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DALLA ZASTAVA DI KRAGUJEVAC Viaggio
del 2-5 luglio 2004 (resoconto
di viaggio a cura Gilberto Vlaic del gruppo ZASTAVA Trieste) Questa
relazione e suddivisa in cinque parti: 1)
Introduzione 2)
Materiale
trasportato, cronaca del viaggio, assemblea con i lavoratori 3)
L'incontro
con i profughi da Pec (Kosovo) 4)
Il
microprogetto artigianato 5)
Stato
attuale della Zastava e situazione generale in Serbia Introduzione Vi
invio un resoconto del viaggio appena concluso alla Zastava di Kragujevac per consegnare
le adozioni a distanza che fanno capo al Gruppo Zastava di Trieste e al Coordinamento
Nazionale RSU CGIL. Questo
resoconto si lega alle altre relazioni scritte con cadenza praticamente trimestrale. Sono
tutte reperibili su diversi siti, tra i quali -
il sito del coordinamento RSU, allindirizzo: http://www.ecn.org/coord.rsu/ seguendo
il link: Solidarietà con i lavoratori della Jugoslavia: http://www.ecn.org/coord.rsu/guerra.htm dove
sono anche descritte in dettaglio tutte le iniziative in corso. L'ultima
relazione relativa al viaggi di marzo 2004 si trova all'indrizzo http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2004/2004_0315zastava.htm
Nello
stesso sito segnalo un interessantissimo articolo di Enrico Vigna, della associazione SOS
Jugoslavia di Torino, che ha incontrato a marzo scorso Cedomir Pajevic, vice segretario
del Sindacato Samostalni della Zastava, e Ruzica Milosavljevic, che dello stesso sindacato
della Zastava è stata segreteria generale. Ne è uscita fuori una vasta intervista che
descrive in dettaglio il drammatico quadro della realtà serba post bellica. Segnalo
inoltre come molto interessante la relazione del viaggio svolto a maggio scorso
dall'associazione di Roma ABC, solidarieta' e pace all'indirizzo http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/altri2004/2004_0527_abc.zip Tutti
I nostri resoconti sono presenti anche sul sito del Coordinamento Nazionale per la
Jugoslavia, all'indirizzo: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages che
contiene inoltre centinaia di articoli sulla situazione nei Balcani difficilmente
reperibili sulla stampa nazionale. Materiale
trasportato e cronaca del viaggio A
questo viaggio ha partecipato una delegazione piuttosto numerosa: Arianna, Adriano e
Gilberto da Trieste, Barbara da Spinea (VE) Matej da Gorizia, Kristian da Udine e
Antonella, Alberto, Giorgio Gilberto, Flaudio e Maria Assunta da Sacile (PN). Abbiamo
utilizzato due pullmini fornitici gratuitamente dalla cooperativa Itaca e dalla
Associazione Triestina di Solidarieta' Internazionale. Avevamo
una ventina di scatole di vestiario usato, due scatoloni di giocattoli ed una dozzina di
pacchi di regali alle famiglie jugoslave da parte delle famiglie adottanti italiane. Inoltre
avevamo 150 sacchetti contenti ciascuno: mezzo
chilo di sapone liquido mezzo
litro di shampoo due
dentifrici per
un valore totale di 1200 euro offerti dai distretti sociali dell'Area 4 delle COOP
consumatori Nord-Est da distribuire ai ragazzi da noi adottati. Le
adozioni da distribuire erano 130, di cui ben 19 nuove, per un valore complessivo di
15.585 euro. La maggior parte erano quote trimestrali da 75 euro. Avevamo
anche medicinali per circa 1.200 euro, costituiti da bende umide per due fratelli colpiti
