Fiat Melfi / La polizia carica gli operai

Cgil: un atto gravissimo

La carica della polizia sugli operai di Melfi solleva l'indignazione di tutto il mondo sindacale. Categorie e organizzazioni regionali della Cgil hanno condannato l'uso della forza. Anche la Fim Cisl ha stigmatizzato la carica degli agenti.  Da esponenti della sinistra, dall'Ulivo a Rifondazione, messaggi di solidarietà ai lavoratori della Fiat. Infine, da registrare un comunicato della Cgil nazionale, che giudica "gravissimo" quanto avvenuto stamane a Melfi. 

“E' gravissimo quello che è successo oggi a Melfi", afferma appunto una nota della segreteria nazionale della Cgil, secondo la quale "non c'era alcun bisogno di usare la forza in una lotta sindacale non violenta. La CGIL - prosegue la nota - esprime solidarietà ai feriti. Il Ministero degli Interni deve fermare subito questa logica puramente repressiva". Secondo la Cgil "il Governo dovrebbe lavorare per agevolare l'incontro tra le parti e, quindi, vanno politicamente isolate le dichiarazioni e le posizioni irresponsabili di esponenti del Governo stesso espresse in questi giorni". La confederazione di Corso d'Italia sottolinea che la principale responsabilità degli eventi "ricade sulla FIAT. Negare una risposta concreta ai problemi posti dai lavoratori di Melfi, rifiutarsi di ripristinare un corretto rapporto con tutti gli interlocutori sociali, è alla base di quello che sta succedendo nello sviluppo della vertenza. L'Azienda si muove lungo una logica vecchia, inadeguata ai problemi di oggi. La CGIL – conclude la nota - sosterrà con decisione la giusta richiesta delle RSU di Melfi e dei lavoratori di aprire un vero negoziato per rimuovere le cause del disagio, difendere la democrazia in azienda e il rispetto delle dignità dei lavoratori". 

Della vicenda Cgil, Cisl e Uil discuteranno nel corso della segreteria unitaria prevista per stasera. Lo ha comunicato il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Casadio. Commentando la spaccatura in atto tra la Fiom, che sta sostenendo la protesta degli operai, e Fim e Uilm che hanno avviato una trattativa con la Fiat, Casadio sostiene che 'il sindacato deve ritrovare la capacità di ripartire sempre dalle condizioni reali dei lavoratori'. E aggiunge: 'E' necessario che il sindacato guidi i lavoratori proponendo obiettivi realistici, e ciò si può fare solo partendo dalle condizioni dei lavoratori. Penso che il sindacato debba saper ricercare in maniera unitaria questo percorso'.

In segno di solidarietà ai lavoratori di Melfi sono scoppiati scioperi spontanei i diverse realtà industriali del Paese. Come all'Alfa Romeo di Arese, dove i lavoratori hanno scioperato questa mattina. L'astensione e' stata proclamata da FlmUniti-Cub, Slai-Cobas e Fiom-Cgil. I lavoratori hanno incrociato le braccia un'ora e mezzo, dalle 9.30 alle 11, e hanno preso parte a un'assemblea davanti alla portineria centrale. Blocchi della produzione si sono verificati anche alla Magneti Marelli di Bologna.

'Solidarietà ai lavoratori della Fiat di Melfi, in lotta per giuste rivendicazioni'. A esprimerla è il segretario generale della Cgil Campania, Michele Gravano: 'Invitiamo il ministero degli Interni a non tentare una prova di forza che avrebbe effetti dirompenti, in un clima delicato come quello che stiamo vivendo sul piano nazionale ed internazionale'. Gravano fa appello al governo 'affinché non faccia come Ponzio Pilato, ma al contrario assuma un ruolo attivo sulla vicenda Fiat, convocando tutte le parti sociali, nessuna esclusa, per approfondire il merito delle istanze evidenziate dalla lotta dei lavoratori di Melfi'.


