec (Kosovo)

6)        Il microprogetto artigianato

7)        Conclusioni

 

Come vedete manca la parte che sempre chiude questi resoconti, e cioe' un aggiornamento sullo stato attuale della Zastava e sulla situazione generale in Serbia. Questa parte viene omessa in questa relazione perche' il viaggio si e' effettuato solo due mesi dopo il precedente e non vi sono novita' di rilievo da segnalare.

 

 

Introduzione

 

Vi invio un resoconto del viaggio appena concluso alla Zastava di Kragujevac per consegnare le adozioni a distanza che fanno capo al Gruppo Zastava di Trieste e al Coordinamento Nazionale RSU CGIL.

Questo resoconto si lega alle altre relazioni scritte con cadenza praticamente trimestrale.

 

Sono tutte reperibili su diversi siti, tra i quali

- il sito del coordinamento RSU, all’indirizzo:

http://www.ecn.org/coord.rsu/

seguendo il link: Solidarietà con i lavoratori della Jugoslavia:

 http://www.ecn.org/coord.rsu/guerra.htm

dove sono anche descritte in dettaglio tutte le iniziative in corso.

L'ultima relazione relativa al viaggio di luglio 2004 si trova all'indrizzo

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2004/2004_0704zastava_relazione.htm

 

Nello stesso sito segnalo un interessantie articolo di Enrico Vigna, della associazione SOS Jugoslavia di Torino, che ha incontrato a marzo scorso Cedomir Pajevic, vice segretario del Sindacato Samostalni della Zastava, e Ruzica Milosavljevic, che dello stesso sindacato della Zastava è stata segreteria generale. Ne è uscita fuori una vasta intervista che descrive in dettaglio il drammatico quadro della realtà serba post bellica.

Segnalo inoltre come molto interessante la relazione del viaggio svolto a maggio scorso dall'associazione di Roma ABC, solidarieta' e pace all'indirizzo

http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2004/2004_0527_abc.zip

 

Tutti i nostri resoconti sono presenti anche sul sito del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, all'indirizzo:

http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages

che contiene inoltre centinaia di articoli sulla situazione nei Balcani difficilmente reperibili sulla stampa nazionale.

 

 

Si costruiscono nuovi ponti di solidarieta’

 

Come forse ricorderete, abbiamo preso in carico da marzo scorso due fratellini colpiti da una malattia assai rara alla pelle (epidermiolisi bollosa), ai quali forniamo periodicamente le bende per coprire le piaghe di cui sono ricoperti  (vedi relazione di marzo 2004, al paragrafo Materiale trasportato e cronaca del viaggio).

Non e’ purtroppo una malattia curabile, si possono solo lenire le loro sofferenze.

Abbiamo scoperto l’esistenza di una ONLUS in Italia che si occupa di questa malattia, fondata a Catania 11 anni fa da un gruppo di genitori di bambini colpiti da questa malattia.

Abbiamo avuto con loro un contatto per e-mail il 24 agosto, ci hanno telefonato il 3 settembre, e il giorno 8  settembre ci e’ arrivato un grosso scatolone contenente una grande scorta di bende e garze, per un valore superiore ai 2000 euro. Abbiamo portato gran parte di queste bende con noi; per dicembre questi nuovi amici ci hanno promesso altro materiale.

 

Il Dr. Rodolfo Gallo di Fossalta di Piave ha organizzato a luglio a casa sua una grande lotteria a sostegno delle nostre iniziative e ci ha consegnato 1065 euro.

 

Gaetano da Fossalta ci ha consegnato 800 euro, frutto di sottoscrizioni da lui raccolte, che si aggiungono ad altri 800 che ci aveva consegnato a giugno..

 

Venanzio da S. Elena (che ha gia' sei adozioni a suo carico) ci ha inviato per i bambini figli di profughi da Pec 1000 euro, a seguito di una trasmissione su radio Cooperativa di Padova curata da Mario in cui si illustravano le catastrofiche condizioni in cui sono costretti a sopravvivere.

 

Un gruppo di lavoratori di una azienda di Spinea ci ha consegnato prodotti alimentari e di igiene personale per un valore superiore a 1000 euro; inoltre hanno raccolto 210 euro per il finanziamento al sostegno dei bambini di Pec e molti scatoloni di vestiario nuovo ed usato.

 

Vera e Giorgio da Trieste ci hanno consegnato medicinali per piu' di 1000 euro (soprattutto integratori vitaminici pediatrici).

 

Si tratta di ingenti quantita' di denaro, medicinali e merci per le quali ringraziamo vivamente tutte le persone e le associazioni che si sono impegnate per reperirle; il nostro impegno a Kragujevac e' pero' cresciuto di molto nell'ultimo anno e quindi invitiamo tutti a contribuire con generosita'.