da una rara malattia della pelle (li abbiamo presi a nostro carico da sei mesi), da
antibiotici pediatrici e da insulina. Infine
avevamo 1.749,50 euro frutto della vendita dei prodotti di uncinetto di otto operaie
licenziate e una delle ragazze adottate, che ci avevano affidato i loro lavori in conto
vendita a marzo scorso, allinterno del microprogetto artigianato. Avevamo
già acquistato a Kragujevac materiale scolastico e per igiene personale per un totale di
2100 euro. Illustrerò questo aspetto nella terza parte di questa relazione (L'incontro con i profughi da Pec). Ricordo
che le spese di viaggio sono state direttamente sostenute dai partecipanti, senza alcuno
storno dai fondi ricevuti per le quote di adozione a distanza da distribuire (come del
resto in tutti i precedenti viaggi effettuati). Il viaggio e' costato complessivamente,
compresi pernottamenti e pasti, poco meno di 1600 euro. Siamo
partiti da Trieste alle 9 del mattino e siamo arrivati a Kragujevac alle 10 di sera, senza
alcun problema durante il viaggio se non una estenuante coda (piu' di due ore) per il
passaggio da Croazia a Serbia, dovuta al gran numero di emigrati che tornavano a casa per
l'estate. Tempo bello sia durante il viaggio che durante i due giorni trascorsi a
Kragujevac. Dopo
lo scarico dei furgoni, cena con Rajka e Milja dell'ufficio adozioni del Sindacato
Samostanli, e con Delko e Rajko, rispettivamente segretario e vicesegretario dello stesso
Sindacato. Il
mattino del sabato abbiamo verificato le liste delle adozioni e preparato le buste con il
denaro. Abbiamo
incontrato anche i direttori e i delegati di due delle unita' di produzione in cui è
scomposta la Zastava: Zastava ALATI (fabbricazione di utensili, 352 dipendenti) e Zastava
21 ottobre (stampaggio componenti plastiche per auto e loro verniciatura, 637 lavoratori).
E' in corso la sbobinatura della registrazione di questi due incontri. Ci
siamo poi recati all'incontro con i profughi da Pec (di cui scriverò dopo) passando
attraverso il suggestivo Parco della Rimembranza di Kragujevac, dove il 21 ottobre 1941
furono sterminate per rappresaglia dai nazisti 7300 persone, tra le quali 2500 operai
della Zastava e gli studenti del locale liceo, insieme ai loro professori. Molti monumenti
costruiti con pietre provenienti dalle varie Repubbliche che costituivano la Repubblica
Federativa Socialista di Jugoslavia ricordano quell'eccidio. E' un luogo di straordinaria
intensita'. Pomeriggio
dedicato alla visita di varie famiglie con figli adottati dai membri della delegazione; le
condizioni di queste famiglie sono sempre difficili, e non si vedono prospettive per il
futuro, ma questi incontri si svolgono sempre in un clima di festa e di vera amicizia.
Dobbiamo sempre stare attenti a non esagerare con gli squisiti dolci che ci offrono! La
sera vediamo con interesse che il telegiornale regionale di Sumadija dà ampio e
approfondito spazio alla nostra presenza e trasmette lunghi pezzi del nostro incontro con
i bambini provenienti da Pec. Il
mattino di domenica abbiamo distribuito le quote delle adozioni delle nostre associazioni;
la costante crescita del numero delle adozioni dei nostri gruppi fa sì che la grande sala
della direzione dove avvengono questi incontri sia praticamente al suo limite di capienza.
