Servizi pubblici essenziali / Maroni ci riprova

"Cambieremo la legge sul diritto di sciopero"

Ci risiamo. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, vuole modificare la legge che regola il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Lo ha annunciato oggi durante il question time alla Camera, rispondendo alle domande sulle iniziative del governo. Maroni ha spiegato che la decisione di definire proposte d'intervento e' stata presa in seguito agli "scioperi selvaggi" che si sono verificati nello scorso autunno. Secondo il ministro, gli interventi saranno ''utili per contemplare l'ipotesi degli scioperi spontanei oggi non prevista dalla legge, per introdurre nuove forme di raffreddamento del conflitto come,per esempio, il referendum consultivo e per prevedere lo sciopero virtuale''. Si pensa anche a ''nuovi e piu' significativi'' poteri d'intervento della Commissione di garanzia. ''Queste correzioni e le altre che dovessero essere richieste dalla stessa Commissione di garanzia e dalle parti sociali - ha detto ancora Maroni - sono certamente utili per tutelare in maniera piu' efficace i diritti costituzionali dei cittadini senza naturalmente ledere la liberta' di sciopero garantita anch'essa dalla Costituzione''.

L'annuncio del ministro arriva dopo lo sciopero del trasporto pubblico locale per il rinnovo del contratto. Tempestivo, il ministro. Esattamente lo stesso annuncio lo fece lo scorso dicembre, quando divampavano gli scioperi spontanei degli autoferrotranvieri in una vertenza che era sfuggita di mano al governo. Forme di lotta che, non a caso, ora Maroni preferirebbe abolire.

Immediata la replica della Cgil: ''Come al solito il ministro Maroni divaga. Avrebbe dovuto gia' da tempo affrontare i gravi problemi strutturali del trasporto pubblico locale, come si era esplicitamente impegnato a fare nell'accordo per il rinnovo contrattuale biennale definito presso il suo ministero nel dicembre dello scorso anno''. Questo il commento della segretaria confederale, Nicoletta Rocchi. Secondo la dirigente sindacale, Maroni ha colto ''l'occasione del primo sciopero della categoria per il rinnovo del contratto scaduto da 6 mesi, e rinviato per ben tre volte, per rimettersi a parlare di modifica alla legge sul diritto di sciopero, magari rafforzando i poteri della Commissione di garanzia che gia' tende a debordare dai confini che le sono stati assegnati. Quando i problemi sono complessi, non si risolvono parlando d'altro. Il governo - ha concluso Rocchi - farebbe meglio invece ad occuparsi fattivamente di un settore fondamentale per la coesione sociale e la vivibilita' delle citta' italiane, che e' pericolosamente esposto alla confusione delle competenze istituzionali e privo delle risorse sufficienti per sopravvivere''.

(7 luglio 2004)