 

 

Materiale trasportato

 

La delegazione era costituita da Gilberto e Zdravko da Trieste, Mario e Luisa da Padova, Giandomenico e Gino da Conegliano, da Feredica e Nadia da Fossalta di Piave.

Per il viaggio abbiamo utilizzato un pullmino fornitoci gratuitamente  dalla Associazione Triestina di Solidarieta' Internazionale.

Ricordo che le spese di viaggio sono state direttamente sostenute dai partecipanti, senza alcuno storno dai fondi ricevuti per le quote di adozione a distanza da distribuire (come del resto in tutti i precedenti viaggi effettuati). Il viaggio e' costato complessivamente (tra gasolio, pedaggi autostradali, pernottamenti e pasti) poco meno di 900 euro.

 

All'ultimo momento si sono aggiunti a noi con la loro auto Maurizio e Miro della associazione Il nido del cuculo di Rimini.

 

Avevamo una ventina tra scatole e valigie di vestiario usato, circa 50 paia di scarpe ed una dozzina di pacchi di regali alle famiglie jugoslave da parte delle famiglie adottanti italiane.

Inoltre una valigia con gli integratori vitaminici e gli altri medicinali (per un valore complessivo di circa 3000 euro).

 

Le adozioni da distribuire erano 111, di cui 4 nuove, per un valore complessivo di 11755 euro. La maggior parte erano quote trimestrali da 75 euro.

 

Infine avevamo 1081 euro frutto della vendita dei prodotti di uncinetto di circa 15 operaie che ci avevano inviato i loro lavori in conto vendita a maggio scorso per mezzo dell'Associazione Zastava Brescia, all’interno del microprogetto artigianato.

 

Avevamo già acquistato a Kragujevac materiale scolastico e per igiene personale per un totale di 1904 euro, da distribuire ai nostri ragazzi e ai bambini di Pec.

 

Si trattava di

1200 quaderni formato A4

1200 penne biro

200 album da disegno

200 scatole da 12 pennarelli

200 squadrette

200 righelli

600 matite

200 gomme

per una spesa di 1152 euro.

Con questo materiale sono stati preparati 200 pacchetti; circa 130 sono stati distribuiti nell'assemblea di consegna delle quote di adozione, ed i restanti sono stato consegnati all'Ufficio Adozioni per una successiva distribuzione alle famiglie con piu' bisogno. Si tratta di una ben poca cosa rispetto alle reali necessita' dei lavoratori e delle loro famiglie, ma ' stato il massimo che potevamo fare.

 

Inoltre sono stati acquistati:

130 saponette

65 bottiglie di shampoo da 1 litro

65 spazzolini

130 dentifrici

65 barre di cioccolato da 300 grammi

65 sacchetti di caramelle

130 pacchi da un kilo di biscotti secchi

per una spesa di 752 euro.

Sono stati preparati 65 sacchetti da distribuire ai bambini del campo profughi.

 

 

Cronaca del viaggio

 

Siamo partiti da Trieste alle 9 del mattino e siamo arrivati a Kragujevac alle 8 di sera, senza alcun problema durante il viaggio.Tempo bello sia durante il viaggio che durante i due giorni trascorsi a Kragujevac.

Dopo lo scarico del furgone, cena con Rajka e Milja dell'ufficio adozioni del Sindacato Samostanli, e con Delko e Rajko, rispettivamente segretario e vicesegretario dello stesso Sindacato.

 

Il mattino del sabato abbiamo verificato le liste delle adozioni e preparato le buste con il denaro.

 

Ci siamo poi recati all'incontro con i profughi da Pec (di cui scriverò dopo)

 

Ottimo pranzo a casa della famiglia la cu figlia e' adottata da Mario e Luisa.

Pomeriggio dedicato alla visita di varie famiglie con figli adottati dai membri della delegazione; le condizioni di queste famiglie sono sempre difficili, e non si vedono prospettive per il futuro, ma questi incontri si svolgono sempre in un clima di festa e di vera amicizia. Dobbiamo sempre stare attenti a non esagerare con gli squisiti dolci che ci offrono.

Durante una di queste visite ho intervistato a lungo un lavoratore, che ha partecipato alla rimozione delle macerie e alla fase di ricostruzione della fabbrica. Ha detto cose molto interessanti. Inviero' in un secondo la tracrizione di questo colloquio, perche' devo ancora trascrivere la cassetta su cui e' registrata l'intervista.

 

La sera siamo stati a cena da una famiglia che avevamo gia' incontrato due volte (l'ultima a dicembre scorso).

