Si è tenuto lo scorso 24 maggio, presso la Rsu del Comune di Milano, il previsto incontro su lavoro ed occupazione in lombardia promosso da alcuni delegati rsu della lombardia (vedi volantino di convocazione).

All'incontro erano presenti 25 delegati in rapprsentanza di alcune aziende tra le quali il Comune di Milano, il comune di Casale, Poste Italiane, Postal Market, gruppo Unilit, Frimont. Alcune aziende meccaniche, impegnate proprio in quei giorni per il congresso Fiom non sono potute venire, così come i delegati SEA impegnati quel giorno in iniziative aziendali. Anche dagli assenti, comunque è stata riconfermata la condivisione del percorso di lavoro che si intende avviare. Era inoltre presente una rappresentanza della rete regionale contro la precarietà costituitasi in questi mesi.

Da questo primo incontro, a partire da una base di discussione così come illustrata nel volantino di convocazione, si sono individuati almeno 3 filoni di lavoro.

Privatizzazioni: In lombardia, nel settore pubblico, l'occupazione è oggi fortemente messa a rischio dalla linea delle privatizzazioni che investe sopratutto i servizi comunali e socio assistenziali, con ricadute pesanti anche sulla qualità e quantità dei servizi e delle prestazioni alla cittadinanza.

Una tendenza questa che colpisce, assieme ai Comuni ed alle ASL, anche le Poste Italiane (privatizzazione del servizio di recapito posta), la SEA che, con il piano Alitalia rischia praticamente lo sembramento, e l'AEM di Milano.

Nei confronti di queste situazioni sono aperte diverse vertenze particolari che richiederebbero però di essere inserite in un più vasto movimentro contro le privatizzazioni come scelta di abbandono della presenza pubblica in settori strategici.

Legge 30: Occorre rilanciare una lotta più generale conro la legge 30, contrastando la tendenza mediatoria oggi presente nella pratica contrattuale (vedi ultimi ccnl firmati, edili, alimentaristi ecc). Bisogna che a livello aziendale le rsu siano attrezzate e supportate per agire, anche con la ontrattazione locale, in contrasto all'introduzione di tipologie di lavoro precario e temporaneo che accentuano la subordinazione del lavoro (del salario e dei diritti, delle condizioni della prestazione) all'impresa.

Ma occorre anche inserire tutto ciò in una iniziativa regionale per contrastare le norme che la regione dovrà deliberare in materia di accreditamenti delle società di somministrazione lavoro, degli enti di certificazione, così come in materia di apprensdistato ecc.

In definitiva si valuta necessario costruire un amopio movimento contro la precarietà nel quale anche le singole vertenze aziendali possono trovare sostegno e supporto.

Più in generale si sottolinea come l'intervento legislativo prodotto dalla regione lombardia sia assolutamente e sostanzialmente a supporto dello sviluppo della precarietà lavorativa e non del lavoro stabile. Da questa osservazione si ricava la necessitàdi una battaglia per introdurre anche nella legislazione regionale un orientamento di concreto sostegno allo sviluppo dell'occupazione stabile e continuativa, siain generale, sia come strumento di sostegno alla risoluzione di vertenze oggi aperte sul fronte della riduzione occupazuionale.

Da questa prima discussione si sono ricavate alcune ipotesi di lavoro:

  1. Costruire un "libro bianco sulla situazione occupazionale in Lombardia, da costruire attraverso la raccolta di dati dalle aziende oggi coinvolte in vertenze per l'occupazione, contro la precarietà, contro le privatizzazioni. A questo riguardo, prossimamente, si lancerà una iniziativa di raccolta di queste informazioni con l'obiettivo, appunto, di mettere assieme e rendere pubblico, nella sua vera dimensione, quale è oggi il fronte della battaglia per il lavoro in lombardia.
  2. Si è inoltre deciso di insediare un gruppo di lavoro che cerchi di redigere un documento, traccia di lavoro, che ordini sia la discussione fatta che le  proposte emerse dalla discussione.

Si è fissato un prossimo appuntamento, dopo le elezioni, (vi faremo sapere la data esatta) nella quale riprendere la discussione a partire dallo stato di avanzamento dei primi impegni assunti e per valutare assieme come procedere. Per ora l'ipotesi rimane quella di preparare una iniziativa pubblica regionale nella quale proporre e sostenere la necessità di una vertenza regionale per il lavoro.