L'atmosfera è festosa, siamo sommersi di bottiglie di rakja fatta in casa, di marmellate,
di miele, doni che riporteremo con noi in Italia e che, pur con qualche difficolta' di
tipo geografico, consegneremo alle famiglie italiane. Alla
fine dellassemblea abbiamo consegnato il ricavato della vendita dei prodotti di
artigianato nel periodo dicembre-marzo e prelevato tutto il materiale che le donne avevano
preparato (alcune valigie); come sempre ci e' stato consegnato in conto vendita. Durante
il pranzo abbiamo raccolto i dati aggiornati sulla fabbrica e alcune informazioni generali
della situazione economica e sociale complessiva del Paese; sono riportate di seguito. Nel
pomeriggio abbiamo visitato altre famiglie; infine abbiamo salutato i nostri amici con la
promessa di rivederci al prossimo viaggio che si svolgera' dal 10 al 13 settembre
prossimi.. Lunedi'
durante il viaggio di ritorno ci siamo fermati a Belgrado dove abbiamo attraversato il
viale delle ambasciate, che ospita tutta una serie di ministeri completamente distrutti
dai bombardamenti del 1999. Abbiamo
anche visitato il parco di Tasmaidan, dove sono eretti il monumento in ricordo delle 16
persone uccise dal bombardamento della sede della televisione e quello ai bambini vittime
dei bombardamenti sulla Jugoslavia; e' una semplicissima stele di marmo nero dove, su due
ovali, in Serbo e in Inglese, e' incisa la frase "Eravamo solo bambini". A
Novi Beograd, malgrado non avessimo medicinali da consegnare, ci siamo fermati a salutare
la dottoressa Dragana e le sue collaboratrici al reparto sterile dell'ospedale pediatrico;
appuntamento anche qui a settembre prossimo. Siamo
ripartiti per Trieste, dove siamo arrivati verso le 10 di sera di lunedi' 5 luglio. L'incontro con profughi di Pec Dobbiamo
ricordare che in Serbia vivono circa un milione di profughi provenienti dalle varie
repubbliche (nate dopo la dissoluzione della RFSJ) e dal Kosovo; la loro è una situazione
disperata, senza aiuti, senza prospettive. Sono invisibili a tutto il mondo. Una
nostra adottante aveva deciso ad aprile di chiedere ai propri familiari ed amici, in
occasione del suo compleanno, di trasformare in sottoscrizione a noi i regali per questa
ricorrenza; ci ha consegnato quindi 1000 euro. E'
così nata l'idea di fornire a un gruppo di 65 bambini figli di profughi il materiale
scolastico per il prossimo anno. La
sottoscrizione straordinaria lanciata tra i nostri adottanti a maggio ha fruttato
ulteriori 864 euro. Abbiamo
quindi comperato direttamente a Kragujevac i seguenti materiali scolastici e di igiene
personale 650
quaderni formato A4 65
albums da disegno 390
penne biro 65
scatole di pennarelli 65
righelli e sqadrette 65
compassi 195
gomme da matita 260
matite 65
scatole di acquarelli 65
confezioni di detersivo in polvere da 3 kili 65
bottiglie di shampoo da 1 litro 130
saponette 65
spazzolini da denti 65
dentifrici Inoltre
abbiamo acquistato 100 zainetti con la scritta Gruppo
Zastava Trieste (in Serbo, alfabeto cirillico) Non
bombe ma solo caramelle (in Italiano) per
una spesa complesiva di 2.099,25 euro. Abbiamo
riportato con noi in Italia gli zainetti in eccesso, che porremo in vendita come ulteriore
forma di finanziamento tra i nostri sottoscrittori. I
bambini che così abbiamo aiutato sono 65, figli di lavoratori Zastava dello stabilimento
di Pec (Kosovo) e di numerose famiglie Rom della stessa città, espulsi dalla loro terra e
dalle loro case dall'UCK. L'incontro
con loro è stato straziante. Sono
ammassati in un piccolo ex centro commerciale, dove con tramezzi di legno sono state
ricavate "stanze" di circa 20 metri quadrati dove sopravvivono in totale circa
200 persone; ciascuna stanza è occupata da una famiglia, spesso allargata a nonni e zii, ed è costituita da 5 - 10 persone. Un