Sono Kossovari giunti alcuni anni fa a Kragujevac; due figli, madre casalinga e padre cassaintegrato;avevano iniziato a costruirsi la casa, ma la situazione degli anni dell'embargo e successiva al 1999 aveva permesso loro di finire una sola stanza in cui hanno abitato per anni; la madre partecipa al progetto artigiananto e ci hanno mostrato con orgoglio una nuova stanza (la cucina) appena finita utilizzando per l'acquisto dei materiali necessari i proventi ricavati dalla vendita dei prodotti tessili.

 

Il mattino di domenica abbiamo distribuito le quote delle adozioni delle nostre associazioni; la grande sala della direzione dove avvengono questi incontri era praticamente al suo limite di capienza (alcune entinaia di persone). L'atmosfera e' stata come al solito festosa, siamo stati sommersi di bottiglie di rakja fatta in casa, di marmellate, di miele, di prodotti tessili, doni che riporteremo con noi in Italia e che, pur con qualche difficolta' di tipo geografico, consegneremo alle famiglie italiane.

Sono stati inoltre distribuiti I pacchi contenenti il materiale scolastico.

 

Alla fine dell’assemblea abbiamo consegnato il ricavato della vendita dei prodotti di artigianato degli ultimi due mesi dicembre-marzo e prelevato ulteriore materiale che le donne avevano preparato; come sempre ci e' stato consegnato in conto vendita.

 

Il pomeriggio abbiamo visitato altre famiglie; una e' formata da padre serbo e madre albanese, con tre figli; il padre nel salutarci ha usato parole bellissime paragonando gli uomini alle pietre che se messe insieme formano mura indistruttibili.

 

In un'altra famiglia il ragazzo adottato aveva usato parte della quota consegnata a luglio per comperare un carrrtto adattato alla preparazione di pop-corn, con il quale durante l'estate ha girato per le strade della citta' in modo da integrare il reddito della famiglia.

 

Negli spostamenti tra una famiglia e l'altra abbiamo attraversato il suggestivo Parco della Rimembranza di Kragujevac, dove il 21 ottobre 1941 furono sterminate per rappresaglia dai nazisti 7300 persone, tra le quali 2500 operai della Zastava e gli studenti del locale liceo, insieme ai loro professori. Molti monumenti costruiti con pietre provenienti dalle varie Repubbliche che costituivano la Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia ricordano quell'eccidio. Abbiamo deposto sul monumento centrale i fiori che Federica, Luisa e Nadia avevano ricevuto in dono durante l'assemblea del mattino.

 

La sera abbiamo discusso con i rappresentanti del sindacato i possibili progetti di solidarieta' futuri e abbiamo definito la data del prossimo viaggio che si svolgera' dal 17 al 21 dicembre prossimi.

 

Lunedi' durante il viaggio di ritorno ci siamo fermati a Belgrado dove abbiamo attraversato il viale delle ambasciate, che ospita tutta una serie di edifici pubblici completamente distrutti dai bombardamenti del 1999.

 

Siamo arrivati a Trieste verso le 7 di sera di lunedi' 13 settembre.

 

 

L'incontro con  profughi di Pec

 

Dobbiamo ricordare che in Serbia vivono circa un milione di profughi provenienti dalle varie repubbliche (nate dopo la dissoluzione della RFSJ) e dal Kosovo; la loro è una situazione disperata, senza aiuti, senza prospettive. Sono invisibili a tutto il mondo.

 

Avevamo gia' incontrato un gruppo di famiglie profughe da Pec e Pristina nel viaggio dello scorso luglio.

Sono ammassate nella periferia di Kragujevac in un piccolo centro commerciale; con tramezzi di legno sono state ricavate "stanze" di circa 20 metri quadrati dove sopravvivono 45 famiglie, in totale circa 200 persone; ciascuna stanza è occupata da una famiglia, spesso allargata a nonni e zii.

Un solo bagno a disposizione di tutti, senza riscaldamento, in condizioni alimentari igieniche e sanitarie tragiche.

Manca tutto, ma proprio tutto quello che dovrebbe salvaguardare almeno i diritti minimi, l'essenziale per la sopravvivenza.

Avevamo fornito a luglio ai 65 bambini che vivono li' il materiale scolastico per il questo anno scolastico.

Grazie soprattutto alle insistenze di Barbara, che aveva partecipato al viaggio di luglio, e a un inatteso finanziamento, abbiamo deciso di mantenere in piedi questo rapporto, distribuendo ai bambini il materiale elencato nel capitolo "Materiale trasportato2" di questa relazione.

L'incontro e' avvenuto in strada, in un clima molto diverso dalla volta precedente.

Siamo stati accolti con una bella tradizionale forma di benvenuto: ci hanno offerto del pane e del sale.

