| comunicato stampa RAPPRESENTANZA SINDACALE: EPIFANI GIOCATORE E ARBITRO?
CI
VUOLE UNA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA dichiarazione
di Luciano Muhlbauer (segreteria nazionale SinCobas) Che in Italia ci fosse un problema di
democrazia sindacale lhanno evidenziato meglio di mille parole la vertenza dei
tranvieri e quella degli operai di Melfi. Il Ministro Maroni ne ha approfittato per
qualche spot elettorale, mentre il suo sottosegretario invocava i manganelli contro gli
operai di Melfi. E ora dallassemblea della Cgil di Chianciano Epifani lancia una
proposta, già raccolta da Pezzotta, che francamente desta preoccupazione. Secondo Epifani, a scrivere le regole sulla
rappresentanza e sulla democrazia sindacale dovrebbero essere i vertici di Cgil, Cisl e
Uil, i quali poi si accorderebbero con la Confindustria, escludendo a priori ogni
intervento per legge. Ovvero, suggerisce una cura che assomiglia fin troppo alla malattia. Le regole sulla rappresentanza e
sulla democrazia sindacale oggi esistenti sono infatti quelle a suo tempo concordate da
Cgil, Cisl e Uil con Confindustria e Governo. Quelle regole prevedono ad esempio
che in tutto il settore privato il 33% dei delegati dei lavoratori spetta di diritto a
Cgil, Cisl e Uil, a prescindere dallopinione dei lavoratori. Oppure permettono oggi
che contratti nazionali possono essere imposti contro la manifesta opinione dei lavoratori
interessati, come è accaduto nel caso dei tranvieri e in quello dei metalmeccanici. Non si può essere nel contempo arbitro e parte
in causa. La rappresentanza e la democrazia riguardano tutti i lavoratori e non sono un
fatto privato di qualcuno, grande o piccolo che sia. Ecco perché lo strumento legislativo
appare quello più idoneo. Ci vuole una legge sulla rappresentanza
sindacale che renda effettiva la libertà di associazione sindacale tutelata dalla
Costruzione e che ponga fine al monopolio istituzionalizzato della rappresentanza. E
soprattutto occorre riconoscere nei lavoratori e nelle lavoratrici i protagonisti del fare
sindacato e dunque deve essere previsto obbligatoriamente il voto su accordi e contratti. E necessario ridare ai lavoratori, che
devono essere i titolari dei diritti sindacali, la decisione sulle proprie condizioni di
lavoro. Ufficio
Stampa Sincobas Milano, 13 maggio 2004 |