| Gian Paolo
Patta: nuovo modello contrattuale e rinnovo dei contratti dei metalmeccanici e del
pubblico impiego
La Cgil ha
abbandonato il tavolo delle trattative con Confindustria dopo che questa organizzazione ha
avanzato la pretesa di discutere dei modelli contrattuali senza che Cgil Cisi Uil avessero
elaborato una loro comune posizione.
Al momento le divisioni tra le organizzazioni sindacali sono forti, ma credo che
riusciremo ad iniziare il lavoro unitario per cercare di giungere ad una mediazione su
diversi punti di vista che si confrontano da tempo, ma non in sedi comuni, sulla eventuale
revisione dell'accordo dei 23 luglio'93.
La Cgil ha indicato un percorso impegnativo e trasparente: l'elaborazione di una proposta
dell'organizzazione che passi attraverso il direttivo, da portare al confronto con Cisi e
Uil. Qualora venisse raggiunta la mediazione con le altre organizzazioni sindacali viene
previsto un passaggio democratico con i lavoratori: ovviamente e preferibilmente unitario
come avvenne nel 1993. Solamente a conclusione di questo iter democratico e trasparente,
potranno iniziare le trattative con Confindustria, ben sapendo che i contratti in atto e
quelli in scadenza non potranno essere influenzati da un confronto che potrà essere non
breve.
Questi contratti seguiranno la loro strada naturale.
In maniera particolare i contratti dei pubblico impiego e quelli che scadranno a cavallo
di questo percorso. Delicati sono i confronti con il Governo per i rinnovi della Pubblica
Amministrazione e la scadenza dei lavoratori metalmeccanici, che devono affrontare una
prova difficile.
E' ovvio che occorrerà un rapporto stretto, in questo percorso democratico, tra Cgil e
Fiom, essendo quella dei metalmeccanici la più rilevante categoria dell'industria. In
questo senso l'incontro tra le due segreterie, se avverrà con questo spirito, sarà un
incontro utile onde assumere impegni coerenti con le scelte che l'organizzazione
maturerà.
La Fiom peraltro sta' cercando già adesso di trovare una intesa con Fim e Uilm, come ha
provato inutilmente dei resto nelle precedenti tornate contrattuali. Un confronto
particolarmente difficile sia sul merito della piattaforma, sia sulle regole della
democrazia che sono state lese dai due accordi separati.
Questo confronto che la Fiom condurrà autonomamente, e ovviamente sulla base delle scelte
del proprio congresso, potrà concludersi con il raggiungimento di un'intesa con Fim e
Uilm o potrà (purtroppo) registrare una nuova rottura tra i sindacati metalmeccanici. In
tutti i casi si porrà il tema della conquista del nuovo contratto di lavoro, sia nel caso
di una piattaforma unitaria, sia che si arrivi a due piattaforme distinte. Il maggiore
sindacato dei metalmeccanici che rappresenta, da solo, oltre il 50 per cento degli
iscritti dell'intera categoria, a mio giudizio non potrà che porsi l'obiettivo della
conquista dei contratto nazionale di lavoro. Su questo la Federmeccanica non potrà farsi
illusioni. Quindi io credo che si dovrà modulare una stagione di lotta che sia coerente
con questo obiettivo: il più grande sindacato metalmeccanico non è un Cobas che può
limitare la propria presenza contrattuale a mera testimonianza.
Inutile ricordare che Lavoro società ha condiviso le battaglie e le scelte che la Fiom ha
condotto tra grandi difficoltà ed attacchi di ogni tipo, fino a decidere per queste
ragioni di non presentare una propria particolare posizione nel recente congresso della
Fiom.
Roma, 21 luglio 2004
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