Comunicato GENOVA: LAVORATRICI E LAVORATORI DELLE COOPERATIVE SOCIALI VOTANO QUASI AD UNANIMITA' CONTRO LA FIRMA DEFINITIVA DELLA BOZZA DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL FIRMATO IL 26 MAGGIO SCORSO DA CGIL, CISL E UIL E RICHIEDONO IL REFERENDUM TRA TUTTI LAVORATORI. Genova, 02 Luglio
Si è svolta questo pomeriggio la prima delle due assemblee di consultazione
dei lavoratori sull' ipotesi di contratto firmato il 26 Maggio scorso tra Cgil, Cisl, Uil
e le Centrali Cooperative.
Nel 1992, anno a cui risale il primo contratto
nazionale delle cooperative sociali, il settore che veniva regolamentato presentava un
estrema varieta´di tipologie contrattuali e condizioni molto differenti fra gli operatori
per trattamento, diritti e condizioni di lavoro: complessivamente un settore con
moltissime ombre in cui l´introduzione di un quadro normativo e retibutivo omogeneo
poteva costituire una significativa novita e un primo passo per dare sistemazione
definitiva e prospettive meno incerte a un settore che vedeva crescere rapidamente il
numero degli addetti impegnati in servizi di pubblica rilevanza. Un Contratto che, è bene ricordarlo, non rispetta da sempre nemmeno le "regole" degli accordi del '93, non rinnovando i bienni economici ed essendo di fatto basato sul quadriennio. Prima di esaminare in sintesi i termini di questo pessimo accordo nei suoi aspetti piu negativi e necessaria una breve premessa in ordine al metodo seguito nella definizione degli obbiettivi rivendicativi e nel loro conseguiemento. L' accordo raggiunto disattende completamente
la Piattaforma rivendicativa presentata a suo tempo dalle OO.SS., non raggiungendo alcuno
degli obbiettivi proposti. Riteniamo gravissimo, ad esempio, che nessun tipo di battaglia, tanto a livello nazionale che locale sia stata intrapresa per contrastare le recenti modifiche alla legge 142 sulla figura del socio lavoratore introdotte con la Legge 30, autentica mannaia sui diritti dei lavoratori di cooperativa. Entrando maggiormente nel dettaglio dellipotesi
di accordo non si puo non incominciare dalla parte relativa agli adeguamenti
salariali e al recupero degli arretrati. Non possiamo dimenticare che trattamento decisamente diverso era stato riservato ai dirigenti delle associazioni cooperative: dopo solo 3 mesi dalla scadenza del contratto, nell' Aprile del 2002, era stato loro rinnovato il biennio economico 2001/2002, con un aumento mensile di 261 euro e 500 euro una tantum per i tre mesi di arretrati...!!! Passando dal quadro economico a quello normativo il panorama non muta per niente. Innanzitutto, ricollegandosi alla questione salariale, dobbiamo denunciare con forza che, se non bastassero i soldi persi con i meccanismi sopra descritti, si e inserito una clausola di gradualita che consente alle centrali cooperative di non applicare gli aumenti retributivi fino al 31/12/2006 (!). In un settore dove i contratti son largamente disattesi e abbonda nero e precariato il buon senso imponeva la richiesta stringente di un applicazione effettiva e rapida dei contratti e non il via libera alla disapplicazione su larga scala seguendo il solito perverso realismo a senso unico. Abbiamo gia' detto di come questto accordo
abbia totalmente disatteso la stessa piattaforma presentata. Nessun riconoscimento per il
lavoro nei festivi, nessuna garanzia di mantenimento dell' anzianità nei cambi di
gestione, nessuna indennità a premiare i sacrifici di quelle lavoratrici e lavoratori che
hanno conseguito la qualifica di OSS, nessun aumento per le varie indennità, solo per
citare alcune omissioni. Lapice pero lo si tocca con il
recepimento della Legge 30. Interventi peggiorativi si registrano anche sullorario di lavoro, recependo il Dlgs. 66/03 e intervenendo addirittura in deroga su alcune norme dello stesso. Laddove la normativa prevedeva 11 ore di riposo nelle 24 ore, che coincideva con il far passare 11 ore tra un turno ed un altro, adesso questo tempo viene ridotto ad 8 ore. Se con le 11 ore era possibile opporsi ai pesanti turni Mattina/Notte, ora cio non e piu possibile. E ancora, dalle otto ore previste per la durata massima dell' orario di lavoro notturno si passa alle 12 ore. Abbiamo qui elencato solo alcuni dei punti di maggiore dissenso rispetto allipotesi di accordo che non esauriscono certo il campo delle critiche possibili. E doveroso pero menzionare ancora un punto che da bene la misura dellinadeguatezza dellazione delle oo.ss. : parliamo del salario convenzionale. Ad ogni rinnovo si proclamava la volonta di eliminarlo definitivamente e puntualmente eccolo ricomparire in questo accordo insieme ad un tortuoso meccanismo per superare "in un congruo numero di anni" (testuale) questa vergogna. Non ci vuole grande capacita previsionale per indovinare che lo trovereremo, vivo e vegeto, anche nei futuri contratti. In conclusione possiamo affermare che cio che ci spinge a bocciare tale accordo, al di ladei singoli punti, e il misconoscimento delle reali problematiche del settore e la totale assenza di volonta' di cambiamento che traspare da questa bozza di accordo e che fa presagire un futuro ancor peggiore del presente (anche se cio sembra impossibile). A fronte di quanto esposto e dei ben noti problemi legati alle agibilita' sindacali ed alla scarsa penetrazione delle OO.SS chiediamo che l' accordo venga sottoposto a Referendum tra tutti i lavoratori del settore. Non vorremmo, infine, a livello territoriale, rimanere ulteriormente esclusi dalla contrattazione di secondo livello, già attiva in altre regioni seppur con risultati non propriamente "esaltanti" per i lavoratori. A questo riguardo impegnamo fin d' ora le OO.SS ad attivare tutte le procedure previste nel rispetto dei tempi indicati dal CCNL. Nella malaugurata ipotesi che questo Accordo
venisse definitivamente sottoscritto, chiediamo l' impegno delle OO.SS di attivarsi con le
controparti a livello locale per stipulare, quanto prima, intese decentrate con l'
obbiettivo di: *Anticipare i tempi di pagamento delle
tranches retributive; Chiediamo infine di lavorare negli ambiti istituzionali locali affinchè nel regolare le gare d' appalto di pubblici servizi e gli accreditamenti, siano salvaguardati in egual misura i diritti di tutti i lavoratori, soci e dipendenti, nel rispetto della contrattazione nazionale, per condizioni di lavoro stabili e non precarie, assegnando punteggi significativi a quelle cooperative che non faranno ricorso alle tipologie contrattuali previste dalla Legge 30.
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