'Siamo preoccupati, perché è un fatto molto grave'. A dirlo è invece Flavio Vallan, segretario regionale della Cgil del Friuli-Venezia Giulia: 'E' un fatto inquietante, e l' iniziativa non è solo delle forze dell'ordine'. Spiega Vallan: 'Stiamo parlando della lotta di lavoratori che chiedevano di cambiare condizioni di lavoro molto dure, a detta di tutti, e di avere una trattativa. Questo non è avvenuto e, ovviamente, i lavoratori hanno continuato le loro iniziative'. Per Vallan, 'che si sia intervenuti, invece che con una trattativa sindacale, con l' intervento, come da qualche parte del governo è stato chiesto, perché è chiaro che non è un' iniziativa semplicemente delle forze dell' ordine, è un fatto estremamente grave. E' un fatto che da il segno di come oggi anche alcune rivendicazioni normali, prettamente sindacali, come fare meno turni di notte e avere una retribuzione uguale a quella degli altri colleghi della Fiat, è un fatto preoccupante e ci inquieta'. Conclude Vallan: 'Le notizie da Melfi hanno colto tutti di sorpresa, una delle forme di solidarietà concreta sarà sicuramente quella di preparare al meglio lo sciopero proclamato per mercoledì prossimo'.

'Si continua a registrare un preoccupante clima di repressione antisindacale. Quanto è accaduto a Melfi è gravissimo e si iscrive in un contesto in cui la Fiat da tempo rifiuta il confronto con la Fiom'. E' quanto afferma Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Cgil siciliana, commentando gli scontri tra polizia e manifestanti avvenuti all' alba davanti allo stabilimento Fiat lucano: 'Il gruppo dirigente della Fiom siciliana deciderà nelle prossime ore forme di mobilitazione come segno di protesta e di solidarietà con i lavoratori di Melfi'.

Anche la Lista 'Uniti nell'Ulivo' esprime ''solidarieta' ai lavoratori di Melfi oggetto degli incresciosi fatti di questa mattina''. ''Non e' pensabile che le vertenze dei lavoratori, anche quelle piu' aspre e difficili - dice Luciana Sbarbati, responsabile del Tavolo delle candidature della Lista - diventino problemi di ordine pubblico ed il governo deve assumersi le sue responsabilita', auspichiamo, anche in Parlamento''. ''La via maestra e' sempre quella del dialogo tra le parti - conclude la Sbarbati - e del rifiuto di ogni violenza''.

'Quanto avvenuto oggi a Melfi è una cosa molto grave'. A dirlo è Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista, giunto nell'area industriale tuttora occupata dai lavoratori: 'La Fiat, oggi, con quello che è successo qui si è garantita la stima del governo. Quello che è avvenuto a Melfi era stato provocatoriamente annunciato dal sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi che in questi giorni si è distinto per la sua attività antisindacale. Il Parlamento dovrebbe ora censurare l'attività antisindacale di Sacconi'. Il segretario di Rifondazione ha ricordato come 'ai lavoratori che volevano entrare in fabbrica era stato offerto un passaggio in sicurezza nei presidi, ma si è voluto cercare lo scontro'.

''L'intervento della polizia contro i lavoratori della Fiat di Melfi e' immotivato e grave''. Lo afferma, in una nota, il responsabile Lavoro dei Ds, Cesare Damiano, secondo il quale ''il Governo anziche' drammatizzare la situazione, come ha fatto qualche suo autorevole esponente, dovrebbe preoccuparsi di portarla verso soluzioni positive, anche con la convocazione delle parti per l'apertura di un confronto. Per l'esponente Ds ''la lotta dei lavoratori di Melfi e' la testimonianza di un disagio che riguarda problemi relativi alla condizione di lavoro, da lungo tempi irrisolti. La lotta deve unire i lavoratori ed essere finalizzata all'apertura di un tavolo unitario di trattativa che sia in grado di risolvere questi problemi''.

