| Intervento, a nome della Associazione Non Bombe ma solo Caramelle, del gruppo Zastava Trieste, del coordinamento delle RSU della CGIL e delle COOP del Nord-Est svolto da Gilberto Vlaic allassemblea dei lavoratori della
Zastava di Kragujevac il 4 luglio 2004 in occasione della consegna delle adozioni a
distanza raccolte a favore delle famiglie dei lavoratori tuttora senza lavoro e
senza salario a causa dei bombardamenti del 1999 della NATO sulle fabbriche della
Jugoslavia. Care ragazze e cari
ragazzi, porto a voi e ai vostri genitori il più affettuoso e fraterno saluto delle
associazioni che qui rappresentiamo: l'Associazione Non
bombe ma solo Caramelle il Gruppo Zastava
Trieste il coordinamento delle
Rappresentanze Sindacali Unitarie della CGIL le Cooperative dei
consumatori del Nord-Est. Per quanto riguarda
me, sono più che felice di poter essere una altra volta con voi, che considero le mie
sorelle e i miei fratelli jugoslavi. In questo viaggio
abbiamo con noi 130 adozioni, di cui 19 sono competamente nuove. Ormai ho già parlato
molte volte in questa sala di fronte a voi sui motivi di questa campagna di solidarietà e
quindi potrei fare a meno di dirli di nuovo, ma la presenza di numerose famiglie nuove mi
spinge a ripetermi. Noi non abbiamo
dimenticato ciò che la NATO ed il governo italiano hanno fatto a voi e alla Jugoslavia
nel 1999. La Jugoslavia, al centro dell'Europa, è stata aggredita in nome di una presunta
ingerenza umanitaria, in realtà per scardinarne il sistema politico e sociale e per
impadronirsi del suo territorio, dal quale si controllano tutti i flussi delle merci
dall'Asia all'Europa. E poi è capitato
all'Afghanistan, e poi all'Iraq, mentre il popolo palestinese è prigioniero e massacrato
nella propria terra. A ognuna di queste
aggressioni sono stati dati nomi diversi: operazione di polizia internazionale, ingerenza
umanitaria, guerra preventiva al terrorismo. La realtà è sotto gi
occhi di tutti, basta volerla vedere: queste aggressioni servono per distruggere sistemi
sociali e politici invisi all'Occidente, a controllare territori ritenuti strategici, a
impadronirsi di materie prime fondamentali. Il mondo che invece
noi vogliamo deve essere un mondo di pace, che abbia la dignita' del lavoro come suo
elemento principale, un mondo libero senza barriere, dove non esistono popoli sfruttatori
e popoli sfruttati, dove i giovani possono istruirsi e poi lavorare nella propria terra,
senza diventare servi a basso costo del capitale. Il nostro NO alle
guerre di aggressione dell'imperialismo deve essere senza condizioni, non solo perchè
portano lutti, distruzioni, incertezza per il futuro, ma perche' i loro scopi sono
assolutamente opposti ai nostri interessi come classe sociale. E l'arma piu' forte
che abbiamo è la solidarietà internazionalista tra i lavoratori. Questi nostri viaggi e gli incontri tra di noi sono un esempio
concreto di questa solidarietà, e non potrebbero aver luogo senza la generosa
partecipazione di tanti lavoratori, di tante famiglie italiane. Care ragazze e cari
ragazzi, care bambine e cari bambini, vi rinnovo caldamene l'invito a scrivere ai vostri
amici italiani, perchè una sola vostra lettera vale più di mille dei nostri discorsi. Un'ultima cosa voglio
dirvi. Siate fieri dei vostri
genitori. Non potevate averne dei migliori. E siate orgogliosi
della storia del vostro grande Paese. La Jugoslavia è stata un punto di riferimento per
milioni di persone e per molti popoli per decenni, e noi non la dimentichiamo. SVE VAS VOLIM Kragujevac, 4 luglio
2004 |