CREMASCHI (FIOM): CI VOGLIONO ASSERVITI ALLE AZIENDE


(ANSA) - ROMA, 3 MAG - ''Governo e grandi aziende, Fiat in
testa, vorrebbero un sindacato servo e lavoratori divisi,
disillusi e rabbiosi. Stanno lavorando per questo. Ma pur se da
destra e con intenti assolutamente strumentali il ministro
(Maroni, ndr) - ammette Giorgio Cremaschi, segretario nazionale
della Fiom-Cgil, intervistato da REPUBBLICA - dice una verita':
serve una nuova legge sulla rappresentanza sindacale. Dagli
autoferrotramvieri all'Alitalia si e' visto che l'unita' al
vertice non basta''.
''A Melfi - dice Cremaschi - il problema non lo ha creato la
rappresentanza sindacale, ma la Fiat che ha imbrogliato tutti
dicendo di voler trattare e poi rifiutandosi di farlo. Poi,
certo, le elezioni andrebbero rifatte. Io propongo democrazia
pura, proporzionale puro. Va eliminata quella ridicola e
inaccettabile clausola che riserva alle sigle firmatarie di un
contratto un terzo garantito. E soprattutto va introdotto il
referendum obbligatorio a voto segreto. Non ho problemi a dirlo:
Cgil, Cisl e Uil non sono rappresentative per spirito divino,
chi sbaglia deve andarsene a casa''.
''Il ministro, ripeto, ha detto a modo suo una verita'. Il
problema esiste e a farlo marcire ha contribuito anche il
centrosinistra che aveva una proposta di legge in proposito, ma
l'ha affondata. Detto questo e' chiaro che il governo e' il
primo responsabile della situazione attuale. Non e' mai stato
disponibile ad una vera e propria negoziazione. E' assolutamente
incapace di fare quello che un vero esecutivo dovrebbe saper
portare a termine: attivita' di mediazione nei conflitti
sociali. Lo si e' visto anche a Melfi: Sacconi sottosegretario
del Welfare si e' comportato come un ultras della Confindustria.
Inguardabile''.
Il governo pare intenzionato a metter mano alla legge sugli
scioperi nei servizi pubblici, scrive Repubblica. ''Assurdo, la
legge italiana e' la piu' rigida in Europa. Peri' non viene
rispettata. Non c'e' legge che tenga davanti alla situazione
esasperata che molti lavoratori stanno vivendo. Si va in piazza
punto e basta. Ma qui la colpa e' dell'ottusita' dei manager,
incapaci di valutare i problemi nel loro complesso: sarebbero
disposti a far fallire un'azienda o a vendere meno macchine pur
di non trattare con i sindacati. Non vogliono accordi, questa e'
la verita'. Guardiamo a Melfi: cosa chiedono i lavoratori? Pari
diritti. Cosa risponde l'azienda? No, senza nemmeno cercare
un'intesa sul come, sul perche', su un eventuale scaglionamento.
Cos'altro e' questa se non ottusita'?'', conclude il segretario
della Fiom. (ANSA).

LAV

03/05/2004 10:33
© Copyright
ANSA Tutti i diritti riservati