La Fim Cisl considera ''un errore'' la carica della polizia ai blocchi stradali della Fiom davanti allo stabilimento di Melfi ma considera ''altrettanto grave'' la decisione dei metalmeccanici della Cgil di ''proseguire nei blocchi e di tirare pietre contro i pullman delle persone che volevano andare a lavorare''. Lo afferma il leader della Fim, Giorgio Caprioli secondo il quale lo sciopero generale proclamato per mercoledi' non serve. Caprioli ha annunciato che il sindacato ha chiesto alla Fiat di anticipare la data prevista per mercoledi' 4 maggio per il confronto sullo stabilimento. ''Non servono scioperi - ha detto - tanto meno generali. Serve una trattativa conclusiva''. ''Stamattina e' stato un errore da parte della polizia fare cariche ai blocchi - ha spiegato Caprioli - ma credo sia altrettanto grave la responsabilita' della Fiom nell'aver deciso di continuare a bloccare l'accesso alle strade. Prima perche' c'e' un accordo con l'impegno della Fiat a superare i problemi che hanno generato la lotta e poi perche' a episodi di violenza della polizia hanno corrisposto episodi di violenza di chi era ai blocchi contro chi voleva entrare''. Secondo Caprioli a Melfi il problema sta diventando ''kafkiano''. ''La gente sciopera per togliere la doppia ribattuta e per salari piu' alti - ha aggiunto - mentre c'e' gia' un accordo per superare questi problemi. Non capisco perche' si scioperi. Una volta che dall'azienda c'e' disponibilita' ad affrontare questi temi si va a fare la trattativa. Se si rompe si torna a scioperare''. ''Auspico - ha concluso - che nonostante quello che e' successo si colga l'opportunita' della trattativa fissata al 4 maggio e che forse anticipiamo''.

La Uilm invece torna a chiedere alla Fiom di 'ripristinare la legalità', rimuovendo i blocchi ai cancelli dello stabilimento della Fiat di Melfi e lasciando ai lavoratori che intendono andare a lavorare la possibilità di farlo. 'Ci sono una parte dei lavoratori - ha detto il segretario generale della Uilm Tonino Regazzi, riferendosi all'accordo firmato venerdì che prevede alcuni impegni dell'azienda da chiarire in una trattativa che dovrebbe partire il 4 maggio e che potrebbe essere anticipata - che sono nella logica del negoziato. Bisogna ripristinare la legalità. Si deve consentire ai lavoratori che vogliono andare a lavorare di andarci. Oggi di cinque sei pullman solo due sono passati ai blocchi'. Regazzi che ha definito lo sciopero generale proclamato dalla Fiom per tutti i metalmeccanici un altro 'atto di rottura' ha ricordato che lo stabilimento è fermo da otto giorni e che questo è particolarmente pesante in una realtà che ha bisogno di lavoro.

''Quello che sta accadendo a Melfi e' il prodotto della linea avventurista ed estremista portata avanti dalla segreteria della Fiom''. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia, che chiede al leader della Cgil, Guglielmo Epifani di ''riportare alla ragione'' la Fiom. ''Lo Stato - sostiene Cicchitto - non puo' consentire che venga impedito l'ingresso nell'azienda ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che intendono farlo. L'attuale segreteria della Fiom forse vuole dimostrare di non essere seconda a quella che pratico' lo scontro totale nel 1980 con i ben noti esiti catastrofici. Essa dimentica, pero', che oggi l'equilibrio dei conti aziendali del gruppo Fiat e' sul filo del rasoio. La Fiom pur di sviluppare un attacco frontale sia contro la direzione aziendale, sia contro la Fim Cisl e la Uilm, non esita a mettere a repentaglio la tenuta stessa dell'azienda impegnata in una battaglia per la vita e per la morte in concorrenza con gli altri gruppi europei. Questa linea irresponsabile sta mettendo gli operai di Melfi contro quelli di Torino''. Dunque, secondo l'esponente di Fi, Epifani ''invece di chiedere l'intervento del governo per coprire questa follia, dovrebbe riportare alla ragione una organizzazione politica presente nella Fiat e fra i metalmeccanici che alla lunga rischia di far male agli altri e anche a se stessa e comunque ai lavoratori che ne subiscono l'avventurismo''. 

(26 aprile 2004)