Dichiarazione congiunta

 

La soluzione individuata per l’orario di lavoro prevede una deroga alla Legge 66/2003 che consentirà tanto alle aziende chimiche quanto a quelle della gomma plastica di ottenere dai propri dipendenti una prestazione di lavoro che nelle 24 ore potrà protrarsi fino a 16 ore, vale a dire con una interruzione fra un turno e l’altro di sole 8 ore.

 

Non serve particolare intuito per capire che quello concordato è un grave peggioramento delle condizioni di lavoro: ne esce ulteriormente accentuata la flessibilità del lavoro e si introducono tempi e modalità della prestazione gravose che rischiano di incentivare gli infortuni sul lavoro.

 

La presunta eccezionalità del ricorso alla deroga non fa che scaricare la responsabilità di un eventuale diniego sulla RSU, esponendola a ritorsioni.

 

Non esistono peraltro nuove ragioni organizzative / tecnologiche che rendano necessaria una evoluzione della normativa sull’orario come quelle pattuite nei contratti nazionali in questione.

 

Non sono credibili appelli alla promozione di campagne contro il precariato lanciati immediatamente dopo aver inserito un nuovo tassello nel castello della precarietà.

 

Le stesse conclusioni in materia di apprendistato e part – time, benché migliorative degli analoghi titoli presenti nella Legge 30, si collocano sulla scia di quella impostazione: rimane il prolungamento del tempo di apprendistato, rimangono le clausole elastiche che regolano l’utilizzo del part – time.

 

Né ciò basta perché sin d’ora l’accordo prevede l’istituzione di una commissione paritetica incaricata di normare il ricorso ad altri rapporti di lavoro precari come lo staff leasing.

 

Resta da chiedersi, alla fine di questo percorso, con quale autorevolezza possa la Cgil ribadire la propria richiesta di abrogare norme che sino ad oggi ha definito vessatorie e lesive di fondamentali diritti dei lavoratori.

 

 

 

 

Dino Greco segretario generale Camera del Lavoro di Brescia

Dario Filippini segretario generale Filcea – Cgil Brescia

 

 

 

 

 

lì 3 giugno 2004