Congresso Fiom: dare forza e dignità al lavoro DARE FORZA E DIGNITA' AL LAVORO DA LIVORNO UN PROGETTO DI RINNOVAMENTO NEL QUALE LA SINISTRA SINDACALE SI IDENTIFICA Il congresso della Fiom ha sanzionato una svolta che era già nella pratica dellorganizzazione negli ultimi anni. Le lotte, gli accordi separati, la scelta intransigente sul terreno della democrazia, hanno costituito il patrimonio dei successi e anche delle difficoltà della organizzazione. In questi ultimi mesi la crescita della mobilitazione dei lavoratori, da Terni, a Melfi, alla Fincantieri, a tante medie aziende, ha portato ad importanti successi. Tali successi sono anche frutto di una nuova radicalità delle lotte, condotte nella forma dello sciopero ad oltranza e del blocco totale della produzione. Il nerbo di queste lotte è costituito dai giovani, dalla nuova classe operaia, che esce dalla precarietà e dallideologia liberista con una netta scelta di principio: dare forza e dignità al lavoro. Il Congresso ha, appunto, sancito formalmente una svolta, su questioni di fondo, sulle quali da anni si discute e ci si misura in tutto il movimento sindacale e anche nella Cgil. In primo luogo la Fiom ha detto basta conclusivamente al 23 luglio. Già nella pratica la Fiom aveva scelto di rivendicare di più di quanto previsto in quellaccordo per i contratti nazionali. Con lesperienza dei precontratti si è poi forzato il quadro di quanto normalmente si discuteva in sede aziendale. Ora il Congresso formalizza questa scelta, portando la Fiom a considerare definitivamente superata la moderazione salariale, e anche, cosa non di minore importanza, i limiti che in questi anni si sono accumulati nei due livelli di contrattazione. Naturalmente questa scelta di principio non vuol dire che tutti i problemi sono risolti. Starà alle vertenze conquistare risultati adeguati, ma la scelta è fatta. In secondo luogo la Fiom ha dato sistemazione definitiva alla priorità che essa assegna alla democrazia. Nello statuto è stato messo lobbligo del referendum su piattaforme e accordi, come vincolo formale per i gruppi dirigenti. Complessivamente si è scelto un modello di democratizzazione diffusa, affermando il principio della totale eleggibilità delle Rsu e del potere degli iscritti di intervenire sulla vita dellorganizzazione. Infine la Fiom ha ribadito e rafforzato una linea di autonomia e indipendenza rispetto alle controparti e ai governi. La cautela rispetto agli entusiasmi che ha suscitato la presidenza di Montezemolo, deriva da questa impostazione. Che sul piano politico è sintetizzata nella formula: il sindacato può avere governi avversari, come quello Berlusconi, ma non ha mai governi amici. La Fiom ha scelto di misurarsi fino in fondo con la legislazione, chiedendo labrogazione delle leggi berlusconiane, da quelle sul mercato del lavoro a quelle sugli immigrati e riproponendo allopposizione la necessità di una legge sulla rappresentanza. E questa forte dimensione della autonomia sindacale e della necessità della contrattazione che ha fatto sì che il Congresso, per la prima volta da molti anni, proponesse una critica esplicita alla contrattazione delle altre categorie. Con la confederazione si è stabilito un forte rapporto di solidarietà, ma questo non toglie che il Congresso abbia chiesto alla Cgil una coerenza con le scelte di fondo decise anche nellultimo congresso confederale e abbia sottolineato le contraddizioni che stanno emergendo sul terreno contrattuale e delle pratiche democratiche. Sulla base di questa svolta larea di Lavoro società cambiare rotta ha deciso di non ricostituirsi dentro la Fiom. Le compagne e i compagni che fanno riferimento a questarea continueranno il loro impegno nella confederazione per affermare le scelte di fondo contenute nel documento congressuale confederale. Ma nella Fiom la scelta è stata quella di dare fiducia al documento "Valore e dignità al lavoro", che non solo ha conquistato l82% dei consensi, ma, soprattutto, ha definito un progetto di rinnovamento dellorganizzazione e delle sue pratiche, progetto nel quale la sinistra sindacale si identifica. Questo non significa rinunciare al pluralismo, come del resto ha ribadito lo stesso Segretario generale nelle sue conclusioni. Significa solo che Lavoro e società nella Fiom partecipa alla costruzione di un nuovo modello sindacale.Giorgio Cremaschi Livorno 5 giugno 2004 ALLA COMMISSIONE ELETTORALE DEL XXIII CONGRESSO NAZIONALE FIOM-CGIL ALLA PRESIDENZA DEL XIII CONGRESSO NAZIONALE FIOM-CGIL I seguenti 55 compagni e compagne candidati al Comitato Centrale per il documento "Valore e dignità al lavoro" fanno riferimento a livello confederale al documento Lavoro Società Cambiare Rotta. (Giorgio Cremaschi) Morabito Giuseppe - Seek Mamoudou - Minello Paolo - Primo Antonello - Vigna Lidia - Moncalieri Passarino Pietro - Nardini Claudio - Grondona Francesco - Manganaro Bruno - Carrara Marina - Severgnini Giuseppe - Spera Michela - Arrigoni Pierfranco - Galletti Damiano - Bertoli Francesco - El Arabi Ben Houvmane - Guerra Sergio - Prandelli Wilma - Cignoli Umberto - Sciancati Elvira - Carta Manfredi - Riboni Alfio - Barbieri Maria Teresa - Ballerini Franco - Lenna Gianpaolo - Villa Livio - Galli Graziella - Zanchetta Italo - Cisse Falilou - Loi Dante - Basaglia Efrem - Righi Giuliana - Ruggerini Stefano - Brini Paolo - Pistonesi Giannino - Scalisi Mario - Bellavita Sergio -Mazzoni Piero - Castelli Alessio - Riva Nicola - Ciarrocchi Giuseppe - Rampiconi Alessandro - De Mattia Fabio - Di Ventura Franco - D'Aguanno Giovanni - Bruno Franco - Stefanelli Donato - Emanuele De Nicola - Sinopoli Mario - Scardamaglia Vincenzo - Iannace Stefania - Cremaschi Giorgio - Breda Augustin - Petrucci Sabatina - Bianchi Alessandro -
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