 

 

Incontro regionale tra le delegate ed i delegati Rsu della Lombardia

 

La Lombardia è da tempo coinvolta in un processo di ristrutturazione e riduzione qualitativa e quantitativa dell’occupazione caratterizzato da una serie continua di crisi produttive, processi di esternalizzazione e aumento dell’occupazione temporanea e precaria.

Avvertiamo la debolezza e la frammentarietà della risposta sindacale. Troppe volte infatti le singole vertenze sono gestite e condotte in solitudine scontando il limite dell’assenza di un contesto vertenziale di riferimento generale nel quale le singole iniziative potrebbero trarre adeguato sostegno e prospettiva.

Eppure ci sono lotte ed obiettivi che per loro natura possono e devono essere affrontati anche collettivamente, dando alle singole vertenze una visibilità ed una efficacia maggiore.

 

  • E’ il caso degli attacchi all’occupazione che passano attraverso la privatizzazione e la  esternalizzazione dei servizi e delle prestazioni pubbliche.

L’attacco all’occupazione oggi aperto nel comune di Milano e la lotta contro le esternalizzazioni e privatizzazioni in corso è lo stesso che centinaia di altri delegati Rsu affrontano nella miriade di comuni piccoli e medi della regione.

Lo stesso vale per l’Aem, per altre municipalizzate sparse nella regione, per le Poste, per la SEA, investite da un processo di privatizzazione che serve solo a fare cassa, a scapito dell’occupazione e della qualità del servizio all’utenza, come già succede nel servizio sanitario e succederà nella scuola.

E’ la capacità di costruire un contesto di rifiuto generale alle privatizzazioni e di rilancio dell’occupazione, dei servizi e delle prestazioni erogate dal pubblico che può aiutare le singole vertenze oggi aperte.

  • E’ il caso dell’occupazione nel settore industriale. La presenza di una industria di scala (media e grande) è sempre più ridimensionata. Prolifera di contro un tessuto industriale di piccole e piccolissime aziende, dove sempre più i diritti non vengono rispettati e le condizioni di lavoro peggiorano.

 

Un contesto preoccupante che contrasta con le illusioni di chi continua a ritenere la Lombardia il motore dell’economia nazionale. Un quadro che ci deve ancora più preoccupare se consideriamo l’elevato sviluppo del ricorso a rapporti di lavoro precari e temporanei che avrà, con la legge 30, un progressivo peggioramento nei prossimi anni.

Servirebbe un migliore coordinamento sindacale delle vertenze aperte, servirebbe una piattaforma generale per dire No alle privatizzazioni, per contrastare l’entrata a regime delle nuove tipologie di lavoro, per efficaci politiche di sostegno all’occupazione, per un rilancio del ruolo pubblico nella programmazione economica regionale, da aprire con le controparti padronali ed istituzionali.

 

Ma serve subito ed urgentemente anche mettere in campo una forte visibilità delle vertenze oggi aperte, facendole uscire dalla solitudine in cui queste, spesso, sono condotte.

Per questo proponiamo un incontro tra delegate e delegati Rsu, sindacalisti delle varie sigle sindacali

Lunedi’ 24 maggio – dalle ore 14

Presso la sede della RSU del Comune di Milano in Via Borsieri 4 (Milano)

        dalla staz. “Garibaldi” (MM verde) prendere il sottopasso per via Pepe, all’uscita 200 m. a destra

 

Per mettere a confronto le nostre esperienze, le nostre proposte, per costruire un momento di iniziativa comune da discutere e decidere assieme

 

delegate e delegati: del Comune di Milano - Enichem Milano – Spa Milano – Atofina Rho – Unilever Lodi – Poste Italiane Milano – Giunta Regionale Lombardia - ASL di Milano – Comune di Casalpusterlengo – ASL di Lodi – Met Milano -  Postal Market Peschera Borromeo – Fatebenefratelli di S.Colombano – Tai Guardamiglio – Itr Pavia -  Frimont Milano – Ponteggi Dalmine Lodi -