solo bagno a disposizione di tutti, senza riscaldamento, in condizioni igieniche e
sanitarie tragiche. Manca
tutto, ma proprio tutto quello che dovrebbe salvaguardare almeno i diritti minimi,
l'essenziale per la sopravvivenza. Consegnamo
in strada ai bambini il nostro regalo e loro, dapprima timidissimi, ci ringraziano con
canzoni della loro terra, a cui si uniscono poi uomini e donne, ed in questi canti si
sente tutta la nostalgia per il luogo di origine e di fronte a loro si pensa subito che
non è abbastanza e che al nostro ritorno non potremo abbandonarli, facendoli diventare di
nuovo invisibili. La
gente vuole che entriamo nell'edificio, e con molta dignità ci mostra le proprie
condizioni di vita; le barriere linguistiche cadono di fronte agli sguardi, e si capisce
tutta l'impotenza di questi genitori, fino a ieri operai che potevano sperare in un futuro
per i loro figli, ed ora senza alcuna prospettiva per il domani. Ecco,
il gruppo Zastava Trieste ha da adesso altre decine di bambini a cui portare
periodicamente la solidarietà degi loro amici italiani. Sarà
difficile, ma speriamo di farcela, con il vostro aiuto. Il microprogetto artigianatoQuesto
progetto e' iniziato nel maggio 2003 e coinvolge al momento circa una decina di operaie
licenziate. Su
prezzi decisi dalle donne, noi riportiamo in Italia lavori di ricamo e di uncinetto e li
poniamo in vendita. Si
tratta di un salto di qualita' all'interno della campagna di solidarieta'. Nel campo delle
adozioni infatti c'e' inevitabilmente la differenza tra chi da' e chi riceve; qui invece
c'e' un rapporto assolutamente paritario tra chi produce una merce e chi la compra. La
vendita di questi lavori si era svolta fino a marzo scorso nelle forme a noi consuete,
attraverso rapporti personali con gli acquirenti, nelle sagre e nelle feste a cui
partecipiamo con i nostri banchetti. La
presenza delle COOP ha fatto per il momento decollare questo progetto, in quanto si sono
allargati notevolmente i canali di vendita,
soprattutto grazie al prezioso lavoro di Gaetano. In
questo viaggio abbiamo consegnato alle donne la cifra di 1.749,50 euro, Il
totale generale del denaro consegnato fino ad ora è giunto quindi a 2.866,50 euro. Anche
questa volta abbiamo riportato in Italia tutto il materiale prodotto, che ha coinvolto 10
donne. Stato
attuale della Zastava e situazione generale in Serbia Nelle
relazioni dei nostri viaggi precedenti, a partire da ottobre 2002, sono state fornite
ampie e dettagliate informazioni sulla situazione occupazionale, salariale e sindacale dei
lavoratori della Zastava, aggiornate ogni tre mesi. Di tanto in tanto sono stati anche
forniti dati aggregati per l'intero Paese. Gli
indirizzi a cui ritrovare queste relazioni sono riportati nellintroduzione di questo
documento. Non
si registrano significative variazioni rispetto ai dati contenuti nella relazione di marzo
2004. Riporto i dati piu' significativi. Il
cambio attuale euro/dinaro e' salito a 1 a 71,7 (era 1 a 70 a marzo).. La
popolazione totale del Paese e' di 10,5 milioni circa, di cui circa 3 milioni in Kosovo. Il
numero totale degli occupati in Serbia (escluso Kosovo) e' di 1,8 milioni. Di
questi almeno 400.000 lavoratori ricevono solo saltuariamente il salario. Il
salario medio pesato su tutte le categorie e' di 13.455 dinari (188 euro). Per
poter vivere in modo dignitoso una famiglia costituita da tre persone dovrebbe poter avere
un reddito pari a 1.8 volte il salario medio (cioè 24.000 dinari). Gli
scaglioni salariali nazionali sono i seguenti: percepisce
uno stipendio fino a 7657 dinari/mese il 11.2% dei lavoratori da
7657 a 15314 il 44.9% da
15314 a 22971 il 32.4% al
di sopra di 22971 il restante 11.5% Il
