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stampa SINDACATI-RAPPRESENTANZA: IL
DOPPIO GIOCO DI MARONI LE
IPOCRISIE DEI TANTI dichiarazione
di Luciano Muhlbauer (segreteria nazionale SinCobas) Come già alcuni
mesi fa, la sparata del Ministro Maroni sul modello di rappresentanza sindacale ha
sollevato un gran polverone. Ed esattamente come nel caso degli autoferrotranvieri, alle parole di un giorno non segue alcun fatto. Anzi, oggi come
allora, le dichiarazioni in chiave elettorale del Ministro leghista sono accompagnate
dalla politica ben più reale del suo sottosegretario Sacconi, ispiratore della linea dura
contro i tranvieri e dellintervento poliziesco contro gli operai di Melfi. In Italia esiste da tempo un drammatico problema di
democrazia e libertà sindacali e una situazione
più arretrata e antidemocratica rispetto a molti paesi dellUnione Europea. Per non parlare della condizione di autentica
anticostituzionalità determinatasi sin dal 1995, poiché il referendum popolare sul
art.19 dello Statuto dei lavoratori aveva abolito il monopolio burocratico della
rappresentanza da parte di Cgil-Cisl-Uil ed il legislatore non è mai intervenuto,
nonostante la Costituzione lo imponesse. Le vertenze dei
tranvieri, di Melfi e dellAlitalia non hanno fatto altro che portarlo alla
superficie. Hanno reso di pubblico dominio ciò che una omertà tutta bipartisan aveva
coperto. E non a caso oggi sulla stampa le ipocrisie si
sprecano. Lex ministro del lavoro del governo di centrosinistra, Tiziano Treu, non trova di meglio che sposare un progetto caro allo stesso duo Maroni-Sacconi, cioè lattacco al contratto nazionale e lintroduzione dei contratti territoriali. Non solo non centra nulla la democrazia sindacale, ma proprio Melfi sta lì a dimostrare il fallimento di una esperienza concreta di contratto territoriale. Bisogna invece
uscire dalle tante strumentalità e dalle molte ipocrisie ed affrontare il problema vero. Una legge sulla rappresentanza democratica e trasparente
è lunica strada percorribile, poiché non è accettabile che le regole vengano
definite da Cgil-Cisl-Uil e controparti. Non si può essere allo stesso tempo parte in
causa ed erigersi a giudice imparziale. In secondo luogo,
occorre da subito introdurre lobbligatorietà del
voto dei lavoratori sui contratti, perché i mandati in bianco sono
inaccettabili e poi non funzionano neanche. In terzo luogo, va
rivista la legge antisciopero 146/90. Un
sistema di regole iniquo e unilaterale, che vale soltanto per i lavoratori e non per la
controparte, non è soltanto antidemocratico, ma spinge le vertenze contrattuali alla
drammatizzazione. Su
questi tre punti il SinCobas è disponibile ed interessato al più ampio confronto con
altre forze sindacali, sociali e politiche, senza pregiudiziali. Per quanto riguarda le
sparate e le ipocrisie, le rimandiamo al mittente. Ufficio
Stampa Sincobas Milano,
4 maggio 2004 contatti:
338.4290610 - 335.1213068 |