| A tutte le Strutture CGIL Oggetto: Convegno: rilanciare,
attualizzandole, le conclusioni del congresso di Rimini
Impegni
e proposte per un confronto aperto e programmatico. Il quattordicesimo congresso ha confermato i valori comuni fondanti la Cgil: la pace, la solidarietà, l'estensione dei diritti come condizione ineludibile per la realizzazione dell'uguaglianza e della libertà per tutti. Ne è uscita confermata la natura programmatica della CGIL e l'impegno che su questa base ha portato la nostra organizzazione ad essere protagonista nella battaglia di opposizione al programma di governo del centro destra e alla scelte pericolose in esso contenute , in primis la partecipazione alla guerra contro lIraq. Nella coerenza e adesione al nostro programma si esercita l'autonomia della nostra linea strategica, dei nostri contenuti e i nostri valori, primo fra tutti il lavoro, la sua dignità e qualità, impegnandoci al loro riconoscimento e affermazione anche all'interno della sinistra politica e sociale. Il Congresso della CGIL ha confermato l'impegno per la globalizzazione dei diritti, della solidarietà e delle opportunità. Il processo di globalizzazione in atto risulta invece schiacciato dal predominio di strategie e politiche liberiste, dall'esercizio della competizione senza regole che accresce povertà e disuguaglianza Risultano pertanto revocati diritti inalienabili come diritto universale alla salute, all'accesso all'acqua potabile e ad una alimentazione adeguata, all'istruzione, all'ambiente nonché i diritti sociali di cittadinanza, i diritti sul lavoro. L'Europa deve confermare come proprio carattere costituivo il proprio modello sociale, estendendo a tutti i paesi diritti e tutele uguali, battendo ogni rischio di dumping sociale e diritti a geometria variabile tra i cittadini e i lavoratori europei. Nè in Italia il federalismo e gli interventi sulla costituzione possono essere il mezzo attraverso cui si mina la coesione territoriale e quella sociale, differenziando cittadini e lavoratori nell'accesso a diritti fondamentali. La falsa valorizzazione dell'individuo, lungi dal rappresentare un avanzamento nelle condizioni di vita e di lavoro delle persone, condanna ad una gravosa solitudine i soggetti che più hanno necessità di interventi e politiche collettive di solidarietà e sostegno. La legge sul mercato del lavoro considera il lavoratore strumento funzionale dello stesso, il diritto del lavoro viene smantellato e ricostruito intorno al contratto individuale, i diritti disponibili in relazione alla natura della prestazione lavorativa. La rappresentatività sindacale e la contrattazione collettiva sono definiti vincoli e rigidità a fronte di una improbabile libertà dei singoli nello stabilire le condizioni del contratto individuale. La storia del nostro Paese ci dice che mettere in discussione i diritti sul lavoro comporta automaticamente minare i diritti di cittadinanza e dunque la nostra stessa Costituzione. La battaglia della CGIL è netta nella difesa del Contratto nazionale di lavoro, strumento fondamentale di tutela e solidarietà per tutte le lavoratrici e i lavoratori, particolarmente necessario e da riconfermare nella nuova dimensione federalista della Repubblica. La CGIL ritiene essenziale una politica rivendicativa per laumento del potere dacquisto delle retribuzioni, dei salari e delle pensioni dei lavoratori e delle lavoratrici. Il Congresso ha confermato il modello contrattuale su due livelli, con funzioni distinte: il livello nazionale di recupero dell'inflazione reale e redistribuzione della produttività di settore e della parte normativa generale, un secondo livello per la contrattazione del salario per obiettivi, della modulazione degli orari, dellorganizzazione del lavoro, della sicurezza, della formazione, ecc.. Per
la CGIL la validazione certificata è elemento costitutivo dellidentità democratica
dellorganizzazione. Il documento conclusivo del XIV° Congresso della CGIL (6-9 Febbraio 2002) votato allunanimità (un solo contrario) ha definito una linea che ha permesso alla CGIL di rappresentare il punto più efficace di tenuta e contrasto al governo di centro destra, a partire dalla difesa dei diritti dei lavoratori iniziati con l'attacco all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Di fronte ad una opposizione politica confusa e disorientata dalla sconfitta la CGIL dal congresso di Rimini ha svolto un ruolo centrale di tenuta non solo sul terreno sociale ma per gli assetti democratici più complessivi. La manifestazione del 23 Marzo ha dimostrato come la CGIL fosse entrata in sintonia con le aspettative dei lavoratori e di amplissimi settori della popolazione. Nel contempo la scelta, operata a Rimini, di confronto ed alleanza con i movimenti, a partire da quello per la pace, nella giusta reciproca autonomia, è stata importante non soltanto per rinnovare la cultura della CGIL ma soprattutto per rafforzare la battaglia contro le conseguenze del neoliberismo, la difesa della qualità della democrazia così come sancita dalla costituzione. L'autonomia e le giuste scelte operate nel quattordicesimo congresso hanno garantito un ruolo democratico e unitario alla Cgil che è ed è stata percepita, da parte di tutti i movimenti democratici e dalla parte più debole del paese, come la forza cui guardare con fiducia nella lotta contro le iniziative del governo. Questa stagione di lotte e mobilitazioni ha confermato, come già emerso a Rimini, che permane un problema di rappresentanza politica del mondo del lavoro evidenziatosi clamorosamente anche dalla mancata condivisione, da parte della maggioranza dei partiti di opposizione, delle proposte di legge elaborate dalla Cgil. Noi riteniamo che la linea del XIV° Congresso sia tuttora valida è che anzi sia utile per orientarci nell'opera di approfondimento, di elaborazione e di proposta che l'evoluzione del confronto politico e sociale ci impongono: dai cambiamenti della costituzione già in discussione in Parlamento, fino al modello di Stato sociale e di quello contrattuale. Lavoro società- cambiare rotta ritiene importante rilanciare , nel solco della linea del congresso, lelaborazione di proposte adeguate ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte anche innovando negli strumenti di confronto e di dibattito. Invitiamo pertanto i dirigenti della Cgil che condividono queste esigenze ad un confronto che si terrà il 2 ottobre presso la Cgil nazionale dalle ore 9.30.
Gian
Paolo Patta |