COMMERCIO: UN ACCORDO SODDISFACENTE O UNA SVENDITA DEI LAVORATORI?

 

Pochi giorni fa i responsabili territoriali del settore commercio di Filcams-Cgil, Pisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno rilasciato sulla stampa alcune dichiarazioni trionfali in merito all’accordo sul contratto del commercio, che ha annullato pochissime ore prima della sua esecuzione lo sciopero già indetto del comparto per il 2 e 3 luglio.

Il giudizio che diamo come Cobas dell’accordo è però del tutto differente. Non si tratta infatti di una grande conquista, ma piuttosto di una vera e propria disfatta.

Gli aumenti salariali previsti nel quadriennio e scaglionati (dal 2003 fino al 2006 compreso) non recupereranno l’inflazione reale determinando una ulteriore diminuzione del potere di acquisto dei salari; ciò avviene soprattutto perché viene introdotta la “quadriennalizzazione” del contratto, eliminando cioè la divisione in due bienni economici pensati proprio per il recupero dello scarto tra inflazione programmata ed inflazione reale.

La quadriennalizzazione determina un ulteriore passo indietro rispetto agli accordi degli anni novanta che già sopprimendo la scala mobile adeguavano i salari non alla inflazione reale ma a quella programmata.

 La “quadriennalizzazione”, inoltre, comporta una trasformazione del contratto nazionale nell’interesse del padronato e introduce elementi di indebolimento per i lavoratori del comparto. Questa scelta potrà estendersi anche ad altri comparti e ridurre sempre di più l’efficacia, economica e normativa, dei contratti nazionali .

Infine, si estende la flessibilità contrattuale con contratti precari a tempo determinato, interinale, fino ad un massimo del 28% (dal 23% precedente), oltre all’estensione dell’apprendistato per ogni categoria del comparto, e l’aumento del periodo interessato.

Quali sono dunque gli elementi di soddisfazione per i lavoratori?

Pochi soldi scaglionati in più anni e via libera ai contratti atipici che indeboliscono il nostro potere di contrattazione!

La Concertazione, che non ha mai smesso di funzionare, riprende purtroppo forza e legittimità, provocando ancora più danni con la benedizione dei Confederali.

Contro queste pratiche devastanti, i Cobas appoggiano ogni iniziativa di lotta a partire dalle assemblee autoconvocate delle RSU.

 

Non accontentiamoci delle briciole riconquistiamo salari, diritti e dignità

 

COBAS LAVORO PRIVATO – PISA

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