rapporto lavoratori/pensionati e' ora di 1,21; era di 5 nel 1980. Attualmente
si può andare in pensione con 60 anni di età o 35 lavorativi per le donne e con 65 anni
di età o 40 di lavoro per gli uomini. I
disoccupati ufficiali sono 944.900; la disoccupazione e' salita del 4.5% nello scorso
anno. La
privatizzazione ha interessato fino ad ora 1133 aziende con 156.660 dipendenti. Lo
stato attuale dei lavoratori Zastava e' il seguente:
poco meno di 10.000 lavoratori sono stati licenziati nellagosto del 2001, ricevendo
una una liquidazione di 100 euro per anno lavorato
circa 17.000 lavoratori sono attualmente occupati, suddivisi in 38 unita' produttive
indipendenti. Le
realta' piu' importanti sono: -
Zastava automobili con circa 4300 lavoratori (a fronte di 13500 prima dei bombardamenti);
i due terzi sono impiegati ed un terzo operai; si aggiungono a questi per 10-15 giorni al
mese 550 lavoratori in cassa integrazione (chiamati ZZO dal nome dell'ufficio di
collocamento interno alla Zastava: Zastava Zaposljvanje i Obrazovanje). -
Zastava camion con circa1500 lavoratori. Il
piano di produzione per il 2004 per le auto è stato rivisto al ribasso a maggio scorso e
la cifra ora pianificata è di 18.000 vetture (modelli Florida e Yugo). La
produzione reale nei primi sei mesi dell'anno è stata di 5140 auto. Ricordiamo
che venivano prodotte prima dei bombardamenti 220.000 vetture/anno Per
quanto riguarda i camion a fronte di 70 unità previste al mese la produzione reale è di
40 al mese. Il
salario medio di questi 17.000 lavoratori è di 15.666 dinari/mese.
Circa 9400 lavoratori erano stati posti in cassa integrazione a zero ore nell'agosto del
2001, con indennita mensile di circa il 45% del salario della categoria di
appartenenza; la cassa scade il 31/8/2005 e non si ha alcuna previsione sul destino di
questi lavoratori. Al
1-7-2004 restano in cassa integrazione 6581 lavoratori. Rispetto
al dato iniziale infatti nel periodo agosto 2001 - giugno 2004: 67
sono morti 2196
hanno accettato una liquidazione di 100 euro per anno lavorato, perdendo quindi ogni
rapporto con la fabbrica 90
sono andati in pensione di invalidità 321
hanno trovato altro lavoro a tempo indeterminato 55
si occupano della gestione di ZZO Circa
900 trovano saltuariamente lavoro a chiamata presso altre aziende (per esempio raccolta
stagionale della frutta) Il
piano di privatizzazioni a Kragujevac citta ha interessato al momento 10 fabbriche
con complessivi 950 lavoratori. Per
quanto riguarda la Zastava, nel periodo coperto da questa relazione, non ci sono state
altre privatizzazioni, oltre quelle già segnalate in precedenza (Jugomedica con 12
lavoratori e il reparto Zastava Engineering con 27 lavoratori); I
lavoratori jugoslavi continuano ad essere in condizioni di oggettiva debolezza e devono
fare i conti con la necessità di una ricostruzione post-bombardamenti che ha ormai da
quasi tre anni assunto una chiara direttrice iper-liberista. Lo
Stato, governato da una coalizione di centro destra e fortemente allettato e subordinato
alle promesse di aiuto occidentali, ha lasciato al libero mercato ogni decisione. Così i
prezzi aumentano, le scuole e la sanità diventano prestazioni disponibili solo per i più
ricchi, le fabbriche, le zone industriali sono allasta di profittatori occidentali
che comprano tutto a prezzi bassi e ponendo condizioni di lavoro inaccettabili. Le
famiglie che aiutiamo materialmente esprimono la loro gratitudine per questi aiuti che
sono indispensabili per la loro sopravvivenza; una delle loro grandi preoccupazioni e
di non rimanere soli, abbandonati ed invisibili al resto del mondo. Dobbiamo continuare i nostri sforzi affinche giunga a loro la nostra solidarieta e fratellanza materiale e politica. |