COMUNICATO LAVORO SOCIETA’ FLAI


Nella prima metà del mese di maggio è stato firmato il CCNL CONFAPI e sono stati rinnovati i secondi bienni economici dei dipendenti delle cooperative agricole e degli operai forestali.

Essi rappresentano un’inversione di tendenza della linea contrattuale che finora la Flai aveva tenuto (anche unitariamente) e segnano un allontanamento dalle posizioni della CGIL approvate nel documento conclusivo del Congresso di Rimini e confermate nella Conferenza di Organizzazione appena conclusasi.

In particolare nel rinnovo del CCNL CONFAPI si compie l’operazione di recepire tutte le norme attuative della Legge 30 senza lasciarne fuori gli aspetti più inaccettabili e pericolosi in esse contenuti, precorrendo anche i tempi. Risulta, infatti, difficile comprendere il perché si siano concordati dei testi in allegato sull’apprendistato e sui contratti di somministrazione, se mancano ancora le emanazioni di riferimento e le autorizzazioni rispettivamente delle Regioni e del Ministero.

Per i contratti part time sono stati introdotti elementi peggiorativi rispetto al passato, e verso le norme non è stato posto alcun vincolo di tenuta.

Ma le questioni più rilevanti riguardano la somministrazione a tempo indeterminato e il contratto a chiamata.

Andando a normare questi aspetti della legge non solo non si sono tenute in considerazione le raccomandazioni della CGIL ma si è creato anche un pericoloso precedente per gli altri contratti, concedendo alle aziende una esagerata quanto inutile flessibilità.

Diverso il discorso per i rinnovi dei bienni. Se hanno tenuto da un punto di vista normativo, nonostante i tentativi delle controparti specie in quello delle Cooperative agricole, rappresentano anch’essi un pericoloso precedente per aver sancito che gli aumenti si calcolano prendendo a riferimento l’inflazione programmata con un “anticipo”. Già per il 2004 essa è vistosamente più bassa di quella reale, senza contare che per il 2005 le stime di vari Istituti la danno superiore al 2,1%.

Inoltre bisognava tener conto anche di quote aggiuntive di produttività generale da distribuire.

Per questi motivi l’aumento economico risulta inadeguato e insoddisfacente, soprattutto per una categoria di lavoratori per la quale è forte l’emergenza salariale.

Perché si è giunti alla firma dell’ipotesi senza aver neanche proclamato un’ora di sciopero per sbloccare le rigidità della controparte? Si è invece, preferito tenere la trattativa ristretta nell’ambito del tavolo negoziale. In questo modo si subisce un’unità sindacale che non è utile ai lavoratori. Essa è certamente un valore da difendere purché dia reali risposte ai bisogni di chi rappresentiamo.

Chiediamo che la consultazione dei lavoratori per i tre contratti avvenga tramite il voto certificato o il referendum.

Chiediamo ai lavoratori di esprimere con un NO il loro dissenso e di respingere le tre ipotesi.

 

                                                               LAVORO SOCIETA’ FLAI CGIL    

 

 

Roma 24/05/2004