 

Un breve saluto da parte nostra seguito dalla consegna di una bandiera della pace bilingue (PACE MIR) che e' stata subito issata sul tetto; poi una donna a nome di tutti ci saluta con queste parole:

"Nessuno viene a tovarci, viviamo dall'oggi al domani, non sappiamo che cosa succedera'. Il contratto scade nel 2005, tra tre mesi. Ci sono 45 famiglie in questo centro profughi, tutti abbiamo lo stesso destino, la stessa incertezza; A nome del nostro centro profughi vi ringraziamo per l'appoggio che ci avete dato e ringraziamo la vostra amicizia, che per noi e' molto preziosa; vi ringraziamo di non aver dimenticato questi bambini; ogni aiuto per loro e' prezioso, dalla mano dell'amicizia alle cose piu' semplici, perche' hanno bisogno di tutto e loro non hanno nessuna colpa di quello che e' successo.

Sarete sempre I benvenuti, la porta del nostro centro e' sempre aperta per voi."

 

Dopo la consegna dei pacchi, la gente vuole che entriamo nell'edificio, e con molta dignità ci mostra le proprie condizioni di vita; le barriere linguistiche cadono di fronte agli sguardi, e si capisce tutta l'impotenza di questi genitori, fino a ieri operai che potevano sperare in un futuro per i loro figli, ed ora senza alcuna prospettiva per il domani.

 

Per il prossimo viaggio vorremmo poter continuare in questa operazione di solidarieta', ad esempio consegnando una pacco ad ogni famiglia ed uno a ogni bambino. Tutto dipendera' dai nostri sottoscrittori.

 

 
Il microprogetto artigianato

 

Questo progetto e' iniziato nel maggio 2003; il numero di donne coinvolte e' salito a circa 20.

Esse ci forniscono prodotti di ricamo e di uncinetto e li poniamo in vendita.

Si tratta di un salto di qualita' all'interno della campagna di solidarieta'. Nel campo delle adozioni infatti c'e' inevitabilmente la differenza tra chi da' e chi riceve; qui invece c'e' un rapporto assolutamente paritario tra chi produce una merce e chi la compra.

La vendita di questi lavori si era svolta fino a marzo scorso nelle forme a noi consuete, attraverso rapporti personali con gli acquirenti, nelle sagre e nelle feste a cui partecipiamo con i nostri banchetti.

La presenza delle COOP ha fatto per il momento decollare questo progetto, in quanto si sono allargati  notevolmente i canali di vendita, soprattutto grazie al prezioso lavoro di Gaetano, Nadia e Antonella.

Da segnalare che un nuovo canale di vendita si e' aperto in Piemonte attraverso due nuovi adottanti, Filippo di Dronero e Bianca di Torino.

Ci e' comunque chiaro che nelle forme attuali il progetto non potra' durare ancora a lungo; sara' necessario inventare nuovi meccanismi che ci permettano la vendita di questi prodotti, fatto salvo il principio dell'assenza di intermediari.

 

In questo viaggio abbiamo consegnato alle donne la cifra di 1081 euro,

Il totale generale del denaro consegnato fino ad ora è giunto quindi a 3.947,50 euro.

 

Anche questa volta abbiamo riportato in Italia una grande quantita' di materiale prodotto; c'e' da sperare che le prossime festivita' di fine anno ci aiutimo a mantenere in piedi questa forma di solidarieta'.

 

 

Conclusioni

 

Non riporto in questa relazione nuovi dati aggiornati, visto che la precedente ci era stata consegnata due mesi fa; gli aggiornamenti sulla situazione generale del popolo serbo e dei lavoratori di Kragujevac in particolare sono rimandati alla prossima relazione di dicembre.

 

In modo generale possiamo dire che  lavoratori jugoslavi continuano ad essere in condizioni di oggettiva debolezza e devono fare i conti con la necessità di una ricostruzione post-bombardamenti che ha ormai da  tre anni assunto una chiara direttrice iper-liberista.

Lo Stato, fortemente allettato e subordinato alle promesse di aiuto occidentali, ha lasciato al libero mercato ogni decisione. Così i prezzi aumentano, le scuole e la sanità diventano prestazioni disponibili solo per i più ricchi, le fabbriche, le zone industriali sono all’asta di profittatori occidentali che comprano tutto a prezzi bassi e ponendo condizioni di lavoro inaccettabili. Sono evidenti e stridenti le contraddizioni tra una estrema poverta' diffusa nella quasi totalita' della popolazione una ricchezza esibita attraverso i suoi tipici simboli, soprattutto le auto di lusso.

 

Le famiglie che aiutiamo materialmente esprimono la loro gratitudine per questi aiuti che sono indispensabili per la loro sopravvivenza; una delle loro grandi preoccupazioni e’ di non rimanere soli, abbandonati ed invisibili al resto del mondo.

Dobbiamo continuare i nostri sforzi affinche’ giunga a loro la nostra solidarieta’ e fratellanza materiale e politica.