Comunicato R.S.U. Unicoop Firenze - Negozio Via Viareggio  – Prato

 

 

A distanza di qualche giorno dalla firma dell’ipotesi del Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa siamo in grado di dare una prima valutazione ponderata dell’accordo raggiunto.

La prima perplessità è la revoca dello sciopero e della manifestazione, lo sciopero non doveva essere revocato ma lasciato che terminasse l’iter di lotta in maniera che alla riapertura del confronto con la controparte le organizzazioni sindacali potevano contare su maggior forza.

Anche questa volta non ci siamo distinti dal contratto del Terziario, appiattendosi e allineandosi su di esso non riportando sul testo finale della Cooperazione argomenti già concordati tra le parti; un atteggiamento che rende sempre più debole l’azione sindacale all’interno della cooperazione.

Nel merito dell’intesa dopo un’attenta analisi dei testi emergono gravi indicazioni che portano ad affermare che qualcuno non è stato fedele alla linea della CGIL stabilita  nel documento finale di Rimini e in seguito riconfermata da Chianciano.

Questa è una stagione contrattuale difficile, caratterizzata da interventi diretti del governo Berlusconi (nello specifico dal Ministro Maroni), con attacchi senza precedenti al Sindacato, un motivo in più per imporsi come movimento dei lavoratori e non ricercando, come si è fatto, un’intesa a tutti i costi e al ribasso.

Nel merito dell’accordo elencherò i punti piu importanti e significativi:  

Sul Salario:

1° Biennio

L’incremento salariale per il primo biennio di 72 euro ( 35 euro dal 1/7/2004  e 37,00 euro dal 1/12/2004 ) + 14,00 euro per un totale di 86,00 euro risulta insufficiente non recuperando nemmeno il tasso inflativo.

Aggravato dall’assenza di una vera politica del governo sui redditi e gestione dei prezzi e tariffe, con politiche messe in atto che riducono il potere d’acquisto delle famiglie.

2° Biennio:

E’ stato scongiurato il quadriennio con la riaffermazione del biennio contrattuale ma solo grazie all’intervento Confederale CGIL, ma non dei Segretari Generali delle rispettive categorie convinti del contrario.

Senza un vero mandato dei lavoratori siamo andati a stabilire l’aumento di 23,00 euro dal 1/7/2005 e 30,00 euro dal 1/9/2006 sottolineando un’ulteriore problema di democrazia e partecipazione interna.

Una Tantum:

Non giustificato il motivo di diluire in due trance la misera somma di 400,00 euro per la mancanza dei 18 mesi del contratto nazionale.

Part-Time:

Apprezzabile invece il tentativo di regolamentare il part-time con norme che limitano la discrezionalità dei padroni, mantenendo la volontarietà sul supplementare e il diritto di priorità per il passaggio a tempo pieno.

Da segnalare, positivamente, la non utilizzazione della somministrazione di manodopera e il lavoro a chiamata.

Contratti a termine:

In pratica è stato recepito nella sostanza lo spirito della legge 276 in un'unica casuale, la riforma del mercato del lavoro, raddoppia di fatto la percentuale di utilizzo dei contratti a termine che passa dal 10% del precedente contratto all’attuale 20% con l’aggravante di utilizzo del lavoro interinale fino al 15% per un totale che non potrà superare il 28% su base annua, anziché il 23% del vecchio contratto ed escludendo da queste percentuali l’utilizzo delle nuove attività lavorative a termine senza limiti di tetto.

Il tutto è accompagnato da un periodo d’apprendistato a 48 mesi venduto come una conquista. Certamente questo è una limitazione ai 72 mesi previsti dal D.L. 276, ma sommato agli elementi di precarietà non rappresenta una tenuta in direzione di un efficace contrasto alla legge Biagi.

Significativo invece aver elevato al 70% la percentuale di conferma degli apprendisti ed aver migliorato l’aspetto economico di questo istituto.

Pertanto i padroni potranno arrivare a percentuali incredibili di utilizzo di forze lavoro precarie nelle unità produttive diventando di fatto maggioritarie rispetto al lavoro stabile del tempo indeterminato.

Si evince come con queste norme si aumenti l’aspetto precario nel mercato del lavoro a scapito di una giusta aspirazione sociale dei lavoratori al raggiungimento del tempo indeterminato finalizzato alla propria libertà e dignità.

Enti Bilaterali:

Una pericolosa certificazione di conformità relativa alla collocazione della giornata del lavoro per i part-time (art.78 bis comma 5) che tende a far diventare il sindacato un ente istituzionale governativo e con una delega in bianco per la definizione delle modalità costitutive e del suo relativo regolamento di funzionamento dello stesso Ente. 

Assistenza Integrativa.

I fondi messi dall’azienda per questo istituto sono di 10,00 euro per i full time e 7 per i part-time, per ogni iscritto, appena sufficienti per pagare altri 6 stipendi di funzionari della commissione bilaterale che dovranno occuparsi dell’istituto. 

Considerazioni finali:

Certamente il contratto della Distribuzione Cooperativa ha qualche elemento in più di garanzie, com’è consuetudine rispetto al Terziario ma non più sufficiente per dimostrare la propria volontà di distinguersi dai padroni.

I risultati potevano effettivamente essere migliori e distinti nella distribuzione cooperativa.

Arrivare ad un accordo di fronte ad un governo padronale che interviene pesantemente penso non sia stato facile, ma come RSU sono veramente rammaricato e deluso dei risultati ottenuti invitando l’organizzazione a ritirare la firma dall’accordo riaprendo il confronto negoziale per migliorare i contenuti nel Contratto Nazionale.

 

                                                                                                       R.S.U. Unicoop Firenze

Negozio Via Viareggio   – Prato

         Prato, 9 luglio 2004.                                                            Menaboi Fulvio