| Per me non è un'offesa accostare la Fiom ai Cobas. E' un'altra cosa,
però, quando questo viene fatto, come da Giampaolo Patta su "Il Sole-24 ore" in
termini volutamente negativi, come rischio di assoluta inconcludenza dell'azione sindacale
dei metalmeccanici. A mio parere l'errore più grave di Patta non è quello che fa
verso la Fiom, ma quello che compie verso tutta la Cgil. Non è vero che c'è una Fiom in
difficoltà perché non fa i contratti, mentre c'è una confederazione a cui tutto
andrebbe bene, se non ci fossero le difficoltà dell'organizzazione dei metalmeccanici.
Pensavamo che questo modo di discutere fosse stato definitivamente superato nella Cgil, il
fatto che esso si ripresenti è invece indice ulteriore delle difficoltà della
confederazione e dei rischi di regressione nel suo dibattito politico.
Ricordiamo allora che l'ultimo congresso della Cgil ha posto due condizioni di fondo
per la politica contrattuale. Che i contratti siano votati dai lavoratori, all'inizio e
alla fine, e che essi rivendichino il recupero dell'inflazione reale più una quota di
produttività. La Fiom si è attenuta a queste scelte congressuali e per questo non è
riuscita a costruire una piattaforma unitaria. Doveva rinunciare a queste posizioni? E
invece gli accordi fatti sono tutti coerenti con esse? E coloro che da due anni non
riescono a rinnovare i contratti, come vanno collocati? Basta questo semplice sguardo
d'insieme per capire che il problema di fondo, quello della coerenza rispetto alle scelte
dell'ultimo congresso, è di tutta la confederazione, in tutte le sue parti. Di questo si
deve discutere.
Sbaglia, quindi, Patta quando si lascia coinvolgere nella campagna di stampa moderata
che da giorni sta chiedendo alla Cgil di mettere in riga la Fiom. Per questo l'annuncio
enfatico di un (di per sé normalissimo) incontro tra la segreteria Cgil e la segreteria
Fiom, è un atto infelice e sgradevole. La Fiom nell'ultimo congresso ha deciso di dire
basta al 23 luglio e alla concertazione, ma nella sua pratica contrattuale si è sinora
sempre attenuta alle decisioni confederali. Se ci si mette sull'onda "del problema
Fiom", si nasconde il problema Cgil. Cioè quello di come tutta la confederazione
risponde al disegno della Confindustria di ridimensionare drasticamente il contratto
nazionale, e si misura con le disponibilità di Cisl e Uil verso questa manovra. Questo è
il problema d'autunno di tutti i lavoratori italiani e Patta sbaglia contenuti ed
indirizzo della polemica quando si rivolge alla Fiom invece che a tutta la confederazione.
Che è di fronte allo stesso bivio dei metalmeccanici: o rassegnarsi a un'unità
concertativa, che porterà a un accordo al ribasso rispetto allo stesso 23 luglio, oppure
lottare per andare avanti sulla strada scelta nell'ultimo congresso.
Giorgio Cremaschi
|