| Pensioni
Cosa dice la riforma
Dal 2008 in pensione a 60
anni più 35 anni di contributi, silenzio-assenso per la destinazione del Tfr ai fondi
pensione. E un super bonus in busta paga per chi, raggiunti i requisiti per andare in
pensione d'anzianità, decide di restare a lavoro. Sono questi i cardini della riforma
previdenziale, su cui oggi la Camera vota la fiducia.
Lo "scalino"
Dal primo gennaio 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 60 anni (61 per gli
autonomi) più 35 di contributi, oppure con 40 anni di anzianità contributiva a
prescindere dall'età anagrafica. L'età anagrafica sale a 61 anni (62 per gli autonomi)
dal 2010; dopo la verifica del 2013 si deciderà se portarla a 62 anni (63 per gli
autonomi).
Terzo canale per le donne
Per le donne c'è la possibilità di continuare, anche dopo il 2008, ad andare in pensione
con 57 anni, più 35 di contributi. Ma con una penalizzazione: il calcolo della pensione
sarà fatto interamente con il metodo contributivo.
Il "super bonus"
I lavoratori dipendenti che raggiungono i requisiti per la pensione di anzianità entro il
31 dicembre 2007 e decidono di restare al lavoro, si vedranno versare interamente in busta
paga ed esentasse i contributi previdenziali destinati all'Inps (32,7 per cento). Sono
previsti incentivi anche per chi, avendo raggiunto i requisiti, sceglie di continuare a
lavorare part-time.
La certificazione
Chi entro il 31 dicembre 2007 avrà maturato i requisiti per l'anzianità potrà chiedere
all'ente previdenziale di appartenenza un certificato che attesterà i diritti acquisiti
e, dunque, la possibilità di andare in pensione in qualsiasi momento, indipendentemente
da ogni modifica della normativa successiva alla certificazione.
Meno "finestre"
Passano da quattro a due le "finestre" annuali per accedere alla pensione di
anzianità. Per i lavoratori dipendenti l'attesa per la pensione, una volta raggiunti i
requisiti, va da sei mesi a un anno. per gli autonomi l'attesa può andare da un anno a un
anno e mezzo. La norma non si applica ai lavoratori che hanno chiesto la
"certificazione" dei diritti e hanno continuato a lavorare. Rinviata ai decreti
delegati la decisione sul numero delle finestre di uscita per chi va in pensione con
almeno 40 di contributi.
Il silenzio-assenso
Il lavoratore avrà sei mesi di tempo dall'entrata in vigore dei decreti attuativi (o sei
mesi dall'assunzione per i neo assunti) per decidere se dire no all'uso del suo Tfr per la
previdenza complementare. In caso contrario il Tfr maturando andrà ai fondi pensione.
Equiparazione tra fondi
Sono previste regole e controlli comuni per tutte le forme di previdenza complementare,
dai fondi chiusi e aperti alle polizze individuali di assicurazione.
Contributo per "pensioni d'oro"
Viene introdotto l'aumento dal 3 al 4 per cento del contributo sulle "pensioni
d'oro" tra il 2007 e il 2015.
Lavoratori in mobilità
Per i 10.000 lavoratori in mobilità con accordi stipulati prima del 1 marzo 2004 sarà
possibile andare in pensione anche dopo il 2008 con le regole attuali. Le regole attuali
sono mantenute anche per i lavoratori che sono stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione prima del 1 marzo 2004.
Forze dell'ordine
I militari e le forze dell'ordine sono escluse, anche dopo il 2008, dalle nuove regole.
(28 luglio 2004) |